Empowerment e Resilienza

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Ho scelto come parole guida di quest’anno scolastico due parole che mi sono state “consegnate” in un recente seminario di formazione e aggiornamento per noi docenti, che già conoscevo ma che ho avuto modo di approfondire ancora di più.

 

Per le radici - copertina

La resilienza, dal latino resilire (“rimbalzare”, “saltare indietro”) è la capacità di affrontare e superare le avversità, di trarre nuova energia dagli urti cui la vita ci sottopone, facendone materia per trasformarsi. 

(Andrea Del Ponte, Per le Nostre Radici – saggio molto bello, con prefazione di Salvatore Settis, che sponsorizzo vivamente)

Per empowerment si intende un processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita (Zimmerman M.A., 2000).

PERSONA+DISEMPOWERED+EMPOWERED

Le persone empowered, quindi, reagiscono meglio ad eventi esterni minacciosi, alle crisi, alle sfide, alle avversità. In sostanza, sono persone resilienti! Persone che non si lasciano sconfiggere dalle avversità ma che, sfruttando le proprie capacità e risorse interne, dimostrando di essere duttili come un metallo, sanno andare oltre, trovano nuovi obiettivi: nel loro futuro c’è speranza e ottimismo, supportati da un concreto darsi da fare.

È così che vogliamo affrontare l’anno, crescendo in resilienza ed empowerment. 

Buon anno scolastico a tutti!

Andrea Macco

PS: e non dimenticatevi il saggio “Per le nostre radici”, QUI trovate anche un’intervista all’autore, il prof. Andrea Del Ponte!

Responsabilità

responsabilità sociale

In questo post propongo due riflessioni, una di carattere generale sull’uomo, con le parole di una poesia della statunitense Audrey Shenandoah, e l’altra di attualità sulla nostra povera Italia, in cui scandali e corruzione sembrano dilagare sempre: segnalo allora un bell’articolo di Danilo Paolini uscito su Avvenire di ieri. Buona lettura!

AM

Nascere uomo su questa terra 
è un incarico sacro. 
Noi abbiamo una responsabilità sacra, 
dovuta a questo dono eccezionale 
che ci è stato fatto, 
ben al di sopra del dono meraviglioso 
che è la vita delle piante, 
dei pesci, dei boschi, degli uccelli, 
e di tutte le creature 
che vivono sulla terra. 
Noi siamo in grado 
di prenderci cura di loro.

Audrey Shenandoah

Audrey Shenandoah

Ognuno di noi deve fare la propria parte per salvare l’Italia

L’altro contagio

«Le solite facce, i soliti accordi», cantavano Enzo Jannacci e Paolo Rossi al Festival di Sanremo nel 1994, mettendo in musica con disincanto il ciclone di Tangentopoli che aveva appena sconvolto l’Italia. Aprendo i giornali di stamattina si ha l’impressione di fare un balzo indietro di vent’anni esatti e viene da intonare a denti stretti quella vecchia canzone: i soliti arresti, le solite facce, i soliti nomi… continua a leggere su Avvenire

Da vicino fa un effetto diverso che dalla poltrona di casa: alluvione a Vicenza

Ero presente a questa alluvione e, seppure io non sia stato colpito gravemente, mi ha molto impressionato. Un po’ perché non è la mia città, un po’ perché girare e ritrovarsi le strade sbarrate e invase dall’acqua fa davvero impressione.

Genova ha subito varie alluvioni. Ogni volta che nevica scatta la paralisi immediata. Ma Genova la conosco, so che periodicamente accadono questi fatti, conosco i suoi punti nevralgici e i suoi punti dolenti. Certo, tre settimane fa l’inondazione di Sestri Ponente ha spiazzato tutti. Ma mi ha comunque impressionato meno. Probabilmente è perché ho vissuto la disgrazia standomene seduto sul mio divano e guardandola solo alla televisione. Seguita sì con apprensione grazie alle emittenti locali che documentato tutto davvero ottimamente (meglio che in Veneto senz’altro), ma senza mai “scendere in campo”, senza vederla dal vivo.

A Vicenza, vuoi solo per poter raggiungere il centro città e la stazione ferroviaria, è stata una esperienza tutta diversa. E su queste pagine, oltre a dare una piccola testimonianza fotografica, vorrei scrivere la mia vicinanza a tutti i vicentini, agli amici che so che in questo momento stanno spalando bratta per non perdere il posto di lavoro o per salvare la propria abitazione. A chi ha visto in un giorno e una notte sparire le fatiche di anni di lavoro, a chi ancora non sa che volto avrà il domani.

 

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