A quando un’efficace politica energetica in Italia?

Nuova puntata di uno dei temi più affrontati su questo blog: le fonti energetiche e le politiche energetiche nazionali.

Vi invito a leggere QUI l’editoriale (marzo 2012) di Alessandro Clerici (Presidente del gruppo di studio WEC “Risorse energetiche e tecnologie” e Senior Advisor ABB) apparso su la Termotecnica dell’Associazione Termotecnica Italiana.

Il testo contiene molti dati, ma proprio per questo è molto più interessante di tante parole fatte di aria fritta o di “sparate” mediatiche. Credo che parecchie delle riflessioni fatte dall’ing. Clerici siano condivisibili. Ma come sempre potete dire la vostra nei commenti.

Carbone pulito? Ma intanto è sempre carbone…

Dopo diversi mesi torno su uno dei temi cari a questo Blog, quello delle risorse energetiche. Quali energie per il futuro? E’ una domanda che ci siamo fatti molte volte.

A seguito del NO al Nucleare da parte dell’Italia, le statistiche ufficiali dicono che alla richiesta di energia sempre maggiore si è fatto fronte negli ultimi mesi/anni con il CARBONE. Certamente non può essere definita una risorsa rinnovabile! Anche se oggi si parla sempre più di “Carbone pulito”, vale a dire impianti che utilizzano il carbone ma che producono un basso quantitativo di sostanze nocive e anidride carbonica. Per lo meno, lo fanno stando sotto i limiti di legge.

Un interessante articolo di Cristina Forghieri dell’ Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, collaboratrice dell’Espresso, fa il punto della situazione su tutta questa delicata situazione.

Potete leggerlo in Pdf cliccando QUI. Buona lettura!

Andrea

Fotovoltaico – Parte II

Dopo aver discusso qualche mese fa delle potenzialità del Sole (Fotovoltaico – Parte 1: il grande potere del Sole), ma anche, come emerso nei commenti che erano pervenuti, nella difficoltà che spesso si incontra ancora nella tecnologia del fotovoltaico, oggi vorrei lasciare la parola ad un interessantissimo articolo apparso su una rivista non schierata politicamente e che, certamente, non è pure anti-ambientalista.

Parlo dello Scarpone, la Rivista ufficiale del CAI (Club Alpino Italiano) e che vorrei divulgare il più possibile perché tocca concretamente un tema che anche il sottoscritto, nella sua piccola esperienza lavorativa in questo settore, ha avuto modo di constatare.

Di che parlo? Del business che corre dietro al fotovoltaico e, più in generale, alle energie rinnovabili. C’è un fatto che pochi ancora sanno ma che è giusto sapere: con l’abbattimento dei prezzi dei pannelli fotovoltaici (di per sè una ottima cosa) c’è chi ha capito che realizzare un impianto fotovoltaico in Italia, sfruttando gli incentivi Statali (e cioè i soldi di tutti) poteva essere il migliore degli investimenti finanziari sul mercato: avere per 20 anni un qualcosa che rende dal 7 al 9 % all’anno! Mica male vero?

Da qui la decisione, che ha destato un coro di proteste, di ridimensionare gli incentivi statali. Se certamente è errato abrogarli del tutto, e se comunque lo Stato fa bene a promuovere questa e altre fonti di energia rinnovabile (perché comunque il problema di sostituire le fonti fossili resta aperto!) è altrettanto giusto che non favorisca le speculazioni finanziarie su una cosa che è buona ma che è giusto che tutti ne possano usufruire e non solo aziende o ville che, con una ampia disponibilità di superfici, possono fare un investimento che non diviene solo un atto ambientalista ma un arricchimento sulle spalle dei contribuenti.

Questo il mio punto di vista, ma come sempre nei commenti sono benvenute altre voci.

Andrea Macco

LEGGI QUI l’articolo di Carlo Brambilla apparso su lo Scarpone del CAI