DAD: quanti problemi! Così nasce il Progetto FisicaLes

Il 2020 si sta concludendo… prof. Andrea Macco, ci dà un suo commento flash sulla famigerata “DAD”, la Didattica a Distanza…?

La Dad? Nonostante tutto, noi ci abbiamo provato e ci stiamo provando!

A fare cosa, prof?

A far andare avanti la scuola nel suo momento forse più difficile… almeno parlo da quando la frequento io che ho 38 anni… E non dico solo di “tenerla a galla”: si tenta, con le poche risorse che si hanno ma, soprattutto, con tanta buona volontà, di farla navigare in maniera efficace e un minimo costruttiva!

Manca la progettualità?

In questo momento manca senz’altro una progettualità a medio e lungo termine. A volte manca pure quella a breve termine, nel senso che si sa l’orario di una settimana e non di quella dopo… E non voglio dare la colpa a nessuno in particolare: è la realtà della maggior parte delle scuole se non di tutte quelle Superiori… In questa situazione di “navigazione a vista” dobbiamo inserire la didattica di ogni insegnante e far sì che risulti non uno spreco di tempo e risorse ma che sia comunque efficace…

Senza che gli studenti si imboschino, facciano pseudo interrogazioni, copino le verifiche e non seguano quasi più veramente le lezioni? Perché queste sono le cose che si sentono dire…

Già… tutto questo fa parte della attuale realtà scolastica, almeno di quella in Didattica a Distanza. E’ un dato di fatto. Chi lo nega ha gli occhi foderati di prosciutto oppure vive in una realtà davvero fortunata.

Quindi la Didattica a Distanza è un fallimento?

In parte lo è. Specie se ci si ostina a voler adattare il modo di fare scuola in presenza con quello a distanza. Occorre un cambio di prospettiva, di passo, di organizzazione … mentale prima ancora che pratica.

E lei c’è riuscito prof?

Sono sincero: solo in parte. Fatico come tutti, ma non mi arrendo. Cerco nuove idee, cerco di non abbandonare gli studenti. Cerco di agganciarli comunque, in qualche modo. E per fortuna non sono il solo a farlo. Anche se… la mentalità della scuola fatta di lezioni frontali, interrogazioni, verifiche basate sulle conoscenze è molto radicata intorno a noi.

E come si fa a non valutare le conoscenze?

Semplice, si valutano abilità e, soprattutto, competenze. Si devono valutare i processi con cui gli studenti lavorano e giungono ad una risposta, non la risposta contenutistica in sé la quale – siamo sinceri – è sotto gli occhi di tutti in qualunque momento. Internet, una persona collegata dall’altra parte dello schermo, gli appunti (quando ci sono e sono stati presi!) tenuti aperti a fianco del PC. Chi nega queste cose o è un illuso o è un passo, che dico?, dieci passi indietro rispetto agli studenti. In pratica: li ha persi.

Quindi, in concreto: non ti chiedo più di dirmi la soluzione di un problema, ma di spiegarmi i passaggi che hai fatto per arrivarci. Ti faccio vedere un’equazione risolta in maniera errata da un compagno e ti chiedo di trovare il passaggio che contiene un errore. Non ti chiedo di dirmi un limite, ma di segnarlo sul grafico o di leggerlo sullo stesso. Non ti chiedo cosa dice la Legge di Coulomb ma ti faccio vedere un video con un esperimento che la richiama e ti chiedo di commentarmelo sulla base di quanto abbiamo visto insieme. E valuto la tua partecipazione, i tuoi interventi durante le video-lezioni on-line. Premio se ci sei, se intervieni e come intervieni: premio se scegli di sbagliare con la tua testa (ma la usi!) piuttosto che far giusta con quella di qualcun altro. Valuto il processo, rinuncio alle conoscenze.

Ma è più difficile così!

E chi ha detto che sarebbe stato più facile? Valutare le competenze è un processo più difficile sia per il valutatore sia per chi è valutato.

E per chi non si fa valutare e si “imbosca”?

Quello è il vero problema. Chi in DAD si perde. Ci sono due categorie: gli “sperduti” veri, che vivono reali problemi nella loro situazione familiare (il covid c’è e i parenti che perdono il lavoro, che finiscono all’ospedale o, peggio, che lasciano un adolescente a dover affrontare la vita da soli proprio ora ci sono, purtroppo, proprio nelle nostre realtà e vite…). Sperduti veri possono anche essere quegli alunni che, comunque, specie a lungo termine, non riescono a seguire a distanza, non per pigrizia o volontà debole ma perché manca loro la presenza, il contatto fisico con i compagni e con una classe, con gli spazi di un’aula, col docente che gira tra i banchi, che magari “obbliga” a tirare fuori i quaderni o che “manda alla lavagna” a svolgere un esercizio guidato, ma che così facendo dà un metodo. Oggi ancora non abbiamo un metodo per una DAD efficace. Non è presente nei nostri regolamenti, né nella prassi quotidiana, perché la prassi si costruisce con mesi e anni di esperienza sul campo, di tirocini, di confronti, di generazioni che trasmettono una all’altra le buone pratiche da mettere in campo.

