W la Repubblica! Un plauso al presidente Mattarella

il Quirinale

Sono stato la scorsa settimana a Roma e finalmente sono riuscito a prenotare ed effettuare la visita al Palazzo del Quirinale che da anni volevo fare. Grazie al Presidente Sergio Mattarella questo tesoro è ora aperto quasi tutti i giorni al pubblico.

Quello del Presidente è stato un vero dono agli italiani: si tratta di un stupendo ed efficacissimo connubio fra storia, arte ed educazione al valore civico della Patria e delle Istituzioni. Visitare il Quirinale è riscoprire il senso della Patria e della Repubblica e rimanere, per una volta, un po’ incantati dall’apparato istituzionale su cui si fonda la nostra bellissima (e spesso, purtroppo, mal governata) Italia!

CorazzieriCome per un cristiano ci sono le quattro Basiliche romane e per un mussulmano la Mecca, per un Italiano ci dovrebbe essere, almeno una volta nella vita, la visita al Quirinale. E dopo di essa, la visita alla Caserma del Reggimento dei Corazzieri. Recentissima l’apertura pure di questo luogo che racchiude il segreto di tutto ciò che i corazzieri sono stati (la guardia d’onore del re!) e di ciò che sono oggi (l’immagine del meglio dell’Italia al mondo). La visita, guidata dagli stessi corazzieri, è veramente ben strutturata: dalle scuderie ai luoghi ove i corazzieri si riuniscono giornalmente, dalla galleria delle armi alla sala delle moto Guzzi, dalla cappella dedicata a San Giorgio alle cucine, dalla ferratura dei cavalli alla dura preparazione che chi entra in questo corpo scelto deve effettuare.

Grazie di cuore, Presidente, per questa iniziativa e per questi tesori offerti agli italiani. Dal canto mio non posso che portare i ricordi di questa visita e le tante cose imparate e apprese ai miei studenti e ai miei lettori e blogger.

Viva l’Italia, viva la Repubblica!

Andrea Macco

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L’ultima di Odifreddi: crociata contro il Matematico Israel

Riprendo questo articolo di Matteo Sacchi pubblicato qualche giorno fa su il Giornale, riguardante l’ultima genialata di Piergiorgio Odifreddi. Frattanto si avvicina il Festival della Scienza di Genova. Che ci riserverà quest’anno il Matematico impertinente che nelle scorse edizioni non ha perso occasione per parlare anzichè di scienza delle sue posizioni (dogmatiche) contro la religione?

Nei commenti dibattito aperto in merito all’articolo di Sacchi.

Andrea Macco

 

L’ultima crociata di Odifreddi: vince il “premio intolleranza”

Per l’ennesima volta Piergiorgio Odifreddi ha deciso di varcare il Rubicone che dovrebbe separare la matematica dalle idee politiche, l’eterea e perfetta scienza dei numeri dagli odi personali e dagli strali che lancia contro chi ha convinzioni diverse da quelle ateo-materialiste (cioè la maggioranza degli italiani). E come al solito l’ha fatto da par suo, ossia caricando a testa bassa e sfruttando al meglio la propria visibilità mediatica.

L’altro ieri, infatti, una mail, a firma del professore e indirizzata anche ad alcune delle più importanti testate quotidiane come La Stampa e Repubblica, ha avvisato l’associazione Subalpina Mathesis (che gestisce il premio Peano, uno dei più prestigiosi d’Italia per la divulgazione matematica) che voleva immantinente il suo nome cancellato dall’albo d’oro della medesima.
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UAAR all’attacco! Razionalità in pronta risposta

Toh guarda, su Repubblica di oggi (12 gennaio) i miei “amici”dell’UAAR! Io li ri-battezzerei volentieri in AAAA. Vi spiego. UAAR = Unione Atei Agnostici Razionalisti. Ma visto che non sono per nulla uniti, né, tanto meno, dimostrano di essere persone razionali nelle loro esternazioni e nella loro logica basata solo sullo scontro frontale e, il più delle volte, sull’insulto, ecco il nuovo battesimo: A-UNIONE ATEI e AGNOSTI A-RAZIONALISTI!

Di loro ho già parlato altre volte in passato, compresi vari articoli e botta-risposta comparsi su il Giornale e che trovate nella sezione Articoli (si vedano in particolare gli articoli inerenti Odifreddi e quelli sul caso Ergo Sum).

In ogni caso breve presentazione: Qui a Genova, sede del card. Bagnasco presidente della CEI, spopolano. O meglio, son quattro gatti ma si dan da fare a più non posso. A partire dagli attacchi anticlericali di Piergiorgio Odifreddi in occasione del Festival della Scienza di Genova. Per passare a mostre sull’omosessualità nel mondo animale spacciate per scientifiche ma che di scientifico hanno solo questo intento: promuovere una visione a-morale della società in cui tutto è lecito (con tutto il rispetto per le persone omosessuali che vivono castamente la loro condizione, al pari di tutti quelli che si mantengono vergini fino al Matrimonio).

