Il fine della Scienza (secondo Jacobi)

 Prosegue il periodo dedicato ai post scientifici, questa volta con un pensiero di Jacobi, Matematico di inizio – metà Ottocento, capitatomi per caso mentre sfogliavo un libro di esercizi di Matematica.  Lo dedico a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, mi hanno chiesto (o si sono chiesti) il perché di certe ricerche Scientifiche che non sembrano avere applicazioni pratiche e che, sotto sotto, pensano che, in fondo, i (pochi) soldi spesi per la ricerca scientifica (o una parte di essa) potrebbero benissimo essere destinati ad altro.

Carl Gustav Jacob Jacobi (Potsdam, 10 dicembre 1804 – Berlino, 18 febbraio 1851)

 

«…Fourier era del parere che lo scopo principale della matematica fosse l’utilità sociale e la spiegazione dei fenomeni naturali; un filosofo come lui tuttavia avrebbe dovuto sapere che l’unico fine della scienza è l’onore dello spirito umano, e che, da questo punto di vista, un problema relativo ai numeri ha la stessa portata di un problema che riguarda il sistema di mondo»

(C.G.J. Jacobi, Lettere a Legendre, 3 Luglio 1830)

 

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