Ma torno agli “imboscati”. Ci sono poi gli “sperduti” fasulli, che accampano scuse, che non ne hanno voglia, che diventano “poltronai” a cui aggiungo l’aggettivo “ignoranti”. Se uno fosse solo poltronaio ci potrebbe stare, mica tutti dobbiamo essere iper-attivi e ultra-efficicenti, no? Ma il guaio è l’ignoranza che si porta dietro: vorrei dire molti, ma dico speranzosamente alcuniAlcuni si ritroveranno diplomati senza sapere nulla e senza sapere fare nulla. Queste persone che faranno poi nella vita? Continueranno a fare i poltronai? A vivere di espedienti? Magari sì… ma magari, invece, malediranno i tempi della DAD e di tutto ciò che “avrebbero potuto imparare” e che, invece, ora noi non gli abbiamo saputo dare, ora loro hanno scelto di non apprendere.

E dunque, lei che fa con queste persone?

Soffro. Sento che mi manca una parte di classe. Non riesco a vedere se qualcuno “dorme” in classe. Fatico molte volte a capire se la classe ha davvero capito la mia lezione. Magari dialogo con 5-6 studenti che sono interessanti e che vogliono davvero capire le cose ma…tutti gli altri?!?

Soluzioni?

Ne vedo tre: 1) chiedere aiuto agli altri colleghi. Fare rete. Per quanto questo sia contro-effettuale, dal momento che anche noi insegnanti ci troviamo “isolati” dietro i PC. Manca l’incontro in sala insegnanti, nei corridoi, al cambio dell’ora. Quelle che sembravano perdite di tempo, scambi al volo, lagnanze su Tizio che ha fatto male la verifica di recupero facilissima, Caio che dopo due ore di Letteratura medievale con interrogazione annessa è bollito, non interrogarlo se puoi e Sempronio che era per tutta l’ora distratto a guardare e ridere con la compagna con cui ci prova… in realtà erano scambi preziosissimi per avere “il polso” della classe. Oggi mancano tantissimo e bisogna cercare di ritagliarsi momenti extra per averli.

2) sperare in un presto ritorno in presenza e una didattica che non proceda solo a distanza. Ci fosse una alternanza tra DiP e DAD , allora i momenti di lezione con le tecnologie sarebbero una risorsa. Trasformati in una Didattica a Distanza al 100% divengono duri, lunghi e pesanti da affrontare. Perché certe cose si possono adattare, altre addirittura in DAD possono essere migliori: l’uso di software didattici, di presentazioni, di contenuti multimediali… e pure i problemi di disciplina sono quasi azzerati… Ma a che costo? Ci sono cose che – dicevo prima – sono insostituibili. Quegli sguardi…. le lavagnate che danno un colpo d’insieme… il girare tra i banchi… il pescare chi dorme e chi è distratto…

Ha reso l’idea prof! Senza parlare della valutazione in presenza che, come diceva lei prima, è tutt’altra cosa rispetto a quella a distanza. E la terza soluzione che aveva in mente?

La terza strategia si chiama ingegno. Innovazione. Creatività. Il tirare fuori cose vecchie e cose nuove, combinarle e… sperimentare. Io li ho chiamati “progetti” ma non sono – per fortuna! – l’unico ad averli messi in campo. In rete ho trovato bellissime idee, non solo per le mie materie (anzi, nelle mie si scarseggia un po’…) con role-game, progetti multisciplinari, piattaforme on-line e social volte a catturare e coinvolgere chi si è perso, ma anche per dare nuovi stimoli, al passo con la società… insomma strategie e progetti per tutti, volenterosi e meno volenterosi.

E lei che ha fatto prof? Su, ce lo dica!

L’anno scorso fu il Progetto Fi-l-Ma…. Ricordate? [Lo abbiamo presentato QUI] Quest’anno… è il progetto FisicaLes…. Di che si tratta? Beccatevi il video di lancio e … se vi piace o vi incuriosisce l’idea (e avete un profilo Instagram) potete seguirci sulla pagina dedicata (QUI)

Grazie prof, lo faremo senz’altro! E che il 2021 sia in Presenza o ancora a Distanza, auguri a lei e ai suoi studenti con i suoi Progetti!