E visto che si è parlato di battesimo, cito anche le campagne dello “sbattezzo” portate avanti sempre dall’UAAR tipicamente in Piazza Matteotti davanti alla Curia…se no che gusto c’è?!?

 E ora, ecco la loro ultima trovata. leggete qua:

“LA CATTIVA notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”. E’ questa la versione italiana della campagna a favore dell’ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. Ma sarà solo l’inizio. O forse la fine di questa promozione dell’incredulità, a giudicare dalle animate polemiche e controffensive religiose seguite alla stessa iniziativa sui bus di Londra, in Spagna, a Washington e anche in Australia, dove è stata bloccata prima ancora di apparire per le strade. Non a caso l’apertura della campagna lanciata dall’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. “E’ una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei” spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar. “Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l’Uaar ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio. E di fare pubblicità all’incredulità”. Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l’idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. “La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola” prosegue Carcano. “Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l’Uaar intende riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle”, con un messaggio “che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista”. L’idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all’estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l’iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo. “Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni” prosegue Carcano. “Per fare un esempio nel mondo dell’editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown. Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo”. (Tratto da Repubblica del 12 gennaio 2009)

  

Commenti nei post. In particolare con questa domanda: ma che influenza hanno questi spot e questi messaggi dell’UAAR sulla società?
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Repubblica fondata sul lavoro NON retribuito…

Già che siete in tema di revisione della Costituzione per via di riforme varie dello Stato (federalismo, giustizia, ecc. riforme per altro alquanto necessarie e speriamo efficaci), che ne dite di cambiare il primo articolo della Costituzione, onorevoli Senatori e Deputati?

Propongo una semplicissima modifica: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro NON retribuito.

Oggi ritiro la busta paga di Novembre e scopro che lo stipendio ha subito una ulteriore decurtazione, la seconda da quando il contratto a progetto è iniziato lo scorso primo marzo.

Circa 140 e rotti euro in meno (che si sommano ai precedenti aumenti. Compreso quello dei pasti alla mensa aziendale. Differenza tra i primi stipendi percepiti e l’attuale: –250 euro!)

Si legge nelle voci dello stipendio: “La decurtazione, a sensi D.L. 112 del 25/6/08, ha carattere provvisorio in attesa di chiarimenti e precisazioni da parte del Ministero dell’Economia”.

Visto che il contratto (a progetto) scade a Febbraio… mi domando quando questa decisione provvisoria verrà chiarita. E in che senso? Con una scontata ratifica?

Se un tempo i Contratti a Progetto et similia erano stato agevolati (da chi poi? Sempre dal Governo di centra destra… Ora però han cambiato idea, a quanto pare) adesso non si vede manco l’ombra di una agevolazione, considerando che oltretutto non è neppure presenta la tredicesima. E non solo. Lavorando per un Ente Ospedaliero alcuni giorni devo essere presente con orari fissi. Altri giorni permettono un margine di gestione da parte del sottoscritto (come per altro dovrebbe essere per i contratti a progetti) ma guardando gli orari di timbratura del cartellino (quando uno va in pausa pranzo “stimbra”) alla fine risultano in media 9.30 ore di lavoro al giorno , su 5 giorni lavorativi. A volte lavoro anche il sabato. Calcoliamo un sabato su 4 per 4 ore.

Facciamo due conti, che in fondo fare conti è il mestiere di un Fisico: su 4 settimane di un mese, le ore svolte sono circa 9.30 * 5 * 4 = 186 + 4 = 190.  Contate pure 180 ore che non son quelle 10 di un giorno di assenza per un qualunque buon motivo che  fan la differenza. Ora facciamo stipendio netto in busta diviso numero di ore e otteniamo il costo di un ora di lavoro. Il risultato è di  circa euro 5 all’ora (5.20 per la precisione).

Bene, ditemi chi oggi lavora a 5 euro all’ora. Ma nemmeno il ragazzetto che va a volantinare e ad imbucare le lettere per strada. Infatti amici che lo fanno prendono netti 8 euro all’ora. Stesso salario che aveva il barelliere che veniva a spingere la lettiga in ospedale e che non ha uno straccio di laurea, con tutto il rispetto per chi fa questo onesto (e retribuito) lavoro . Però, se permettete, il lavoro di un Fisico che dà anche dei referti ospedalieri ai medici e che offre un servigio di professionalità qualificato, è, forse ma forse, un tantino di più. Ma è evidente mi sbaglio. Così non è: 5 euro all’ora a fronte degli 8. Non parliamo poi dell’idraulico che solo per cambiare la guarnizione alla vicina di casa gli ha peso 80 euro per la chiamata. Mettiamo pure che tra spostamento e tutto abbia impiegato 2 ore. (Nel mio conto, ovviamente, gli spostamenti non li ho considerati, perché dovrei contarli? Il costo di abbonamento bus e benzina? Certo che no. Iva che mi viene rimborsata? Ma quando mai…). La media è sempre alta, 40 euro all’ora. Un medico che offre una qualsiasi visita privata specializzata? Siamo sui 100 – 120 euro minimo per 15-20 minuti di visita. Fate voi i conti del costo del guadagno all’ora. E d’accordo che ci son di mezzo delle vite umane, ma non mi direte che un Fisico che lavora in ospedale non è poi così lontano dalla professionalità che ha il medico (di certo, se permettete, ha almeno la stessa professionalità del barelliere da 8 euro netti all’ora).

