E ora che faranno gli ambientalisti con il vulcano Islandese?

Mi giunge una riflessione  tanto vera quanto amara sull’inutilità di anni  e anni di campagne pseudo ambientaliste.

Ora che l’impronunciabile Vulcano islandese ha riversato nell’atmosfera di tutto il mondo milioni di tonnellate di Anidride carbonica, come inventeranno gli amici ambientalisti?!?

Sì, avete capito bene: parlo di loro, quelli del no perchè sì (vedere questo post), quelli della raccolta firme (e soldi) a favore delle loro campagne, quelli del blocchiamo tutto (sviluppo, tecnologia, scienza, e magari pure intelligenza) in nome di Sommi Principi Primi sapientemente dettati da Madre-Natura e, ovviamente, dalla loro illuminata intelligenza.

Non aggiungo altro, le restanti considerazioni le lascio a Mario Lauro.

Andrea Macco

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Credo che i “soloni” del riscaldamento del pianeta e del rischio “desertificazione” dell’Italia,gli esperti del protocollo di Kyoto e del “mitico” 20-20-20 come obiettivo da raggiungere entro il 2020, i propugnatori delle domeniche a piedi per ridurre il PM 10, i legislatori che impongono livelli di emissioni al limite tecnico oppure l’utilizzo di impianti per la CCS (Carbon Capture Sequestration) in tanti impianti industriali, oggi ci dovrebbero dire come dobbiamo comportarci di fronte ad un’eruzione di quelle dimensioni con milioni di Ton. di CO2 immesse in atmosfera!

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L’ecologia della carta sprecata

Su il Giornale del 29 Aprile 2009 è uscito un intervento del sottoscritto contro i volantinaggi indiscriminati che vengono compiuti COSTANTEMENTE, per tutto il periodo dell’anno, davanti ai principali poli universitari di Genova. In certi periodi dell’anno questo fenomeno raggiunge picchi di attività da tenere sott’occhio: un buon cittadino ecologista vi ricava davvero tanta bella carta per la brutta. Spesso pure patinata e di ottima qualità. Per gli ecologisti che si fanno portavoce dei disastri della globalizzazione, beh, che dire? Con la loro campagna danno un ottimo contributo alla campagna disboscamento dell’Amazzonia. Un esempio di grande coerenza.

Per maggiori dettagli ecco l’articolo con tanto di dati e di volantini raccolti. Alcuni sono veramente imperdibili.



Strani ecologisti: difendono i boschi e poi sprecano montagne di carta


La foresta dell’Amazzonia piange e noi ci allietiamo nel portare avanti campagne pseudo ambientaliste. Come scrive di tanto in tanto Massimiliano Lussana, la scelta di cosa stampare e pubblicare non è un vezzo, ma è un contributo diretto alla campagna ambientalista, al risparmio delle risorse, siano esse soldi pubblici o privati, energie personali, tempo speso, materie prime investite tra cui, appunto, la carta.
Fatta questa doverosa premessa, sapete sulla scrivania del sottoscritto quanta carta si è accumulata in un mese? Una cosa come venti volantini: tolte le festività, la media è di quasi uno al giorno. A leggerli tutti c’è da sentirsi male, fortuna che sono di carta di ottima qualità (a volte persino satinata) e il retro è bianco: non mancheranno le scorte della carta di brutta. Ma dite che anche altri avranno pensato al riutilizzo di questi volantini o – caso del cittadino medio – avranno afferrato frettolosamente il volantino messogli quasi con la forza nelle mani già occupate con borse, ombrelli e cellulari, vi avranno dato sì e no un’occhiata della durata che va dai due secondi netti al microsecondo abbondante, il tempo di realizzare che si può tranquillamente appallottolare e gettare via, magari pure per terra se nei paraggi non c’è un immediato cestino della spazzatura?

Rassegna di alcuni volantini (tra cui quelli a firma di ecologisti e supposti tali, ovvio). NO al decreto legge numero tal dei tali, NO a quel che dice l’emendamento n. xxx al comma yyy nella direttiva zzz, NO a tutta una serie di altri numeri, relativi ad altre leggi di cui il cittadino sarà sicurissimamente informato (ovvio, se ha seguito la campagna volantini a puntate non può non esserlo). L’importante è dire NO (maiuscolo prego). In fondo al medesimo una vignetta: «Non facciamo cazzate! … capito?» Mi sa tanto che la caz… è già stata fatta: redatta, sottoscritta e stampata: ce l’ho tra le mani.

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