Progetto FisicaLes su Instagram: https://www.instagram.com/fisicales/

In memoria del prof. Carlo Del Noce

IN MEMORIA DEL PROF. CARLO DEL NOCE, MENTE BRILLANTE E DOCENTE PREPARATISSIMO – LA SUA ATTENTA DIDATTICA E LA SUA VASTISSIMA CULTURA CI MANCHERANNO.

Di Andrea Macco

E all’improvviso, per un malore al cuore, ci hai lasciato. Tu che di cuore ne mettevi tanto nella scuola: sempre pronto ad aiutare molti giovani colleghi che ti avevano come esempio e, soprattutto, sempre dietro a quegli alunni cui dedicavi tantissimo del tuo tempo e verso cui riversavi, con una passione oggi rara e una didattica in costante aggiornamento, il tuo sapere vastissimo.

Caro Carlo, hai segnato il mio modo d’essere insegnante, sei stato mio tutor (insieme ad un’altra colonna, il prof. Pino Bruzzaniti), nel 2013 – anno del mio TFA con il tirocinio al Liceo Cassini – e fu per me un piacere assistere alle tue brillanti lezioni, apprendere i tuoi metodi docimologici di valutazione e avere un confronto costruttivo, lucido e profondo, a 360 gradi, sul mondo della scuola e della didattica. Patrimoni questi che – non lo dico solo io e non è retorica! –  in pochi possono dire di possedere come li possedevi tu.

Apprezzai tanto la tua sensibilità verso ogni singolo studente (tanto da adattare le interrogazioni, ora dal posto, ora alla lavagna, ora più sulla teoria, ora più sugli esercizi a seconda del tipo di carattere del singolo allievo) quanto la tua imparzialità nel procedere con le correzioni degli elaborati scritti. Il metodo che ancora oggi applico – e che tanti ammirano della mia didattica – di griglie dettagliate e funzionali, lo appresi proprio da te. E non fu un caso che, quattro anni dopo, alla maturità del 2017, quando ci ritrovammo casualmente insieme sempre al Cassini (tu membro interno di Matematica, io esterno di Fisica), marciammo spediti e compatti nella correzione delle prove scritte dell’esame di Stato. In mezzo alla tempesta, il nostro fu un procedere saldo e un lavorare da vera squadra!

E poi, come non ricordare le tue mail nel corso di questi anni (dal 2013 fino allo scorso giugno) ricche di spunti, ora di autori stranieri sulla didattica, ora sulle gare e le competizioni sia matematiche sia fisiche, ora sulla statistica (altra branca in cui eri maestro!) ora sulle frontiere della ricerca nella Fisica, ora sulla scuola italiana in generale, ora – parte per me preziosissima grazie ai pochi ma mirati consigli che sapevi tirare fuori – sulla mia situazione scolastica! Sapevi darmi luce e infondermi sicurezza quando io non l’avevo, sapevi trasmettermi stima e al contempo voglia di fare quand’anche avessi messo in condivisione qualche difficoltà incontrata in quella o quell’altra classe.

E ancora, come non ricordare le tue mail o i tuoi discorsi a quattro occhi? Spesso si concludevano con queste tue esclamazioni: “Che bello insegnare! Andrea, abbiamo scelto uno dei mestieri più belli del mondo!”

Ed era vero. Ed è vero. Conservo la tua relazione sul mio semestre di tirocinio nelle tue classi – e quanta stima e parole indegnamente spese per il sottoscritto! – conservo indelebile il ricordo di quel pomeriggio passato davanti al PC a preparare l’esame finale di abilitazione: appresi più sull’intero senso dell’elettromagnetismo in quel pomeriggio che in 5 anni di università! (hai sempre avuto, tra i tanti tuoi doni, quello di una visione unitaria e al contempo didattica degli argomenti… favoloso!). Ed ora, più che mai, tengo stretta ogni tua mail, ogni tuo quiz, ogni tuo testo di compito in classe condiviso con me in questi anni. E vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e poter passare più ore a discorrere con te di didattica e di moltissimi di quegli argomenti che nei libri di testo sono affrontati solo marginalmente e che tu, invece, sapevi padroneggiare alla grande, tirandoci fuori delle lezioni strepitose. Penso ai problemi di scelta, piuttosto che alla geometria solida, piuttosto che al concetto di asintoto e di infinito, piuttosto che al capitolo sulle costruzioni matematiche, piuttosto ancora che sulle distribuzioni statistiche, per non parlare dell’interferenza delle onde e dell’acustica… Quanto ti piaceva la musica…! ancora a gennaio mi mandasti un bellissimo video (“When the Saints Go Marching In – in 10 styles”) con queste parole: “Un piccolo divertissement musicale per iniziare il 2020 divertendoci un po’. – cui aggiungevi – Molti cari auguri per un anno pacifico (c’è di meglio?). Carlo”. Le cose hanno evidentemente preso una piega differente e ora ci lasci con un vuoto incolmabile. Un vuoto che, mi sento di dire, solo chi ha avuto la fortuna di averti come collega e di lavorare con te fianco a fianco, forse (forse…!), potrà in minima parte cercare di colmare, portando avanti ciò che da te ha appreso. Sopra tutto, la tua passione e il fatto che, come mi scrivevi il 24 settembre 2019 – condividendomi le tue recenti scoperte in fatto di origami applicati alla didattica della geometria! – la scuola è bella anche per un insegnante, perché egli continua a imparare!