E dunque forza, avanti, ministro Brunetta, mandi pure i suoi controlli… Scoprirà davvero che ci sono i fannulloni e c’è chi fa del gran volontariato per la Repubblica. Fondata sul lavoro NON retribuito.

Andrea Macco

 

 

Ancora don Farinella, ancora deliri. Ma per la curia è tutto lecito.

Avevo preso il proposito di disinteressarmi a don Farinella. E l’avevo fatto pure seriamente. Pur avendo ricevuto il suo opuscolo sulle attività di San Torpete tra cui le conferenze per dibattere sul Concilio Vaticano II e il suo eventuale superamento e i richiami ai laboratori liturgici eseguiti durante le celebrazioni nella sua parrocchia, pur avendo letto su Repubblica una serie di editoriali e articoli politicamente schierati e non sempre con parole di riguardo verso la Chiesa, pur avendo ricevuto altre segnalazioni, avevo seguito il consiglio di chi mi diceva di ignorarlo. E di chi diceva al Giornale di ignorarlo.

Oggi vedo con rammarico che sulle pagine genovesi del Giornale Farinella fa nuovamente la sua comparsa. Doveroso atto di cronaca dinanzi al suo presentarsi sulla scena pubblica per dare voce alle sue sparate contro Curia, Comune, Istituzioni. Don Farinella ce l’ha con le feste: «Se fossi Papa abolirei il Natale»

A questo punto mi domando, una volta di più, perché la Curia genovese tolleri tutto questo. Perché la messa in rito farinelliano (si vedano precedenti post 12) sia concessa mentre la messa in genovese sia stata categoricamente proibita. E se saltasse fuori qualche prete ribelle sul fronte della lingua? Ci sommettete che questa volta la reprimenda ci sarebbe e non tarderebbe a giungere?

Chiunque voglia esprimersi in merito è ben accetto. Contro i deliri che evidentemente nemmeno il Presidente della Cei ha il potere di fermare, qualunque proposta sarà valutata con la massima attenzione

Andrea Macco

Lettera aperta a don Farinella

Bentornato don Farinella. Bentornato sulla scena della politica al primo posto che sopravanza la ragion della Fede, la ragion del silenzio per amore della Chiesa. Non parlo delle gerarchie vaticane, parlo della Chiesa come “popolo di Dio”, concetto a lei tanto caro, ma pazienza se poi tra pensiero e fatti la scollatura c’e’. Il popolo di Dio cerca pastori che indicano la fonte dove dissetare la sete di infinito che e’ propria di ogni uomo, il popolo dei politicanti cerca invece argomentazioni per infiammare polemiche e nel contempo far parlare di sé. Benvenuto in questo mondo.

Sul suo fondo su Il Lavoro-Repubblica  annuncia l’avvio di una collaborazione con la testata di Ezio Mauro (ormai sempre più delineata politicamente), e subito parte in quarta con l’analisi di quello che combina o non combina il Governo. I toni sono più pacati che in passato (ed è auspicabile restino tali anche in futuro) ma è questo davvero il volto del sacerdote-pastore-uomo che sa farsi pane spezzato per i fratelli?

La sua considerazione finale sul gay pride è ragionevole: nelle nostre comunità, nelle nostre chiese, nelle nostre celebrazioni è giusto alzare una preghiera per questi fratelli che non vanno ghettizzati, classificati, ridicolizzati (talvolta pare, al massimo, che si ridicolizzino da soli). Come tante persone lontane da Dio, sono persone bisognose di affetto e di riscoprire il valore e il significato dell’amore. Ma poi lei afferma che Gesù oggi di certo non andrebbe al Corpus Domini e sceglierebbe invece il gay pride (l’orgoglio di chi ama scegliere Genova per il gusto di sfidare e provocare).

Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che nell’Eucarestia-Corpo di Cristo è ovviamente presente Cristo stesso. Ma oltre a ciò è bello pensare che Egli, umile falegname di Nazareth che non ama le sceneggiate, né le piazze roboanti, preferisca scegliere il volto degli umili, dei semplici, di chi ha un cuore innocente e puro come quello di un bambino. E che preferisca lasciare alle persone di mondo quel che è di Cesare, per donare a Dio quel che è di Dio.

E pazienza allora se il Cardinale – Pastore dei pastori – ha chiesto ai suoi sacerdoti di non scrivere né pubblicare nulla senza il suo consenso: il fine giustifica i mezzi, Machiavelli docet. Bentornato, Paolo Farinella.

Andrea Macco