A proposito del referendum sul Nucleare

Domenica e lunedì c’è la possibilità di andare a votare per quattro quesiti referendari. Mi è stato chiesto da più persone un parere, in particolare, sul quesito sul Nucleare, e questa è la risposta che a tutti, indistintamente, mi sono sentito in coscienza di dare.
Chi volesse esprimere la sua nei commenti può farlo, ma avverto già che commenti di mera propaganda ideologica (“Si al Nucleare per Sempre! Italiani stupidi se lo fermate!” Oppure “No al Nucleare che uccide! Scemi se non lo fermate!”) non saranno pubblicati. Invece il dibattito serio, ragionato e motivato è benvenuto.
Andrea
* * *

Caro amico che mi chiedi un parere sul Referendum, cerco di darti una risposta sintetica ma al contempo ragionata.

La questione Nucleare e’ assai complessa e ampia. Premesso che non credo che il Nucleare in Italia ripartirà mai (troppi veti a livello locale) sinceramente mi sembra eccessivo porre ora, sull’onda emotiva di quanto successo in Giappone, un veto per un
piano nucleare che dovrà essere steso e per centrali nucleari che dovranno essere debitamente progettate e pianificate tra diversi anni. Con tecnologie probabilmente anche migliori di quelle esistenti oggi e sicuramente notevolmente più sicure di quelle giapponesi e di quelle dell’ex Unione Sovietica (lo sono già quelli attuali che realizzano Francia e USA e altri Paesi Europei).

In ogni caso il fatto che Germania e Svizzera scelgano di abbandonare lentamente il Nucleare fa meditare. Probabilmente una centrale con elevati sistemi di sicurezza porta ad avere un aumento dei costi tale da non rendere più cosi conveniente questa scelta, anche se – la domanda resta aperta – con cosa sostituiremo le grandi centrali a combustibile fossile?

In ogni caso, ho trovato interessanti questi due articoli usciti su La Stampa:

http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/393284/

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/404623/

Buona lettura!

Andrea

NUCLEARE: vecchi reattori rimessi a nuovo?

Su queste pagine ce lo siamo detti già svariate volte ma è bene ribadirlo: un disastro come quello di Chernobyl con i moderni reattori nucleari sarebbe impensabile e impossibile. Vuoi per le tecnologie, vuoi per i sistemi di sicurezza, vuoi per la logica e la filosofia con cui le centrali occidentali, già ai tempi di Chernobyl erano pensate.

Tuttavia, come è noto, Chernobyl non era il solo impianto ad essere stato realizzato con standard di sicurezza bassi. Diversi Paesi dell’Est ancora ne posseggono e su alcuni di essi ci sta mettendo le mani (per metterli in sicurezza) anche l’Enel e l’Ansaldo Nucleare.

Mi giunge ora una interessante notizia che va in questa stessa direzione: apportare un miglioramento significativo ai reattori già in funzione sul nostro pianeta e che furono costruiti con criteri di efficienza inferiori a quelli odierni.

Sperando di fare a tutti cosi gradita, buona lettura!

Andrea Macco

Alstom fa il lifting
al vecchio nucleare

Investimento da 300 milioni
nel business delle centrali
da aggiornare

 

Dopo la cura, i reattori guadagnano 20 anni di vita

di LUIGI GRASSIA.  

Un Gerovital per le centrali nucleari. È il nuovo business in cui si stanno lanciando i giganti dell’industria dell’atomo in questo momento di rilanci del settore, accanto all’attività consueta di costruzione degli impianti. Oggi ci sono tecnologie che permettono di prendere una centrale e di prolungarne la vita operativa del 50%, passando da 40 a 60 anni, aumentandone anche la capacità produttiva del 20% l’anno. A quel punto vita operativa e capacità produttiva raggiungono quelle delle centrali nucleari di nuova generazione tipo l’Epr francese (che è anche un po’ italiano): se c’è disponibile un vecchio impianto a cui fare questo retrofit si può ottenere lo stesso risultato, o quasi, con minor spesa e senza bisogno di buttare giù la centrale vecchia per farne una nuova.

Continua a leggere

Scajola: il Nucleare è più sicuro di tutte le altre aziende

Che l’Energia Nucleare fosse sicura, intrinsecamente sicura grazie ai moderni sistemi di progettazione, lo abbiamo ripetuto più e più volte.

La frase del Ministro Scajola alla presentazione del Master Universitario di Genova  in Tecnologie Nucleari è alquanto significativa:  “Le centrali nucleari  hanno creato meno disturbo all’ ambiente e procurato meno morti e feriti di tutte le altre aziende, pur comprendendo Chernobyl”.

Sarebbe interessante conoscere la fonte da cui deriva questo studio, ma personalmente la cosa non mi stupisce e credo dovrebbe far riflettere catastrofisti, allarmisti e pseudo-ambientalisti, quelli insomma del “Nucleare No perché Sì“.

 Andrea Macco

 

Quando il Nucleare diviene Apocalisse…

Non bastavano le canzoni e canzonette antinucleare che sono tornate di moda in Italia ora che si è fatta concreta l’idea che si possa attuare un serio programma elettro-nucleare.