E allora, Carlo Del Noce, grazie per tutto ciò che hai seminato, in me e in tantissimi colleghi e alunni che hanno avuto la fortuna di incontrarti, grazie anche a nome di quelli che magari lì per li non ti seppero capire, o valorizzare. A volte una critica sembra fare molto più rumore di tanti muti consensi e pensieri di stima rimasti inespressi nelle menti e nei cuori. Ma questi ultimi sono tantissimi e queste mie parole certo non sono sufficienti a rendere merito e giustizia a uno dei migliori insegnanti che la scuola genovese e italiana abbiano avuto negli ultimi anni. Tu non lo avresti nemmeno voluto, forse, un articolo così, lo avresti considerato troppo quand’anche fosse troppo poco. Lavoravi tanto, e nel silenzio (basta pensare la quantità di nuovi libri, spesso in lingua straniera, che ogni anno ordinavi “per approfondire la didattica e ampliare le conoscenze”). E allora permettimi di concludere senza ulteriori parole mie, ma solo con le tue, di esortazione per ognuno che abbia sentito, almeno una volta nel cuore, la vocazione all’insegnamento:   

È bello insegnare a scuola, perché si imparano tante cose nuove! E che bello entrare in una classe e fare domande e vedere tantissime mani alzate e visetti sorridenti e desiderosi di rispondere. E poi di apprendere. Queste sono le cose che fanno bello il nostro mestiere. QUANTO SON FELICE !!! […] E nelle scuole dove i ragazzi hanno poca voglia o poco tempo di studiare (o entrambe le cose) secondo me è proprio lì che il nostro lavoro diventa più utile. Con tutte le difficoltà del caso, se lì riusciamo a fare anche pochissimo per aiutare questi ragazzi, sarà utilissimo. Ma bisogna studiare sempre, per imparare a lavorare con un metodo nuovo, e allora ci saranno allievi un po’ meno terrorizzati dalla matematica e un po’ più pronti ad affrontare il difficile mondo d’oggi. […] Io al lavoro che faccio credo veramente. Ogni anno che passa uno perde un po’ di energie, in queste lotte [in merito alla burocrazia opposta alla didattica]. Le valgono? Cioè quelle lotte valgono la nostra spesa di energie? Le varrebbero, perché in palio è la formazione di una nuova generazione. Ma le forze maligne schierate contro di noi sono sovrastanti. Teniamo duro!”

Con il prof. Carlo Del Noce alla Biblioteca De Amicis
 per la presentazione di “Matematica a Squadre” – 19 aprile 2018

Il tempo (perduto) delle Meridiane

Riprendo in mano, anche attraverso i post di Instagram, la rubrica dedicata ad antichi motti, epigrafi e meridiane. Già, le meridiane: strumenti per misurare il tempo e tenere traccia dell’ora del giorno… Oggi chi più le guarda? Eppure dietro possono avere studi scientifici e astronomici molto profondi, di cui già avevo accennato in precedenti post (Tempus fugit – 22 Luglio 2017).

Quest’estate, nei miei giri per le montagne, ho in particolare fotografato queste tre meridiane. La più interessante è senz’altro la terza che vi propongo, quella del campanile di Brusson, in Val d’Ayas e che ha richiesto un bel lavoro di collaborazione con alcuni amici latinisti.

MERIDIANA N.1: al Valico di San Fermo, al confine tra Liguria e Piemonte, si trova una meridiana del 2008 commissionata da un certo don Fabrizio con il contributo del Parco dell’Antola, realizzata da Raffaella Stracca col supporto tecnico dell’Ing. Nevia Tisce dello Staff dell’Osservatorio del Righi di Genova.

FUGIT INREPARABILE TEMPUS – Fugge irreparabilmente il tempo!

