Il Canto della Carità – rilettura di un famoso passo in chiave scolastica


images-5Ho riscoperto questo bellissimo passo e l’ho proposto ieri ai miei colleghi, prima degli scrutini di fine quadrimestre. Credo abbia fatto a tutti noi molto bene. Al cuore e all’anima.

Lo trascrivo qui anche per i lettori che bazzicano il mondo della scuola. Con l’augurio che possa fare bene anche a voi. 

AM

IL CANTO DELLA CARITÀ
dalla 1 Corinti cp 13

UNA MAESTRA D’ASILO SI CONFESSA.

Se fossi un’enciclopedia vivente sui problemi dell’infanzia, se avessi seguito tutti i corsi di aggiornamento, ma non ho l’amore a nulla mi serve.

Se incontrassi i bambini nel raccontare le storie, se la affascinassi con la mia fantasia e li entusiasmassi con i giochi nuovi inventati da me, ma non ho l’amore a nulla mi serve.

Se le altre maestre venissero a chiedermi consiglio, se le mamme supplicassero di mettere il loro bambino nella mia classe ma non ho l’amore a nulla mi serve.

Se dessi tutte le mie giornate a preparare schede e programmi, a visitare ogni famiglia, se sentissi che la mia classe è tutta la mia vita, ma non ho l’amore non sono niente.

L’amore è paziente:
quando i bambini fanno un chiasso da sfondare le orecchie, quando l’handicappato che hai in classe si mette a gridare che ti odia, quando i genitori non vogliono che si parli di Dio ai bambini.

L’amore non è geloso:
quando le maestre più giovani t dicono che sei all’antica, quando i bambini ti dicono che vogliono bene solo alla maestra dell’anno prima, quando la direttrice pota come esempio un’altra maestra.

L’amore non si adira:
quando la mamma che dice male di te è proprio quella che viene a prendere il bambino sempre con un’ora di ritardo.

L’amore tutto copre:
anche il silenzio vile della direttrice che doveva difenderti di fronte ai genitori.

L’amore tutto spera:
anche quando del subnormale che è nella tua classe hanno detto che è irrecuperabile.

L’amore tutto sopporta:
il chiasso delle giornate di pioggia, la tensione delle passeggiate con i bambini irrequieti, lo sfinimento delle pretese assurde dei genitori.

I piani educativi avranno fine, ma l’amore non avrà mai fine.

Tre cose sono grandi in una maestra d’asilo: la fantasia, l’intuizione e l’amore, ma più grande di ogni cosa è sempre l’amore.

(A cura del Centro Missionario P. De Foucauld – Cuneo)

Quel sorriso che fa fare strada…

scoutbaton“Un sorriso è una chiave che apre molti cuori” diceva Robert Baden-Powell, il fondatore dello scautismo. E in un altro passo aggiungeva: “Un sorriso fa fare molta più strada di un brontolio”.
Credo sia vero e credo che per i cuori brontoloni e a volte un po’ puntigliosi e pignoli questo valore del sorriso vada scoperto e riscoperto in continuazione.

L’articolo che segue di Attilio Grieco dal numero 58 di “Collegamento IPISE” (Foglio per i Capi FSE con IPISE – Gennaio 2017) tratteggia in poche righe il valore di questo sorriso e di questa capacità di ironia e, soprattutto, di autoironia. Non solo banale humor inglese, ma uno stile di vita!

Buona lettura, con un sorriso!
AM

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Personaggi che non tramontano mai: ecco il mio giudizio su Rogue One

Riprendo a scrivere dopo tanto sul cinema, con la mia breve recensione su Rogue One: A Star Wars Story.

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Rogue One: A Star Wars Story (2016 – Regia Gareth Edwards – Produzione Lucasfilm – Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures)

