Le acqueforti incantate di Francesco Piazza

Treviso, culla dello scoutismo italiano (insieme a Genova, dove nacquero invece le gioiose di Mario Mazza). Una villetta isolata in un parco pieno di gufi, tortore, picchi rossi e picchi verdi: l’abitazione semplice e graziosa di Anna Maria Feder e suo marito Francesco Piazza, che furono due grandi scout e di cui i figli spirituali oggi portano avanti il ricordo e il pensiero.

Di tanti cimeli, quelli che mi hanno lasciato più impressionato sono le acqueforti di Francesco Piazza: incisioni che richiedevano un lunghissimo lavoro e in cui Checco metteva una dedizione totale e in cui faceva emergere tutto il suo spirito di osservazione verso la natura. Molto belle in particolare quelle con gli accostamenti tra paesaggi naturali e passi della Parola di Dio.

Penso che un cimelio se resta tale serva però a poco: spetta ale nostre vite renderlo ancora vivo. Come? Prendendo spunto. Non tanto dalle singole opere compiute, ma da quegli ideali che hanno mosso semplici e umili persone permettendogli di compiere cose grandi, opere di bene i cui frutti vivono ancora oggi nelle persone che le hanno respirate.

Ideali grandi più che emozioni forti.

Buona strada agli amici scout e a tutti i cercatori di ideali grandi!

Andrea

Una delle acqueforti di Francesco Piazza, tecnica di  incisione a zinco e stampa ad inchiostro molto elaborata:
solo i più bravi riescono a produrre dei capolavori


Link consigliati: vita e opere di Francesco Piazza, Checco Piazza educatore scout, Centro Studi “Ugo De Lucchi”

4 commenti su “Le acqueforti incantate di Francesco Piazza

  1. Credo tu sia riuscito a catturare la vera essenza, la linfa che vive da più di 100 anni nello scoutismo.. quel “prendere spunto” mi apre la mente.. hai ragione.. poi va messo del nostro.. Checco è un grande incisore e lo si vede pure dal sito internet da poco pubblicato.
    Ti auguro di prendere spunto piccolo cercatore di Dio
    e che le tue opere siano tanto belle
    buona strada
    con stima
    Falco

    ps: su Checco credo sia un artista italiano da tenere in considerazione e da promuovere

  2. Caro Andrea,
    io sono stato scout tra il ’73 e il ’78 (11-16 anni).
    Veramente ero tra gli scout non-cattolici ma, almeno all’epoca, andava inteso come non-obbligatoriamente cattolici: ogni gruppo rispecchiava i suoi capi, e io sono stato fortunato.
    Quante cose belle ho visto, quante gioie ho vissuto, quanto ho imparato… cose pratiche e virtù umane: la lealtà, la perseveranza, lo spirito di gruppo, il prendere con umorismo le contrarietà…
    Grazie a Dio e anche a Baden-Powell!
    Aurelio

  3. Andre, te l’ho detto che lo scoutismo mi affascina sempre più? Peccato non averlo scoperto prima, ma magari ci manderò i miei futuri figli …

    Ciao! Buona caccia scouts! :-)
    Fra

  4. Che spettacolo! Credo di aver visto una mostra con le sue incisioni qualche anno fa, perchè quei dettagli degli alberi mi sono rimasti nel cuore.
    E che lo spunto nei nostri cuori non manchi mai!

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