Sulla realizzazione di questa meridiana ho trovato un interessante articolo dal giornalino “Le voci dell’Antola” (purtroppo da un paio d’anni non più pubblicato per mancanza di fondi). Ecco qui in consultazione la pagina con tutta la dettagliata spiegazione:

* * *

MERIDIANA N.2: a Champoluc, in Val d’Ayas (Ao), sul campanile del 1715 (ristrutturato nel 1970 in occasione dell’inaugurazione della nuova chiesa) compare una meridiana con motto in lingua francese.

Champoluc: la vecchia chiesa (ora cinema), il campanile e la nuova chiesa

Ecco nel dettaglio la meridiana del Campanile della chiesa parrocchiale di S. Anna in Champoluc:

Le soleil est ma regle ta regle est dieu

Ossia: Il sole è la mia regola, la tua regola è Dio.

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MERIDIANA N.3: a Brusson, sempre in Val d’Ayas, sulla torre del campanile di San Maurizio (XV secolo) compare questa particolare meridiana:

L’iscrizione in essa riportata ha destato non poco la mia curiosità e quella di amici latinisti che ho interpellato, e ha smosso tutta una serie di ricerche.

Ma andiamo con ordine:

1. Sulla piazza della Chiesa è presente un cartello informativo, che riporta qualche notizia in merito alla costruzione della chiesa e alla sua successiva riedificazione. Si parla inoltre di come sia nato il paese di Brusson, dall’unione di tre piccoli villaggi. Ecco le notizie:

2. Non si parla da nessuna parte della meridiana. Nel libro di storia locale di Ugo Torra (La Valle di Challant-Ayas, Ferraro editore, con i bellissimi acquerelli di Piera Ferraris, edizione 1982) si parla di una meridiana presente sul campanile data 11 Ottobre 1872 avente la scritta

Si sol silet sileo – L’heure s’enfuit

Questa meridiana non è quella attuale e non è più presente, la traduzione di questo motto in latino e francese dovrebbe comunque essere:

Se il sole tace, taccio (anche io) – L’ora vola!

APPELLO: se qualcuno possedesse una foto, cartolina, disegno che documenti questa meridiana andata rimpiazzata e sostituita da quella attuale (completamente diversa) batta un colpo!

Una cartolina del dopoguerra dove si vedono chiesa e campanile. Si nota la presenza di una meridiana, sostanzialmente nella stessa posizione dove si trova l’attuale. Nelle altre immagini: il libro citato di Ugo Torra (1982, la nuova meridiana è del 1985).

3. La scritta dell’attuale meridiana, del 1985:

Vulnera – omnes / ultima necat /
A.D. 1985 fecit – Carpanedo – pro – Lezin – paroco.

Notiamo che c’è una abbondanza di punti separatori, dunque il primo, tra vulnera e omnes NON sembra indicare che “vulnera” sia una contrazione di “vulnerant”. Forma verbale che invece compare nel brano originale di Seneca il Vecchio (da cui potrebbe essere stato preso il motto) nonché su altre meridiane:

4. Che cosa è o chi è Lezin? Qualcuno pensava fosse uno dei villaggi dalla cui unione è nato il paese di Brusson. Errato. Trattasi di don Massimiliano Lezin, classe 1934, citato come parroco pro-tempore della chiesa parrocchiale di Brusson tanto in un documento del 2001 quanto in uno del 1982. A differenza di quanto accade nelle nostre città, in montagna i parroci rimangono a volte per una intera vita nella stessa parrocchia, dunque non deve stupire che costui sia lo stesso sacerdote che fece rifare nel 1985 la meridiana del campanile. Sarebbe interessante sapere come mai anziché fare restaurare quella già presente decise di commissionarne una nuova.

Circa Carpanedo, cercando su internet, si trova citato un tal Giuseppe Carpanedo di Venaria Reale (TO), classe 1934, ritrattista, paesaggista, scultore e maestro d’ornato (QUI altre info biografiche). Non ho la certezza che sia effettivamente lui l’autore della meridiana, ma visto che che tra le sue opere figura uno “scorcio paesaggistico di Brusson” e che si tratta pure di un coetaneo del parroco potrebbe benissimo essere stato un suo amico o conoscente cui affidare l’opera.

5. In definitiva la traduzione più plausibile per la meridiana della torre campanaria di Brusson è la seguente (tra parentesi le parole sottintese):

Tutte (le ore) (portano) ferite / l’ultima uccide. /
Anno del Signore 1985 / Fece Carpanedo / per il parroco Lezin.

In alternativa:
Tutte (le ore) colpiscono (nel bene e nel male) / l’ultima uccide (la morte).

