Magnifico Dante da un Magnifico Benigni

Benigni-Dante

 I miei complimenti a Benigni, che in queste sere su RaiUno ci sta proponendo il miglior Dante di sempre, ce lo fa rivivere, ce lo fa gustare. Ci fa comprendere tutta la sua grandezza. Magari al Liceo avessi avuto un insegnate che mi avesse spiegato la Divina Commedia come lui! Certe cose si apprezzano di più dopo che le si son lasciate sui banchi di scuola…

Questo lunedì c’è stato l‘ultimo canto del Paradiso. Non l’avevo mai gustato così a fondo. Ho capito quanta teologia e quanta profondità ci fosse in Dante: ci offre delle immagini di Dio meravigliose, senza tempo, fuori dal tempo. Sentite solo come definisce lo Spirito Santo, il respiro di Dio.

 

Ne la profonda e chiara sussistenza

de l’alto lume parvermi tre giri

     di tre colori e d’una contenenza;

e l’un da l’altro come iri da iri

parea reflesso, e ’l terzo parea foco

   che quinci e quindi igualmente si spiri.

  

Non aggiungo altro. Spero, cari lettori, che possiate avere seguito anche voi questo magnifico Dante da questo altrettanto magnifico Benigni.

Andrea Macco

 PS: ho trovato questo sito dove vi sono alcune registrazioni di Benigni… Ve lo lascio: http://www.robertobenigni.altervista.org/paradiso.htm

 
 
 

17 commenti su “Magnifico Dante da un Magnifico Benigni

  1. Caro Andrea, anche io in questi giorni ho vissuto il rammarico di non aver avuto un insegnante di italiano ispirato e appassionato come il buon R. Benigni. Ho gustato le prime due puntate in TV (una delle poche cose decenti proposte ultimamente) della Divina Commedia. A tal proposito ho riflettuto anche su un fatto: la testimonianza più veritiera della nostra fede se non è accompagnata dalla “passione” non dice nulla!!!
    Ti abbraccio.

  2. Quando Benigni si limita a Dante è davvero in gamba come dici…Quando però si mette a fare altre cose….!
    Non ho seguito queste ultime serate in TV, ma in passato l’ho visto anche dal vivo e mi era piaciuto molto il suo modo dio interpretare Dante.

    Fra

  3. Non riesco a sentire Dante da uno che la prima volta che l’ho visto, molti anni fa, cantava l’inno del corpo sciolto,non so se hai presente…

  4. Caro Michelangelo,
    sbaglio o già in passato eri passato su questo blog? In ogni caso piacere risentirti. Dici bene che in TV si trovano sempre meno spettacoli e programmi decenti e di un certo livello culturale! A quanto pare basta che ci siano due donnine o due bei fusti mezzi svestiti per fare audience…

    Do’ invece il benvenuto ufficiale a Luca. In passato avevo avuto qualcuno che aveva scritto dalla Francia, ma direi che è la prima volta che ci spingiamo così lontano, fin in Polonia!

    Mi sembra invece di cogliere in Frae, ma soprattutto in Marco un po’ di distanza da un certo tipo di Benigni. Tuttavia a parere mio (e di tantissimi altri) quando recita Dante è davvero bravo, checchè se ne dica!

    Buona domenica a tutti,
    Andrea

  5. Ti ricordi l’ultima strofa dell’inno del corpo sciolto del tuo vate benigni? “….e chi dice…. è solo uno stitico invidioso! E questo è l’inno del corpo sciolto, e chi lo canta chiaramente ne fa molto….”

  6. Caro Marco,
    tu insisti su queste stupidate di Benigni. E ce ne sarebbe una lista credo enorme. Ma ciò può essere sufficiente a negare la sua bravura nel recitare e commentare Dante?

  7. Magari ci fosserò più Benigni in tv… I miei ricordi della divina commedia si dividono in ottimi, quando avevo un professore innamorato ed appassionato del poema, e confusi quando invece avevo una Somma somara per insegnante di lettere.

  8. ma sei una specie di genio???
    davvero bel blog! complimenti! è bello vedere dei blog con contenuti non solo piacevoli ma anche interessanti!
    grazie…
    buona serata!

  9. Grazie Celali del complimento, ma sulla genialità credo ci sarebbe molto da dire… Qualcuno dice che c’è un pizzico di genialità in ogni uomo perchè ogni uomo ha un dono unico che nessun altro ha, ma pochi riescono ad usarlo concretamente… Dante, per rimanere in tema con questo intervento, fu certamente una di queste persone che ci riuscì!

    In ogni caso benvenuta su questo blog! Spero di risentirti ancora.
    Andrea

  10. Ha ragione Celali. Hai una mente un po’ geniale, Andre. Non ti montare la testa, ma secondo me ti rubano le idee da questo blog, perchè se guardi sulla rete ne trovi pochi di così ricchi e completi!
    Grazie di questi spunti e di queste condivisioni.

