Film dell’estate: più li attendi più ti deludono

Non è una legge universale, ma devo dire che quest’estate si è verificata per ben 3 volte con i film che più erano attesi da gran parte del pubblico che ama il genere animazione e fantasy. Il tutto conferma poi un’altra interessante legge, quella dei sequel: quasi mai belli come il primo film.

Parlo di: Transformers – La vendetta del caduto, Harry Potter e il Principe mezzosangue e infine L’era glaciale 3: L’alba dei dinosauri. Per Harry Potter addirittura un anno di attesa supplementare solo per meri calcoli di interessi e di vendite… coi i 30 trailer che erano giù uniti, praticamente si era già visto metà del film…

In ogni caso, ecco i giudizi del sottoscritto:

 
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Saghe a confronto: Signore degli Anelli, Eragon, Narnia, Riddick, Hellboy

Ritornano, e non potrebbero fare altrimenti: si tratta infatti di SEQUEL. Spesso ci deludono e non mantengono il livello del primo film, ma fanno botteghino solo sull’onda del successo dei precedenti episodi (si veda ad esempio l’ultimo Indiana Jones). Altre volte, più rare ma che danno soddisfazione, i sequel hanno una marcia in più (è stato il caso di Batman – Il Cavaliere Oscuro).

Quest’estate varie le saghe cinematografiche sul genere fantasy che hanno proposto il secondo capitolo, in particolare Hellboy II – The Golden Army e Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian.

Segue una rapida disamina delle saghe, con voto complessivo e ai singoli film.

LE CRONACHE DI NARNIA – Voto: 6 +

Il Leone, la strega bianca e l’armadio (2005 diretto da Andrew Adamson): deludente primo film, regia lenta e assenza di quel quid che, invece, si poteva cogliere nel testo del grande, grandissimo C.S. Lewis che ha saputo rendere in racconto fantastico le principali storie della Bibbia tra cui il sacrificio di Cristo divenuto il leone Aslan. In ogni caso il messaggio è certamente positico ed edificante. Bello e seducente il volto del male (la regina bianca), banali e scontate le battaglie. (Voto: 5/6)

Il Principe Caspian (2008). Un tocco di vitalità fin da subito, con la fuga del giovane Caspian che sfugge per miracolo al perfido zio, usurpatore del trono di Telmar. Ci sono molte novità nel ritorno a Narnia dei sovrani, i giovani protagonisti del primo film. “Le cose non avvengono mai nello stesso modo” è uno dei temi che ricorre in tutto il film, con il ritorno finale di Aslan che avviene solo per la fede della più piccola, Lucy… Così si manifesta – nei Vangeli – il Regno di Dio: ai piccoli e ai semplici che hanno sperato e in cuor loro non hanno dubitato. Restano in ombra alcuni personaggi, come il precettore di Caspian (spentosi completamente nella seconda parte del film), la moglie del perfido zio e anche lo stesso Edmund, che invece aveva avuto un lungo combattimento interiore nel primo episodio. Voto: 6 1/2

 

HELLBOY- Voto: 5

Se il primo episodio (2004 – regia di Guillermo del Toro) aveva una sua caratterizzazione e una sua logica (ambientazione:  la II guerra mondiale e la ricerca occulta del potere da parte dei nazisti), il secondo episodio proietta i protagonisti in una storia (ambientata ai nostri giorni) che non ha nulla a che vedere con la precedente. Di per sè carina l’idea della leggenda dell’armata d’oro e dei principi gemelli…ma mi spiegate perchè non ambientarla con personaggi nuovi? Perchè richiamare il diavolo divenuto più un Hulk innamorato che un demone combattuto tra il suo istinto primordiale e la fedeltà all’uomo che l’ha cresciuto e salvato? Il voto assegnato alla saga nel suo complesso è dato proprio da questo incolmabile strappo tra i due film. / Se la sufficienza piena non la si nega al primo film (voto: 6 1/2), se non altro per certi tratti di originalità nella trama (emozioni pochine) e nella caratterizzazione dei personaggi, una netta bocciatura va invece al secondo film per i suddetti motivi (voto: 5).

***

CONFRONTI IN POSITIVO:

 

IL SIGNORE DEGLI ANNELLI: voto 9

Ha fatto scuola. Ne son testimonianze le continue scopiazzature. Colonna sonora ineguagliabile, storia ben adattata dai libri anche se con qualche taglio  (solo per questo non prende 10) rimediato in parte con le extended edition in DVD. Costumi, ambientazioni, messa in opera e attori tutti da oscar. Il migliore della saga il secondo episodio, con l’epica battaglia del Fosso di Helm. Più pasticciata quella del Ritorno del Re a Minas Tirith. Ma chi non si è calato nei panni ora di Legoas ora di Aragon, ora della bellissima elfa Arwen ora della altrettanto bella principessa Eowin (anche più umana!) che si innamora – come le dirà Aragon-  di un’ombra… ma con il cuore, con il sentimento! E l’eccelso Gandalf, il combattimento col Balrock, la liberazione di Re Teoden: scene epiche, ineguagliabili. Bravissimo Peter Jackson, mi piace definirlo il nuovo Lucas.