* * *

RINGRAZIAMENTI:

L’appello lanciato su Instagram agli amici latinisti per la meridiana di Brusson è stato raccolto da diversi colleghi. Tra quelli che si sono interessati, cito i tre che hanno fornito contributi significativi:

Tante pietre a ricordare

Prendi uno dei più grandi Maestri musicali della nostra epoca, uno che di premi Oscar per migliori colonne avrebbe dovuto vincerne non due, ma almeno 6 o 7, affidagli la composizione di un pezzo per la Genova ferita e colpita, ma mai del tutto piegata e che ora cerca di rialzarsi, a testa alta… E poi – ultimo lavoro prima di lasciarci solo il ricordo e note immortali – affida il tutto al coro e all’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, facendo dirigere la prima assoluta del pezzo al figlio, il maestro Andrea Morricone. Che ne viene fuori?

Per quel che mi riguarda commozione massima, con applausi da non interrompere e un “bis” immediato da chiedere (e, che, per fortuna, è stato subito concesso, con la ripetizione venuta forse ancor meglio della prima, per via di una maggior scioltezza della voci che, prima, erano evidentemente emozionate pure loro…).

Non c’è da aggiungere altro: quella musica, quelle parole, semplici e ripetute in un crescendo sinfonico eccezionale, ti entrano dentro. E lì restano, perché esprimono davvero ciò che hai dentro, da tanto: pietre… luci…voci… riunire la città… #genovanelcuore sempre!

Grazie maestro!

Andrea Macco

Progetto didattico Fi-l-Ma

In tanti mi avete scritto di conoscere i dettagli di questo progetto nominato anche dal MIUR e citato come buona pratica di Didattica a Distanza nel Convegno Nazionale “L’ora di lezione digitale” dello scorso 8 Maggio 2020. In particolare nell’intervento della prof.ssa Roberta Camarda: 

Che cosa è il progetto Fi-l-Ma?

Fi-l-Ma è un progetto multidisciplinare basato su alcuni Film inerenti la Fisica e la Matematica (da cui questo acronimo). Ha coinvolto, oltre le due discipline citate, anche lettere, storia, discipline artistiche, discipline sociali e cinematografia. A tutto questo si è aggiunta la parte di educazione e formazione al digitale…

Quando e da chi è stato sviluppato il progetto?

Il progetto è nato durante la DAD (Didattica a Distanza) da una idea del sottoscritto, prof. Andrea Macco, supportato da alcuni docenti di sostegno del Liceo Pertini di Genova. In particolare la prof.ssa Concetta Caltabellotta e i professori Alessandro Raso e Vincenzo Mulinaro. Il progetto è stato presentato alle due classi IV Liceo del LES. Successivamente, visto il successo didattico e formativo ottenuto, è stato anche riproposto alla classe V Liceo, anche qui con risultati più che buoni.

Come è stato strutturato il progetto? Esiste del materiale?

Per le classi IV Liceo, il progetto è stato presentato dal sottoscritto (insieme ai colleghi sopra citati) durante le lezioni sincrone on-line, mediante il supporto di queste slides e la proiezione, commentata, dei trailer dei film selezionati.

Per la classe V Liceo, invece, ho realizzato due video (I parte e II parte) a-sincroni di 15 minuti l’uno per la presentazione del progetto stesso.

Suddetto materiale è disponibile QUI in questa cartella Drive. Se ne fate uso, mi farebbe piacere se citaste la fonte ma, ovviamente… il tutto è lasciato alla vostra deontologia professionale!

Che tipi di lavori sono stati prodotti? Sono stati valutati?

Gli studenti potevano scegliere di lavorare da soli o in piccoli gruppi. Gli elaborati (ecco la formazione al digitale) dovevano essere di tipo digitale, dal semplice documento di testo, per passare alla presentazione powerpoint, fino alla produzione di video più o meno elaborati.

Sono stati valutati secondo questa griglia di valutazione:

Nel file Progetto Fi-l-Ma: analisi finale del progetto sono mostrati i risultati ottenuti dagli studenti delle due classi IV LES. Per la classe V LES è stato eseguito un video di restituzione con citati i migliori progetti. Lo trovate nella cartella di drive.

E ci sono state sorprese e progetti particolarmente ben fatti?

Fi-l-Ma è stato una autentica sorpresa in tutto e per tutto: la risposta degli studenti è stata, nella maggior parte dei casi, oltre le aspettative. Con punte di eccellenza. Ho raccolto, con il consenso degli autori, gli elaborati migliori in questa cartella. Il più bello – a cura di Ilaria Marasso e Samuele Loscalzo di IVF – è stato messo in evidenza anche nella home-page del Liceo Pertini – e vi consiglio davvero di visionarlo!