Ora ci sono anche i film con scene apocalittiche sulle centrali Nucleari. Domina  la visione di una Terra alimentata quasi  interamente da Centrali Nucleare sparse per il territorio, sul quale compaiono anche dei crateri o delle voragini dovute all’esplosione di alcune di queste centrali. Roba da non credere.

Poi si vede un treno passeggeri passare nel sottosuolo e quando arriva nella zona ad alta radioattività (il cratere della ex centrale) viene schermato con apposite pareti di piombo per evitare la contaminazione.

 

Un amico (che stimo molto e con tanto di laurea in campo umanistico) interessato da tempo all’argomento Nucleare, e’ prontamente corso a chiedermi (con una percepibile vena di preoccupazione) se un futuro simile sia possibile. “Se una centrale esplode si crea davvero un cratere simile?”

Ecco, pensare che una centrale possa esplodere (esplodere! Nemmeno avere un incidente… esplodere!) è una castroneria così grande che potrei paragonarla a uno che pensi che utilizzando una pistola ad acqua si possa ammazzare qualcuno (neanche ferire perché l’acqua finisce negli occhi… ammazzare!) o credere che toccare la boccia di cristallo del proprio pesce rosso sia un fatto che aumenti drammaticamente il rischio di un cancro alla pelle della mano (e ora, avanti, che si mettano a morte tutti i pesci rossi di questa terra!)

 

Chernobyl – che pure è stato un grave incidente – non è mica esplosa (una centrale NON è una bomba!) e tale incidente è catalogabile più come incidente “sovietico” che come incidente “nucleare”; è infatti avvenuto per via

a) degli standard di sicurezza di allora delle centrali di tipo sovietico ben differenti da quelli di tipo occidentale;

b) per l’incompetenza di chi impartiva ordini senza cognizione di causa;

c) per la mancata tempestività da parte del le autorità sovietiche nel comunicare il fatto. Intervenendo subito si sarebbe potuta arginare la cosa senza le ripercussioni che ha avuto (e che comunque non sono state apocalittiche come dipinte da certi quotidiani che vedevano morti a decine di migliaia nelle strade di Kiev e il nocciolo del reattore sprofondato nel cuore della Terra!)

 

Oggi, per come sono strutturate le centrali, simili incidenti sono esclusi categoricamente e a priori. O vogliamo dare degli imbecilli a tutte le generazioni di ingegneri, fisici, tecnici, enti certificatori internazionali che da decenni compiono un rigido monitoraggio di questi aspetti? Oggi si parla di sicurezza passiva, ovvero intrinseca, (e’ il principio per cui se apro una porta e sopra ci sta un secchio d’acqua per la legge di gravità esso cade) oppure di sicurezza attiva ridondante al 400% (ovvero se succede qualcosa che non deve succede scattano in contemporanea 4 sistemi di sicurezza indipendenti).

 

La dis-informazione di questi film, che vanno solo a colpire il lato emotivo del pubblico, è di una anti-scientificità disarmante e si commenta davvero da sé. Ma chi ha la forza e il coraggio di denunciare tutto questo?

 

Andrea Macco

 

cosi dipinge apocalitticamente il futuro il film Babylon A.D. (2008)

Cratere di una centrale nucleare esplosa in cui passa una ferrovia opportuna schermata: : cosi dipinge apocalitticamente il futuro il film Babylon A.D. (2008)

 

 

Quel che Obama non dice sul Nucleare

Lettori affezionati mi domandano perché non abbia più scritto nulla sul Nucleare. Risposta semplice: perché non ci sono in continuazione novità e non posso martellare sempre sugli stessi concetti. In ogni caso se cliccate sulla categoria NUCLEARE – Energia & Centrali potete rileggervi gli interventi sul tema che vi siete magari persi: restano sempre validi!

Lo spunto per riprendere l’argomento me lo offre un’intervista sul Secolo XIX di ieri (11 novembre 2008) di Luigi leone all’ing. Maurizio Cumo (Presidente della Sogin nonché presidente della European Atomic Energy Society). Non emerge nulla di nuovo, Cumo ovviamente ribadisce la necessità del ritorno al Nucleare anche in Italia per far fronte alla crisi energetica e ai costi troppo elevati dell’energia nel nostro Paese.

Estraggo e commento due risposte dall’intervista:

1) Gli italiani sono ora più favorevoli all’energia atomica, ma non vogliono avere centrali sotto casa.