 

LA SAGA DI RIDDICK: voto 7

Saga poco conosciuta, ma merita d’essere scoperta e diffusa. Protagonista Vin Diesel, una rivelazione nei panni dei un eroe anti-eroe. Un fuggitivo, un assassino che diventa salvatore delle sue guardie nel primo film a dimensione terrestre (”Pitch Black” – 2000 – regia David Twohy –  ambientazione su un pianeta deserto dai 2 soli – non brilla la sceneggiatura – voto 6/7); e passa ad essere inopinatamente salvatore della Galassia intera nel secondo film a dimensione galattica, stile Star Wars (diversi i richiami e in questo manca l’originalità, data invece dalla figura sempre brillante di Vien Disel e della sua nuova compagna dal temperamento altrettanto esplosivo – The Chronicicles of Riddick (2004 – voto 7,5) . Attendo con una certa aspettativa il terzo episodio della saga, il finale del secondo è davvero inaspettato e al contempo ti lascia con la voglia di sapere che succederà.

CONFRONTI IN NEGATIVO:

Eragon. voto: 4,5

Scopiazzatura immane del Signore degli Anelli (non così sarebbe il Libro). La voce del drago resa in Italiano da Ilaria D’Amico è pessima e non rende per nulla. Chi l’ha scelta? Possibile non ci fosse nessuno di meglio? Trama banale, finale prevedibile, poche emozioni. Dal secondo della saga (chissà come mai non se ne sente più parlare? Rumors dicono che non uscirà nemmeno più) si attende qualcosa di più o il fallimento sarà immane. Un peccato vista la bella trama che invece offre il libro di Christopher Paolini (classe 1983), una giovane penna emergente.

WANTED – L’INCREDIBILE HULK – IRON MAN

Propongo oggi la recensione di tre film tutti tratti dai fumetti. Gli ultimi due (Wanted e L’incredibile Hulk) sono ancora in proiezione nelle sale, Iron Man immagino sarà già disponibile in versione DVD. Dei tre quest’ultimo è senz’altro il migliore e forse vale la pena pure acquistarlo.

Andrea Macco

 

WANTED – Scegli il tuo destino
(2008 – Regia di Timur Bekmambetov con James McAvoy, Morgan Freeman Angelina Jolie)

 VOTO: 5 – –

SCOPIAZZATI gli effetti speciali di WANTEDGrande scopiazzatura di effetti speciali alla Matrix. Basta, non se ne può più. Se Matrix è stato un capolavoro perché ha portato qualcosa di innovativo e nel contempo presentava una trama succosa, ora siamo nel ripetitivo e per di più con una trama inconsistente. Di fondo a questo film temi anche belli, come quello della ricerca del “chi sono” e dell’appartenenza (legami di sangue – legame di setta).  Ma poi spunta fuori la “fratellanza” che legge nella trama dei tessuti i nomi delle persone da uccidere… ma dai! A metà film mi son detto: in un posto così, i nostri “giustizieri del fato” muoiono tutti. E’ da pazzi… E così avviene, con qualche colpo di scena e un po’ di auto-ironia da parte del protagonista (bravo questo sconosciuto  James McAvoy), effetti speciali eccessivi ed una Angelina Jolie nella parte della istruttrice (il ruolo di Morpheus in Matrix) che non mi ha molto entusiasmato.

Pare che il fumetto americano da cui è stato tratto il film fosse ancora più deludente (e infatti ha avuto vita breve…). Bocciato.

 

 

L’INCREDIBILE HULK

(2008 –Regia di Louis Leterrier con Edward Norton e Liv Tyler)

 VOTO: 7

ESPRESSIVO, Edward Norton nel ruolo dell\'Incredibile HulkTratto dall’omino fumetto della Marvel Comics, anche Hulk risente dell’influenza di Matrix in alcuni fotogrammi di transizione tra una scena e l’altra (l’analogo del codice di Matrix con cui viene fatta vedere la realtà o qualche suo dettaglio). Molto ben curata la prima parte del film: rappresenta un po’ il “dietro le quinte” dell’essere eroe. Si dà per scontato che si conosca già la storia e l’attenzione si focalizza su sentimenti, stati d’animo e combattimento interiore di un Bruce Banner interpretato da un sempre ottimo Edward Norton. Senza lode e senza infamia Liv Tyler.

La seconda parte del film si innesca invece sui binari della storia standard, insomma, cose già viste  in cui fanno quasi solo da protagonisti gli effetti speciali.

Scena finale che preannuncia il sequel “I vendicatori” che riunirà diversi super-eroi, tra cui anche Iron-Man (anche lì è stata inserito un final end post titoli di coda che consenta l’aggancio per i vendicatori)

 

 

IRON MAN

(2008 –Regia di Jon Favreau con Robert Downey Jr.)

 VOTO: 7 1/2

Robert Downey Jr. è Tony Stark/Iron ManAltro film ispirato all’omonimo fumetto della Marvel Comics. Gli appassionati dicono che pure l’aderenza ai sacri testo originali è buona o perlomeno accettabile (non lo stesso dissero per Spider Man). Ma quel che piace di Iron-Man è il suo essere eroe-antieroe. Tony Stark è uomo dai modi duri, prepotenti, spigolosi. Ne sa qualcosa la sua segretaria nonché fedele assistente Pepper Potts (brava la nostra Francesca Fiorentini, meglio di tante altre super attrici super pagate a cui di super è rimasto solo il nome…). Stark produce armi di distruzione di massa e non è certo il tipo che si fa ben volere dalla folla. E’ bello allora vedere come il personaggio cresca durante il film e soprattutto, come metta a frutto il suo ingegno. Finalmente un super-eroe che non è frutto di esperimenti di scienziati pazzi alla Frankenstein o di superpoteri venuti dall’alto: Iron-Man è l’uomo-armatura frutto di studio, lavoro, esperimenti e pure fallimenti… Scontato che gli succeda di tutto e che rimanga sempre vivo, così come è scontato che il cattivo alla fine perda, ma resta invece per nulla scontato il rapporto tra Stark e i mass-media: tutto da gustarsi.