Ripeterai questa esperienza? Hai altri progetti simili?

La collega Cetti Caltabellotta dice che io sono un vulcano di idee e… “chi lo ferma il prof. Macco?” In realtà si tratta di avere gli stimoli giusti, i gruppi-classe adatti. Nel mio caso devo davvero ringraziare le due classi che hanno inizialmente aderito al progetto ma soprattutto i colleghi che mi hanno fin dall’inizio supportato e spronato e che mi hanno poi affiancato passo-passo.

Andrea prof. Macco

9 virus, 1 sola cura…

Illustrazione di Laura Livi per “Malattia e Santità” – Zenith Books

Stiamo uscendo, forse, lentamente, a fatica, dal picco della pandemia da Covid-19. Ma… che dire delle malattie che, da sempre, attaccano l’anima dell’uomo e contro cui, per tutta l’esistenza, dobbiamo ora combattere, ora imparare a convivere?

Di questi virus che attaccano l’animo dell’uomo ne sono stati individuati 9 ceppi fondamentali e … rifacendosi all’Enneagramma, Enrico Ivaldi li ha ben identificati, indicando per ciascuno cause, sintomi e manifestazioni. Il sottoscritto ha poi cercato di dare il suo contributo con la parte successiva al riconoscimento della malattia (e tutti, ahimè, siamo in qualche misura portatori di qualcuno di questi virus… e difficilmente si tratta di a-sintomatici!). Parlo, ovviamente della cura.

Ogni virus e ogni batterio ha la sua specifica, direte voi. Certo, ma in questo caso, tutte le cure sono poi riconducibili a una sola terapia, da declinare, con tempi, misure e modalità diverse per ognuno dei 9 ceppi. Quale?

Illustrazione di Laura Livi per “Malattia e Santità” – Zenith Books

28 mesi fa veniva presentato “Malattia e Santità” (ne parlavo qui) e ora mi sembrava bello, grazie alla recensione di Attilio Grieco che potete leggere qui sotto, riproporre questo libro ai miei lettori.

Nei prossimi giorni voglio dirvi anche qualcosa di più sulle bellissime illustrazioni che lo accompagnano, a cura di Laura Livi e di BlueMonkeyStudio.

“Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute
come la più grande delle gioie umane,
ed imparare come, col suo stesso pensiero,
trarre beneficio dalle sue malattie.”

Ippocrate

Il virus colpisce ancora: ma non è Covid-19! Odifreddi sotto esame…

vero virusCari amici, visitatori, compagni di pianerottolo, 25 (e più) lettori di manzoniana memoria (e qui, col Manzoni, siamo in piena attualità!),

ignoranzastavo preparando in questi giorni un post che raccoglie un po’ di articoli e materiali interessanti a riguardo del momento che stiamo vivendo. Rimando però ancora di qualche giorno, perché proprio oggi è giunto su questo blog un commento, accompagnato poi anche da una mail, a riguardo di un virus assai pernicioso, ma non si tratta di Covid-19. Parliamo bensì del virus dell’ignoranza, anche detto delle castronerie…o, in gergo diodadiano (dal nome di chi l’ha coniato!, Paolo Diodati) il virus delle asinate d’oro!

Voi direte: capita a tutti di contrarlo! Verissimo. L’altro giorno ho risolto durante una delle mie lezioni sincrone on-line in DAD (Didattica a Distanza) una banale equazione di primo grado e ho sbagliato un segno in un passaggio. Morale: risultato errato. Ho caricato gli appunti prodotti sulle piattaforme che utilizzo per i miei alunni e – fortunatamente qualcuno che li consulta c’è! – mi è arrivata nel giro di poco una richiesta di delucidazioni. Con la matematica c’è poco da fare: un esercizio è giusto o sbagliato. Un modello funziona o non funziona. Tertium non datur. Che ho fatto? Alla lezione successiva ho pubblicamente corretto l’equazione, commentando che quando si fanno le cose di fretta o con superficialità (o stanchezza, vedete voi) si può sbagliare. L’importante è correggere. Si ammette la colpa e si riparte.

asino d'oro 2011

Ebbene, il virus dell’ignoranza e delle castronerie diventa senza vaccino e senza cura – come il Coronavirus purtroppo in questo momento – quando manca questo passaggio di umiltà e di onestà intellettuale. In tal caso ci sono veramente gli estremi per un Asino d’oro.

