Soppressione dell’Ordine dei Giornalisti: parliamone

Sono circolate, stanno circolando e ancora circoleranno. Le notizie? Non solo quelle, ma le voci, false, tendenziose, o semplicemente dis-informate a proposito della presunta abolizione dell’Ordine dei Giornalisti.

A scanso di equivoci, invito tutti a leggere, cliccando QUI LA NOTA ESPLICATIVA DEL PRESIDENTE DELCONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI IN MERITO ALL’ABOLIZIONE DELL’ORDINE E IN PARTICOLARE SULLA CANCELLAZIONE DELL’ELENCO DEI PUBBLICISTI.

Quindi – chiarito quel che si doveva chiarire – apriamo pure un dibattito sul fatto che possa essere giusto o meno sospendere l’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti, piuttosto che abolire in toto tale Ordine.

Perché si sente tanta acredine nei confronti di quest’Ordine?

Perché si parla di privilegi ingiusti?

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Giornalisti pubblicisti sempre più a gratis!

Qualcuno mi ha domandato come mai recentemente abbia scritto meno su il Giornale. Nulla contro la testata e il direttore di Genova, Massimiliano Lussana, con cui ho un ottimo rapporto.
Questa scelta è stata presa 1) a fronte te di un altro lavoro a tempo pieno (ergo con minor tempo libero per dedicarmi agli articoli) e 2) alla luce del nuovo contratto dei giornalisti. Se questo ha portato ad aumenti per i giornalisti professionisti, per i pubblicisti o free-lance (come il sottoscritto) è stata invece una batosta: il tariffario resta immutato e le ritenute aumentano. leggete qui:

– l’aliquota contributiva passa, dal primo gennaio 2009, dall’attuale 12% (10% a carico del lavoratore 2% a carico del committente) al 18,75% per due terzi a carico del committente;

Il che significa che se prima pagavo l’1.2 % su un compenso ad articolo già basso, ora ne pago più di 5 volte tanto! (6.25 %) con il compenso rimasto, ovviamente, invariato. (Nota: A questa detrazione vi si aggiunga anche quella IRPEF di circa il 20% e la quota annuale di 100 euro da versare all’Ordine dei Giornalisti).

Se a questo punto si considerano le eventuali spese di trasporto (nel caso di un pezzo in loco), più tutto il tempo dedicato per fare uscire un articolo che sia ben scritto e dai contenuti ducenti (e non infarcito di errori come sempre più spesso si trova) capite bene che il gioco non vale assolutamente la candela.

Con questo non sto dicendo che non scriverò più articoli, ma spenderò energie in ciò solo se ne vale veramente la pena.

Ringraziando i lettori che mi hanno continuato a seguire e leggere in questi anni,

Andrea Macco

Per maggiori dettagli sul nuovo contratto dei giornalisti cliccare qui