Fiamme da accendere!

Una collega di lettere ha condiviso con me questa bellissima esortazione di Plutarco, che faccio mia, sperando che la didattica che cerco di portare avanti nelle mie classi e con i miei studenti possa andare sempre in questa direzione…

AM

“Gli studenti non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere!”

Plutarco

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II Coppa Blue Monkey: testi, soluzioni, classifiche

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A grande richiesta, ecco testi, soluzioni e tabellone finale della II Edizione della Coppa Blue Monkey, la gara lampo promossa da me e da Zenith Books (il mio editore) in occasione della presentazione degli ultimi fascicoli della collana “Matematica a Squadre”, nonché del primo fascicolo di “Matematica a Quiz” (sulle prove INVALSI) alla Biblioteca De Amicis di Genova.

Coppa_MonkeyUn grazie al pubblico, calorosissimo, che ha affollato la Sala Luzzati (non sono bastati gli 80 posti a sedere!), le 10 squadre che si sono cimentate nella gara, in particolare gli alunni dell’Istituto S. Maria Immacolata di Via Semeria e quelli del don Bosco (alla loro prima gara a squadre…bravi ragazzi!) E poi… colleghi, insegnanti, amici, ex-studenti che hanno dato ora la loro testimonianza, ora il loro contributo come giudici di gara.

Tutto questo è segno che stiamo lavorando come una bella squadra, e che aveva ragione Plutarco quando asseriva che gli studenti non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere!

Andrea Macco

 

Empowerment e Resilienza

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Ho scelto come parole guida di quest’anno scolastico due parole che mi sono state “consegnate” in un recente seminario di formazione e aggiornamento per noi docenti, che già conoscevo ma che ho avuto modo di approfondire ancora di più.

 

Per le radici - copertina

La resilienza, dal latino resilire (“rimbalzare”, “saltare indietro”) è la capacità di affrontare e superare le avversità, di trarre nuova energia dagli urti cui la vita ci sottopone, facendone materia per trasformarsi. 

(Andrea Del Ponte, Per le Nostre Radici – saggio molto bello, con prefazione di Salvatore Settis, che sponsorizzo vivamente)

Per empowerment si intende un processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita (Zimmerman M.A., 2000).

PERSONA+DISEMPOWERED+EMPOWERED

Le persone empowered, quindi, reagiscono meglio ad eventi esterni minacciosi, alle crisi, alle sfide, alle avversità. In sostanza, sono persone resilienti! Persone che non si lasciano sconfiggere dalle avversità ma che, sfruttando le proprie capacità e risorse interne, dimostrando di essere duttili come un metallo, sanno andare oltre, trovano nuovi obiettivi: nel loro futuro c’è speranza e ottimismo, supportati da un concreto darsi da fare.

È così che vogliamo affrontare l’anno, crescendo in resilienza ed empowerment. 

Buon anno scolastico a tutti!

Andrea Macco

PS: e non dimenticatevi il saggio “Per le nostre radici”, QUI trovate anche un’intervista all’autore, il prof. Andrea Del Ponte!

Genova è

Per tutti quelli che, come me, hanno Zena nel cuore… questo video di Roberto Pensato su musica di Andrea Vialardi.

E un grazie a tutti quelli che si danno da fare, ogni giorno, per la loro città, in ogni città… contribuendo ad un benessere collettivo che è l’unione di tanti piccoli impegni e sforzi.

Andrea Macco

Genova, cuore spezzato

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Così ho appreso stamattina la notizia che ti toglie il respiro e, per un momento, ho pensato a che avrei fatto se fossi stato lì, su quel ponte maledetto, in caduta libera, negli ultimi istanti di vita che mi sarebbero rimasti. Probabilmente avrei cercato di affidare la vita a Dio e chissà cos’altro mi sarebbe passato per la mente… Io oggi ci sarei dovuto passare su quel ponte e invece, alla fine, ho rimandato. Forse ci sarei passato prima del crollo, forse no, chissà… ma qualcuno su quel ponte c’era e non ci sono parole. Genova veste il nero, il danno è tremendo e terribile. 

Vorrei postare qui quanto ha scritto e condiviso la mia collega di scuola, la prof.ssa di Lettere Cristina Bruzzone. Con poche parole esprime tutto quanto ho in cuore.