Questo blog ospita una pagina ad esso dedicato. E un soggetto in particolare, Piergiorgio Odifreddi, è chiaramente un paziente recidivo. E così, ecco la sua ultima. Che lascio a voi, ben documentata, in questo ottimo commento di Alberto Miatello:

COVID-19: ODIFREDDI CONFONDE CRESCITA LOGARITMICA (DISTRIBUZIONE NORMALE/GAUSSIANA) CON CRESCITA “ESPONENZIALE”

Se avete commenti in merito potete farli direttamente qui o dopo il post di Miatello.

Nel frattempo, che dite, sarà il caso di allertare il famigerato Medico della peste (“Der Doctor Schnabel von Rom”) ?

Medico-della-peste

La voce del Campanile

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È uscito sull’Eco dei Campanili, il bollettino della Val d’Ayas, un mio articolo che intreccia uno dei miei grandi amori (la montagna) con un po’ di riflessioni spirituali… Lo potete scaricare e leggere in pdf QUI.

Con la frase posta a chiusura dell’articolo stesso, saluto tutti i miei cari lettori con la speranza di riuscire a ritagliarmi qualche momento in più per scrivere, ogni tanto, più frequentemente, pure su questo mio blog ove, in tanti anni, ho potuto incontrare e  confrontarmi con tante interessanti persone e personalità.

AM

«È una bella cosa ascoltare il suono delle campane, che cantano la gloria del Signore da parte di tutte le creature. Ciascuno di noi porta in sé una campana molto sensibile. Questa campana si chiama cuore. Questo cuore suona e mi auguro che il vostro cuore suoni sempre delle belle melodie» (San Giovanni Paolo II).

 

 

Prove INVALSI, io ci credo.

INVALSI competenze - slide Macco

Cari amici del blog e della rete,

in questo post condenso una serie di riflessioni che hanno lo stesso m.c.m. (minimo comune multiplo, per chi non lo sapesse!): le prove INVALSI. Molti colleghi le criticano,  diversi Dirigenti Scolastici le temono (sono, di fatto, un giudizio sugli esiti e sulla preparazione che dà la scuola), tanti -studenti, presidi, insegnanti- le odiano, pochi le considerano una risorsa. Io mi pongo in quest’ultima categoria, e spero che il numero di persone che vi appartengono vada allargandosi. E allora…

  1. Vi propongo questa intervista ricchissima di spunti, del presidente dell’INVALSI, la Professoressa Anna Maria Ajello. Leggetela, soprattutto se siete colleghi insegnanti, sarebbe da usare in qualche incontro di formazione o Collegio Docenti al posto di tutta la burocrazia che invece ci sommerge e ci blocca!
  2. Vi annuncio che il mio editore, Zenith-books ha reso disponibile la versione integrale (testi + griglie di soluzione commentate) dei primi tre volumi di Matematica a Quiz, i testi basati su prove per competenze orientati alle prove INVALSI per le classi prima, seconda e terza media. I volumi hanno preso la numerazione progressiva rispetto ai precedenti (4-5-6) ma non fatevi ingannare dal numero per la corrispondenza con la classe di riferimento!
    Cliccando sulle nuove copertine (a cura di Laura Livi) sarete reindirizzati sulla pagina Amazon che vi permette, se interessati, l’acquisto (ricordarsi che sono usufruibili i bonus docenti/cultura! (E ora potete indicare anche la Scuola cui devolvere gratuitamente il 2,5% di quanto spendete: un click per la Scuola).

    Invalsi01_V4_LRInvalsi02_V5_LRInvalsi03_V6_LR
  3. Vi annuncio che le mie classi, per il sesto anno di fila, hanno conseguito ottimi risultati nelle prove INVALSI di terza media: la IIIB dell’anno scorso ha registrato un benchmark in Matematica di 8,3 punti sopra la media di riferimento e di oltre 23 punti rispetto ai punteggio locali e nazionali.
    Bravi ragazzi! Sono davvero fiero di aver lavorato con voi e sento una profonda nostalgia se ripenso al percorso che abbiamo fatto negli scorsi tre anni! Ci saranno altre classi così? Speriamo…anche se il mio futuro nell’insegnamento è molto incerto e non so dove mi porteranno i flutti e le onde in cui sto ora navigando…. [motivo questo per cui i progetti editoriali che avevo in programma sono attualmente in pausa… ma non accantonati… ].

    REPORT COMPETENZE IST S. MARIA IMMACOLATA - SEMERIA 1REPORT COMPETENZE IST S. MARIA IMMACOLATA - SEMERIA -2

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Un saluto a chi continua a seguirmi e chi è arrivato fino al termine di questo post. La più bella conclusione mi sembra questa frase sul lavoro di squadra e sul gusto per ciò che si fa tratta dall’intervista che ho sopra linkato e consigliato.

Andrea Macco

INVALSI competenze - slide Macco 2