Voto: 7.5

Sono divenuto un fan della saga di Star Wars piuttosto recentemente: il primo episodio che vidi fu Epidosio III, la Vendetta dei Sith. Sarà perché fu il primo che seguii, ma rimane uno dei miei episodi preferiti. Sarà  perché vi è un netto e quasi totale trionfo dei cattivi (cosa che accade raramente in questo genere di film!), sarà perché l’ascesa dell’Imperatore (Palpatine – Lord Sidious) è tanto sconcertante quanto epica, sarà perchè spiega la genesi di un personaggio leggendario come Darth Vader, sarà ancora perché la lotta tra bene e male è davvero accesa e spietata, in particolare dentro l’animo di Anakin Skywalker che diviene, appunto, Darth Vader (in italiano per lungo tempo chiamato Lord Fener). Ed è proprio questo personaggio così ben riuscito a fare da padrone per tutta l’intera saga (insieme all’imperatore, la vera mente diabolica che per una intera generazione è riuscita a dominare su tutti, attuando per il 90% il suo piano di conquista, egemonia e dominio dell’universo… E occorre attendere la fine di Episodio VI per vedere la sua sconfitta!) e a ritornare pure in Rogue One: A Star Wars Story.

Una scena del film con l'eroina Jyn Erso e il simpatico droide K-2SO

Una scena del film con l’eroina Jyn Erso e il simpatico droide K-2SO

Uno spin-off? In realtà, come già diversi hanno fatto notare, non si può definire un vero spin-off, in quanto è perfettamente inserito nel corso degli eventi, tra episodio 3 ed episodio 4. Bisognerebbe parlare di un episodio 3,5. Un episodio dove, al solito, muoiono un sacco di buoni e qualche cattivo, dove si sa già fin dall’inizio come si andrà a concludere, ma che si guarda volentieri, nell’attesa di vedere lui, Lord Vader, in azione. Compare solo in due scene –  io temevo sarebbe stato giusto un cameo per attirare il pubblico nei cinema ma per fortuna non è così e si tratta di due apparizioni significative. Con un finale carico di tensione e pathos. E il tema guida, non tanto quello della ribellione (anche), ma (soprattutto) quello della speranza è un tema importante. È il tema di fondo, non solo in Rogue One ma, se vogliamo, dell’intera saga di George Lucas, saga che vede – come si diceva poco fa –  un forte predominio del lato oscuro ma sempre con queste luci di speranza a dare un orizzonte luminoso a tutta la trama.

Il fatto di aver ricreato digitalmente e in maniera egregia personaggi come Leila (giusto un cameo) e il generale Tarkin (grande protagonista) possono solo accrescere il valore di Rogue One. Le musiche non sono quelle di J. Williams ma le riprendono e quasi non si nota la differenza. Bello pure l’inizio pieno di cambi di scena planetari, ben riuscito il droide imperiale passato alla ribellione, un po’ meno bello forse il personaggio che fa lo pseudo-monaco jedi. Eccezionale il finale. Manca solo una cosa rispetto a tutti gli altri episodi della saga: un bel duello con le spade laser. Complessivamente un 7,5 direi che se lo merita tutto.

Andrea Macco

 

I tre principali protagonisti del lato oscuro della forza in Rogue One (l'Imperatore è solo nominato)

I tre principali protagonisti del lato oscuro della forza in Rogue One (l’Imperatore è solo nominato)

 

Mia recensione a The Clone Wars: QUI.

VOTI AGGIORNATI AI PRECEDENTI EPISODI DI STAR WARS
(elencati secondo l’ordine temporale della storia, non di produzione):

Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma  voto 6
Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni voto 5.5
Star Wars –  The Clone wars voto 6,5
Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith voto 8,5
Rogue One – A Star Wars Story voto 7,5
Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (Guerre Stellari) voto 9
Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora voto 6.5
Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi voto 9
Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza voto 5,5

Voto complessivo alla Saga: 10.

 

 

 

Sottovetro – Un articolo sul mondo della scuola da incorniciare

Per tutti quelli che hanno a che fare con la scuola, perché genitori, perché studenti, perché insegnanti. Leggere con attenzione e…incorniciare. Non cambierei una sola virgola di questo splendido articolo di Massimo Gramellini apparso sul Secolo XIX di oggi (18 Novembre 2016).

AM

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IV Coppa Immacolatine: Cattivissimo-prof. pubblica classifiche e soluzioni!

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Accompagnati dai simpatici e sagaci Minions, si è tenuta ieri nel nostro Istituto la IV edizione della Coppa Immacolatine, la gara a squadre di Matematica che seleziona le 2 squadre di studenti che parteciperanno alla Coppa Pitagora.