    Chissà, magari un giorno ti vedremo in TV a spiegare la Fisica come Benigni spiega Dante…! E noi diremo: io lo conoscevo quello lì…!
    Fra

  11. Benigni è stato davvero fantastico…stasera un nuovo canto…:)…!
    “Anche se non siamo fatti da Dio…siamo fatti di Dio”…lo trovo stupendo!!!

    C’è da dire che i risulati ottenuti da Benigni…nonostante questo grandissimo salto di qualità che ha fatto la tv con la Divina Commedia da lui commentata, recitata…interpretata…vissuta davvero…i risultati non sono stati proporzionati…
    e questo secondo me ci dimostra come la “tv spazzatura”, che tutti siamo bravi a criticare, in realtà è quella che tutti vogliamo…questo forse ci spiega anche perchè gli altri 13 canti vengono mandati in onda in seconda serata…

    peccato…poteva essere una buona occasione per far rendere conto a tanti italiani di quanto sia stato grande Dante!…

    Buon Avvento!…:)

  12. Rendo nota a tutti gli esegeti di Dante questa mia lettera.
    Caro FRANCO DE PASCALE,
    stamattina, VENERDÌ 25 MARZO 2011, stavo pensando che quest’anno il Natalis Solis invicti dei tempi di Giulio Cesare, il 25 dicembre, cioè la NATIVITA’ di Cristo, cade di DOMENICA, nel giorno del Sole, proprio come vuole Dante per la Nascita di Cristo. Lo indica in chiusura della Quaestio de aqua et de terra. Perché non ricordarlo? Per il suo Calendario Antico Fiorentino, purtroppo non menzionato nemmeno dal “Manuale di Cronologia” di ADRIANO CAPPELLI (ma ci sarà un motivo!), Cristo si era simbolicamente Incarnato (concepimento) il Venerdì 25 marzo del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico, ed era poi nato, ovviamente, la successiva Domenica 25 dicembre del 1° anno dopo Cristo del nostro computo storico. Era poi morto, simbolicamente, trentaquattro anni esatti dopo essere stato concepito, e perciò era morto in Croce, versando il suo prezioso sangue per la nostra salvezza (TE DEUM, 22), il Venerdì 25 marzo dell’anno 35 d.C. e risorto la Domenica 27 marzo del 35 d.C. del nostro computo storico. Questo indica solennemente e strategicamente Dante nella Quaestio, anche se nel silenzio esegetico generale da parte dei Dantisti. Perché? Io credo perché andando avanti su questa strada si arriva a dover porre il viaggio della Divina Commedia nella primavera dell’anno 1301 del nostro computo storico, e non più nella primavera dell’anno 1300 come quasi tutti gli esegeti sostengono. Conseguentemente il viaggio dantesco sarebbe fuori del periodo del Giubileo di papa Bonifacio VIII e quindi anche fuori da tutti i giubilei indetti nei secoli dalla Chiesa. Cfr. YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.
    Insomma anche quest’anno siamo: Sole (Natalis Solis invicti dei tempi di Giulio Cesare ), più Sole (dies Solis, dies Dominis, dies Hominis, dies dierum): quello della Domenica 25 dicembre 2011. Chi sa quanta energia liturgico-spirituale, almeno per Dante!!! Ma ci sarebbe anche una ENERGIA LAICA da sfruttare che i laici non riescono però a sfruttare per una specie di miopia ontologico-vissuta.
    Ho cercato di riferire del fenomeno a Lino Pertile, a Villa i TATTI, ma era già partito per Harvard. Ho telefonato a Giulio Andreotti, Presidente della Casa di Dante in Roma, ma il vice-direttore mi ha detto che lui, ormai, lì, capita di rado e semmai di fare domanda scritta se voglio relazionare sull’argomento. Ma per me, fare domanda scritta, significa distrarmi dai miei pensieri, e non di riferirne: sicché e troppo complicato, o dispendioso per me, e non credo che lo farò.
    Con un saluto.
    Giovangualberto Ceri.

  13. Benigni su Dante è bravissimo, anzi geniale però, da un punto di vista delle scienze medievali di più alto rango ed amatissime dal Poeta, egli non si impegna. Benigni segue l’esegesi comune ed ordinaria e la sua esposizione è affascinante per come è LUI, ma quasi banale, scontata, rispetto alla ricerca della Verità. Sembra quasi una piaggeria. Benigni è volto verso il passato ed ignora il futuro. Perché? Eccolo!

    GIOVANGUALBERTO CERI

    A dispetto di Dante
    (Così risulta che, infatti, sia avvenuto.)

    LETTERA APERTA SU “DANTE E BEATRICE” E SUGLI STUDI UNIVERSITARI SU DANTE IN RISPOSTA ALLE STIMOLANTI E-MAIL INTERLOCUTORIE INVIATEMI DAL PROFESSOR ALBERTO CASADEI DOCENTE DI ITALIANISTICA ALL’UNIVERSITÀ STATALE DI PISA.

    [NOTA DEL MODERATORE: la lettera a firma di GIOVANGUALBERTO CERI, non è stata pubblicata qui in quanto troppo lunga, contattare il firmatario di questo commento per leggerla per intero.]

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