Andrea Macco

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Ponte Morandi era più di un ponte. Per chi abita a Ponente era un amico, un tappeto magico verso il teatro, verso il centro, verso il lavoro e dal centro in direzione Aeroporto era una porta verso il mondo. Questo crollo ferisce tutti i genovesi perché tutti lo abbiamo percorso e attraversato tante volte ed è difficile credere che ci abbia traditi, che non ci sia più. Siamo tutti immobili, increduli, col fiato sospeso sulla parte del ponte che non è crollata, come quel camioncino verde di Basko.
Senza Ponte Morandi la città è divisa in due, la distanza tra le Riviere è enorme. Gli occhi piangono per le vittime, avremmo potuto esserci noi fermi su quei cento metri crollati, ma lo sguardo è rivolto al futuro di Genova, alle merci, il porto, il traffico. Alla paralisi di settembre. l genovesi sono orgogliosi e non si perdono mai d’animo ma questa è una prova durissima.

Cristina Bruzzone

Crolla ponte sulla A10 (fermo-immagine filmato Polizia di St

Credere e rimboccarsi le maniche

«È incredibile quello che possiamo fare se non ci siamo posti dei limiti arbitrari e se raccogliamo in una fascina tutte le nostre migliori energie e le manteniamo tese.  L’arco troppo teso si spezza, è vero, ma l’arco mai teso si affloscia e diventa inutilizzabile».

P. Agostino Ruggi d’Aragona

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PS: segnalo per gli amici scout che mi seguono su queste pagine che si è rinnovato il sito-blog del nostro gruppo scout: potete visitarlo qui o visitare la pagina facebook qui.

Coppa Blue Monkey e presentazione dei nuovi fascicoli della collana “Matematica a Squadre”

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Ed ecco gli scatti della presentazione di Matematica a Squadre e dei tre nuovi fascicoli della collana dedicata alle gare di Matematica per le scuole Medie e il primo biennio delle Superiori.

In occasione della presentazione alla Biblioteca De Amicis di Genova si è tenuta anche una sfida lampo tra 5 squadre che hanno lottato a suon di numeri e problemi per aggiudicarsi la Coppa Blue Monkey! Complimenti ai Fenicotteri rosa (qui sotto in foto insieme al sottoscritto, agli editori di Zenith Books del gruppo Blu Monkey Studio – da cui il nome della Coppa e il tema della gara – e al direttore della Biblioteca De Amicis).

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  • ALBUM FOTOGRAFICO

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  • TESTO DELLA GARA (con soluzioni)

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  • POST DI BLUE MONKEY STUDIO

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  • POST DI ZENITH BOOKS

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Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno partecipato all’evento: è stata un bellissimo momento di incontro! 

Andrea Macco

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Nelle prossime settimane arriveranno altri contributi… frattanto, chi volesse acquistare i 3 nuovi fascicoli (la famosa “sorpresa” cui stavamo lavorando!) qui sotto i link su Amazon:

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Perché credo nei giochi e nelle gare matematiche

Ad una collega che mi ha posto in questi giorni la questione ho risposto, con l’immediatezza di quando ti chiedono quale sia il tuo nome, che constato ricadute didattiche immense. Un’altra collega, di lingue questa volta, qualche mese fa, osservando gli studenti che si allenavano per le gare, mi disse: “Tu sei un genio: hai trovato il modo di fargli fare esercizi di matematica facendo sì che siano loro a chiederteli e a volerli fare, e pure con passione e gusto. Guarda che entusiasmo!

“Il genio – ho commentato – è chi ha inventato queste gare. Ma quando si scova un’idea geniale sarebbe stupido non andargli dietro… specie se funziona!”

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Oggi, navigando, mi sono imbattuto nel maestro Gardner, e mi è ritornata in mente la collega che mi interrogava a riguardo, con un po’ di scetticismo (o forse semplice curiosità da parte di chi, in fondo, alle gare non si è quasi mai occupato se non come traguardo per le sole eccellenze – intese come una élite di soli 3-4 studenti). Eccovele, da sottoscrivere in tutto e per tutto:

«Ho sempre pensato che il modo migliore per rendere la matematica interessante è quello di presentarla come se fosse un gioco. A livelli superiori, specialmente quando la matematica è applicata a problemi concreti, può e deve essere terribilmente seria. Ma nessuno studente può essere motivato a studiare, ad esempio, la teoria astratta dei gruppi dicendogli che la troverà bella, interessante, o addirittura utile se diventerà un fisico delle particelle elementari. Sicuramente il miglior modo per tenerlo sveglio è quello di presentargli giochi matematici, puzzles, trucchi magici, giochi di prestigio, paradossi, modelli giochi di parole: insomma tutte quelle cose che gli insegnanti pedanti cercano di evitare perché sembrano frivole. Nessuno dice che un insegnante non debba fare altro che divertire i propri studenti. Deve esserci un interscambio tra serietà e divertimento: quest’ultimo tiene desto l’interesse, mentre la serietà giustifica il divertimento. Alla fine, lo studente potrà perfino essere sorpreso della quantità di matematica non banale che ha appreso senza neppure volerlo»            

Martin Gardner

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