“E pensare che le mura domestiche sono spesso più pericolose di una moderna centrale atomica…”

Spiegare il perché? Dare qualche cifra sulle probabilità? Si sa che gli incidenti domestici hanno una probabilità elevata, forse anche più alta (ma potrei sbagliare) di quelli sul lavoro o di quelli stradali se si escludono le ore notturne. Insomma, lo slogan mi sembra possa essere applicato un po’ a tutto, per la sicurezza di una centrale mi aspetto qualcosa di più, come ad esempio quel che mi aveva detto l’ing. Adinolfi quando lo intervistai, ovvero che “Attualmente il target di sicurezza richiesto è che il danneggiamento al nocciolo del reattore (il più grave dei danni possibili ad un reattore, n.d.r.) sia inferiore ad un evento ogni 100 mila anni. L’AP 1000 da noi realizzato è stato progettato con una soglia ancora più bassa: 1 evento ogni milione di anni”

 

2) C’e’ chi ritiene che Barack Obama possa modificare radicalmente la linea degli Usa in materia energetica, nucleare compreso.

“Io credo che il nuovo Presidente degli Stati Uniti attuerà politiche che non curino la salute economica del suo Paese, assecondando mode intellettuali che percorrono il pianeta. Ma molto dipenderà anche da chi sceglierà come collaboratori.

Anche sul nucleare?

Ovvio. Però consideri che gli Usa lo avevano rilanciato anticipando la bolla petrolifera, studiando una licenza combinata per la costruzione e l’esercizio delle centrali e riconoscendo dei contributi alle prime società che fossero state pronte a realizzare gli impianti. Questa e’ la tendenza. Dunque sebbene l’elezione di Obama possa costituire un forte rinnovamento, non lo sarà al punto da danneggiare gli interessi americani”

La penso anche io cosi e francamente non capisco proprio come si possa pensare che ad Obama possa anche solo sfiorare l’idea di fare marcia indietro sul Nucleare statunitense. Il fatto che Obama non sia un nuclearista tout cur e che non abbia inserito nel suo programma la realizzazione di 50 nuove centrali non significa fargli dire che il Nucleare sparirà. Al massimo farà costruire qualche centrale in meno, ma volete che un gigante come la Westinghouse, fiore all’occhiello della tecnologia statunitense nel settore, faccia la fine delle industrie italiane post referendum? Veramente c’e’ qualcuno che pensa tutto questo, che pensa ad Obama come al Pecoraro Scanio statunitense?!? Si?!? E’ davvero segno allora che siamo in Italia e che ancora abbiamo capito poco di Nucleare e del problema energetico.

Andrea Macco

Schedatura dei ROM, libertà di nani ed elfi

Luigi Accattoli dedica un bellissimo post del suo blog ad un tema di rovente attualità: la “schedatura” degli immigrati mediante impronte digitali. Mi trovo in sintonia con lui, pertanto riporto il suo pensiero e, come di consueto, lo integro con un una citazione in più.

Andrea

La Compagnia deve procedere bendata per entrare nel territorio straniero...Siamo in otto, due uomini, quattro hobbit, un elfo e un nano: così Legolas nella seconda parte del Signore degli anelli presenta la “Compagnia dell’anello” ai guardiani della foresta di Lothorien, chiedendo l’autorizzazione ad attraversarla. I guardiani rispondono che il nano non potrà entrarvi a meno che non accetti di essere bendato, perché sarebbe pericoloso che un nano conosca il mondo degli elfi. Il nano Gimli figlio di Gloin non accetta quella che gli appare una mancanza di fiducia e una discriminazione. Aragorn propone allora che tutti gli otto – egli compreso – accettino la benda. A questo punto è Legolas l’elfo a trovare stravagante che egli debba camminare bendato nella sua foresta, ma infine così si fa e per un giorno e una notte la compagnia procede senza vedere, scortata dai due guardiani. Al secondo giorno sopraggiungono messaggeri della Dama del Lago che autorizza Gimli a vedere il proprio regno e tutti possono togliersi la benda.

Applico il mito di Tolkien alla questione zingara e dico che sarà bene, se necessario, che vengano prese le impronte di tutti per non fare torto a nessuno. Ultimamente mi sono state prese le impronte per il visto di ingresso negli Usa e il gesto non mi ha offeso.

essa è unica e irripetibile per ogni individuo umanoSe uno agisce alla luce del sole non ha nulla da temere. Se infatti anche le mie impronte sono “schedate”, caso mai mi ritrovassi accusato di qualcosa, la mia innocenza avrà un elemento in più su cui basarsi (non vengono trovate le mie impronte ma quelle di qualcun altro).

 

Per tutti i pellegrini, nelle loro terre e fuori delle loro terre, sotto lo sguardo dell’oscuro signore o nella luce della libertà, con o senza impronte schedate, dedico questi versi di May It Be, dalla colonna sonora sempre del Signore degli anelli:

May it be an evening star

Shines down upon you

May it be when darkness falls

Your heart will be true

You walk a lonely road

Oh! How far you are from homeMorniÎ utùliÎ

Believe and you will find your way

MorniÎ alantiÎ

Aragorn, per diventare eroe ha dovuto compiere un periglioso cammino in salita...A promise lives within you now

 

May it be the shadow’s call

Will fly away

May it be your journey on

To light the day

When the night is overcome

You may rise to find the sun

 

MorniÎ utùliÎ

Believe and you will find your wayMorniÎ alantiÎÝ

A promise lives within you now

 

(Clicca qui per la traduzione e per qualche notizia in più sugli inni quenya)