La gara è stata molto combattuta, con l’incognita dei punti dei quesiti jolly assegnati solo a fine gara (causa un problema tecnico del programma di gestione della gara). Ma forse un po’ di suspense in più non ha guastato, ma anzi, come ogni buon Math-minion sa, i colpi di scena danno gusto alla vita!

minion-vincentiI complimenti che Cattivissimo-prof. rivolge sono per tutti: partecipare, mettersi in gioco e non fare da semplici spettatori è già una vittoria. E poi tutte le squadre hanno dato tanto, per 90 minuti, e il fatto che oggi in tanti mi abbiate fermato per i corridoi o a margine delle lezioni per sapere quanto veniva quello o quell’altro problema è indice che vi state appassionando. Complimenti speciali ai “Losers” (“i perdenti” oggi vincenti che hanno quasi doppiato i secondi) e anche ai “Pudy on math”  (che hanno sopravanzato i terzi classificati per una manciata di punti…). Ma anche ai ragazzi di prima media che hanno tentato la sfida in autonomia, facendo una onesta gara (e, per un tratto di gara, stando addirittura in testa!). minion-che-ringraziaE poi, questo Cattivissimo-prof. non può non citare i suoi preziosissimi collaboratori: il prof. Gabriele Ferracci giudice di gara e coautore del problema “Twins”, la prof.ssa Elisabetta Maggi autrice dei due problemi in spagnolo, la prof.ssa Francesca Parodi che ha tentato di darmi supporto con le connessioni informatiche, Daniele Rialdi e Valentina Campofiorito (ex alunni ed ex membri della I squadra di Matematica) quali indispensabili collaboratori di gara addetti all’inserimento risposte.

Non resta dunque che darvi classifica, tabellone e soluzioni di questa math-mionion sfida. Alla prossima (perfidissima) gara!

Andrea Macco (Cattivissimo-prof.)

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Si riparte…

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È ripresa la scuola, si riparte!

Condivido anche qui una frase che ho inviato a chi, come me, vive quasi tutti i giorni la sfida (impegnativa ma bella) dell’istruzione e dell’educazione con i giovani:

“Alla scuola chiederei innanzi tutto di insegnare che cosa è bello, di divulgare l’armonia, di spiegare il senso dei valori.”

R. Vecchioni

Buon anno scolastico! A.M.

la scuola: un mondo di menti, come matite colorate

Problemi inventanti, problemi risolti, problemi vinti, … Un consuntivo dell’a.s. 2015-16

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A volo d’aquila, per salutare tutti e per salire sempre più in alto!

L’anno scolastico 2015-16 si è chiuso da un mese buono. Personalmente credo sia stato un buon anno e ringrazio pubblicamente i miei studenti per quanto vissuto con loro.

La III media che ha concluso quest’anno è stata la seconda classe che ho portato avanti per un intero ciclo di tre anni, la prima che ho seguito come coordinatore di classe. A loro avevo dedicato 3 anni fa (sembra ieri!) una lettera (QUI), rileggerla e ripensare al cammino fatto insieme è davvero bello. Vi prendiamo che siete bambini, uscite che siete ragazzi pronti per affrontare con le vostre forze una scuola superiore. Da lì, tra 5 anni (nella media!) uscirete che sarete uomini e donne!

 

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Corvaccio, detto anche ‘corvo del malaugurio’: vede sempre tutto nero! (nemico dell’aquila)

E a chi proclama: “Non ci sono più i ragazzi di una volta…”, “Questa generazione non vale niente…”, “Ai miei tempi era molto meglio!” io replico con l’evidenza dei fatti, dicendo che non è vero, che c’è ancora del bene, del buono, del bello nei giovani d’oggi. Queste stesse frasi le sentivo quando ero anch’io studente e le sentiremo sempre: si rimpiange il passato e non si colgono i valori del tempo presente, pensando solo che i cambiamenti siano necessariamente tutti cattivi e pessimi. Se la società cambia – ora in meglio ora in peggio – non significa che tutti siano figli suoi. Le persone con qualità e capaci di impegnarsi ci sono sempre state e continuano, grazie a Dio, ad esserci!

