L’uomo è un animale (razionale). Parola di Donna Moderna (Aristotele)

Sono in treno e c’è una signora che legge attentamente Donna Moderna. Il titolo dell’editoriale:
che meraviglia riscoprirsi animali.

Poi vedo che inizia così: L’uomo è un animale. Lo diceva Aristotele. E vale ancora oggi. […]

e avanti ad esaltare tutto ciò che c’è di animale nell’uomo, fino alle passioni e agli istinti.

Peccato che Aristotele dicesse che siamo ANIMALI RAZIONALI che, forse, è un tantino differente. O no?

A parere del sottoscritto l’articolo di Donna Moderna è sintomatico e dice tutto sulla nostra società d’oggi. Si cercano emozioni forti, non si cercano più ideali alti. Troppa fatica. E chi ce la fa fare?!? …

Andrea

Uomo: animale o pensatore?

5 commenti su “L’uomo è un animale (razionale). Parola di Donna Moderna (Aristotele)

  1. Insomma, caro Andrea, mi meraviglio che proprio un giornalista come te non afferri che un titolo come “che meraviglia riscoprirsi animali razionali” sarebbe troppo lungo. E quindi, da qualche parte bisogna pur tagliare. Come dici? Usare caratteri più piccoli? Scherzi? I titoli sono come i giovani modelli: per fare impressione devono essere 1,85m, se sono 1,60m si scartano anche se hanno un bel viso.
    Ovviamente il piccolo “danno collaterale” è che poi nell’articolo bisogna scrivere il contrario di quello che affermava Aristotele. Eppazienza, dài.
    Vuoi mettere però la sciura che scende dal treno e all’amica che le chiede ‘che hai fatto in viaggio?’ le dice ‘ho letto Arrestotelo’? Robe che, per l’ésprit de finesse, ti strappano dal cuore un ammirato: ‘Minchia…!!!’

  2. Per la precisione Aristotele utilizzava la famosissima formula del “zoon politicon”, ossia l’uomo è un “animale politico” – è uomo solo all’interno di un organismo politicamente organizzato (come una polis, ad esempio).

    Complimenti a Donna Moderna, nella speranza che le sue lettrici, sul filo dell’ignoranza che assorbono, possano evitare di intralciare le persone che invece la testa la usano.

  3. Si cercano emozioni forti, non si cercano più ideali alti.
    La trovo vera, Andrea.

    Per raggiungere ideali alti bisogna soffrire e perseverare, amare e odiare, sacrificare, piangere e sorridere, bisogna portare pazienza, condividere e rimanere soli.
    Forse è cambiato il mondo di vedere le cose, i sogni e le aspettative. Si ha tutto e subito senza grandi fatiche. E le emozioni forti ci sono, basta stringere tra le mani l’oggetto del desiderio.
    E poi? Finita un’emozione, ne deve seguire un’altra. Naturalmente, forte. Per un grande ideale ci si impiega anche tutta la vita…
    Sabrina

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