 

Chiudo la parentesi un po strappalacrime per tornare al bilancio non solo di chi ci lascia, ma di tutte le cinque classi che ho avuto (e poi, diciamocelo, se abbiamo lavorato bene è anche grazie all’ambiente in cui ci troviamo: con i colleghi e la Preside siamo una bella squadra!). Nelle prime e nelle seconde l’approfondimento didattico di quest’anno è stato orientato verso la risoluzione dei problemi. La matematica fatta solo di conti non è, a parere mio, vera matematica, ma – come già detto in un’altro post (QUI), la matematica deve anche saper risolvere problemi. E così ecco qualche materiale didattico prodotto sia da me, sia dagli studenti (ebbene sì, si lavora tutti, si lavora insieme, per una didattica di cooperazione e inclusione!):

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Un esempio pratico di didattica di cooperazione

X TUTTI:

SCHEDA: STRATEGIE PER RISOLVERE PROBLEMI – a cura del prof. Andrea Macco

X LE PRIME MEDIE:

SCHEDA DI PROBLEMI CON PROBLEMI INVENTATI DAGLI STUDENTI – versione 2.1 (con soluzioni)

X LE SECONDE MEDIE: 

SCHEDA DI PROBLEMI CON PROBLEMI INVENTATI DAGLI STUDENTI – problemi di geometria degli studenti di II media (senza soluzioni).

PROBLEMI DI RIPARTIZIONE – SOLUZIONI DETTAGLIATE – a cura di Kangourou Italia (riferite al manifesto sui problemi di ripartizione che abbiamo tenuto in classe per diverse settimane)

MeziriacE per concludere – dai problemi inventati a quelli risolti e talvolta che han portato a una vittoria – ecco un riepilogo dei Giochi e delle Gare Matematiche disputate quest’anno:

PROGETTO GIOCHI MATEMATICI – gare & risultati 2016

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Un olimpionico incontra un studente atleta delle gare matematiche

Buona estate a tutti e al prossimo anno scolastico, per altre avventure, altre vittorie, altri problemi (un saluto speciale alle ‘problematiche’ e a tutti quegli agli studenti/ studentesse che si auto-definiscono, con un po’ di ironia, ‘problematici’!).

Ad maiora!

Andrea prof. Macco

Nuova pagina dedicata ai migliori INCIPIT letterari… quale il tuo?

Segnalo a tutti gli amici lettori, soprattutto ai divoratori di libri (insomma, i lettori seri!!!) che ho aperto una pagina dedicata agli INCIPIT letterari… io credo che ce ne siano alcuni indimenticabili!

E allora: visitate la pagina e declamate anche voi nei commenti l’incipit dei vostri libri più amati!!!

 

Chi ben inizia… INCIPIT!

 

L'inizio di un libro è una nuova avventura che ha inizio!

L’inizio di un libro è una nuova avventura che ha inizio!

il sogno dello spazio con gli occhi di un bambino

Nel rassicurare i lettori circa l’assenza di nuovi post da quasi due mesi (la fine dell’anno scolastico ci mette tutti, alunni e prof, sotto pressione!), riprendo a farmi sentire sul web con un video che ha meritato il premio Treccani Web – L’eccellenza italiana nel web. Si tratta di un video di soli due minuti, corto ma efficace: Our lovely dream, il sogno dello spazio visto con gli occhi di un bambino. Eccolo:

Complimenti ad Alessio Fava che lo ha realizzato per l’Agenzia Spaziale italiana: a me ricorda il bellissimo compito che hanno tutti gli educatori, ossia coloro che accompagnano un bambino e un ragazzo nella crescita (genitori, parenti, insegnanti, catechisti, capi scout, sacerdoti, altre figure di riferimento…): quello di fare emergere le profonde aspirazioni che ognuno porta dentro di , di aiutare a discernerle (alcune sono passeggere e frutto di mode, influenze…. ma quelle autentiche restano e son importanti!) e se possibile di far sì che si realizzino.
Io credo che quando un individuo vede compiersi le proprie aspirazioni divenga una persona autentica, che è al proprio posto, che contribuisce ad un mondo migliore. Un uomo o una donna competente, perché mosso/a da qualcosa di profondo. Per dirla con S. Caterina da Siena, se sarete ciò che dovete essere, infiammerete il mondo!

Questo video è bellissimo perché ci ricorda tutto questo e ci mostra che ci sono persone che, quei sogni, hanno saputo realizzarli.

Mi unisco infine a quello che ha scritto la Treccani nell’assegnare il premio: [il video è] un bell’omaggio a tutti coloro che, fin dall’infanzia, hanno scelto di intraprendere questo viaggio e lo hanno portato a termine con successo.

Andrea Macco

sogno universo bellissima