Dal nostro inviato a Pechino per gli Sport della Mente

A Pechino al via le Olimpiadi della “mente”.
Ci scrive l’arbitro internazionale genovese Stefano Iacono.

Go-gioco

Dal 2 al 18 ottobre, sempre e ancora nella capitale dello Sport olimpionico di quest’anno, l’affascinante Pechino (e più precisamente nel Centro Conferenze Nazionale dell’area Olimpica), sono partite le Olimpiadi degli Sport della Mente, ovvero i primi ‘World Mind Sports Games’.

Le discipline previste sono Dama, Scacchi, Bridge e Go (antico gioco di origine giapponese). I partecipanti sono circa 3.000 provenienti da 143 Paesi.

Per la dama internazionale (100 caselle) la rappresentativa azzurra è composta da Roberto Tovagliaro di Savona, Roberto Di Giacomo di Latina e Daniele Redivo di Trieste impegnati nel torneo dal 3 al 18 ottobre. Per la dama inglese (64 caselle) invece a difendere i colori italiani saranno Paolo Faleo di Aosta, Mirco De Grandis di Venezia e Mirko Mancini di Cuneo dal 12 al 17 ottobre.

La rappresentativa azzurra per questa disciplina è completata da Daniele Macali di Latina, come assistente tecnico, e dal genovese Stefano Iacono, che fa parte dello staff arbitrale internazionale.

Ecco le notizie che ci ha mandato Stefano approdato nei giorni scorsi in Cina. Credo sia una bella occasione poterne dare lettura anche su questo blog.

Andrea Macco

Per avere qualche info in più, cliccare qui per leggere l’articolo uscito sulla Gazzetta dello Sport

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scacchi cinesiUn saluto a tutti dal vostro corrispondente estero che oggi è arrivato a Pechino!
Finora tutto bene tranne la colazione servita a bordo del volo AirChina (pollo e peperoni alle 5 di mattina seppur buoni non sono proprio quanto una persona si aspetta a quell’ora… considerato che per cena era stato servito pollo e anacardi vi potete immaginare come mi sento in questo momento: nostalgia del piatto di lasagne mangiate allo Spizzico di Fiumicino!!!).
Ma lasciamo da parte le amenità e passiamo alle cose serie: la sede di gioco di questa prima edizione delle olimpiadi dei giochi della mente è bella e, soprattutto, quello che conta, dotata di postazioni internet (per lo meno, per noi arbitri).

Ho qui davanti a me un bollettino, il numero 3 dello scorso 7 ottobre, che celebra le prime medaglie d’oro (a una russa e a un ucraino negli scacchi) e in cui all’interno ci sono due pagine dedicate al Go: un solo italiano in lizza su 37 partecipanti, per lui un onorevole 14o posto. Si tratta di He Zhimin.

Nel torneo di scacchi non ho visto giocatori italiani in tabellone mentre ve ne sono in quello di dama, ma vedro’ di essere piu’ preciso sulle loro performance nei prossimi giorni. Per ora i loro nomi: Roberto Tovagliaro di Savona, Roberto Di Giacomo di Latina e Daniele Redivo di Trieste.

Stefano Iacono, Pechino 11 Ottobre 2008

«Io, medico genovese senza frontiere vi racconto come ho curato la Cina»

La Staff di Medici Senza Frontiere in cui ha operato anche Chiara in Cina

La staff di Medici Senza Frontiere con cui ha operato chiara in Cina

Su il Giornale di oggi (12 Agosto 08) trovate un servizio di una intera pagina sull’opera di un’amica, la genovese Chiara Montaldo,  che lavora con i Medici Senza Frontiere. Dopo aver trascorso un anno in Cina, attualmente è in India. Periodicamente manda ad una serie di amici un piccolo resoconto della sua attività, che va dalla semplice nota personale ad una vera e propria testimonianza (spesso corredata da bellissime foto) su mondi a noi così lontani.

Lo scorso anno questa corispondenza aveva dato vita ad un Libro-Diario intitolato «Sono in Cina – Da Genova a Xiangfan con Medici Senza Frontiere» (Sagep editorie, 2007) di cui avevo scritto la recensione che potete leggere cliccando qui.

Dell’articolo di oggi vi propongo questo estratto riguardante in particolare le CONTRADDIZIONI che vive la Cina. Mi sembra altamente significativo.

«[…] L’omino del Mac Donald a fianco della gente povera di strada, le torri di Shangai e l’architettura cinese classica di Yicheng, le insegne luminose di Hon Kong e le pagode di Pechino, le scritte fatte rigorosamente a mano (l’arte della calligrafia è qualcosa di sacro) e quelle tecnologiche di ultima generazione… questa è la Cina. Vedi grandi insegne luminose della Coca Cola come nemmeno in Italia ci sono, ma poi i cinesi non la bevono quasi: tutti si portano sempre dietro una bottiglietta con del the bollente, e la ricaricano ovunque si trovino, perché sui treni e per le strade si trovano punti di distribuzione dell’acqua bollente.
Accanto alle grandi case farmaceutiche sopravvive molta medicina tradizionale cinese, fatta di medicine speziali che il medico realizza andando a cercare in montagna, di persona, le erbe che gli servono. Su una zattera giapponese tradizionale ci trovi la fotografa con tutta l’attrezzatura digitale che ti vende i propri scatti.
Ci sono dei contrasti enormi in Cina.
Le insegne stesse del comunismo sono un esempio di queste contraddizioni. Esse sono presenti ovunque. La foto di Mao è come un santino, tutti ce l’hanno. Non può mancare nelle scuole e università, ma la trovi anche nelle campagne sperdute. Ma è stata svuotata completamente dell’ideologia. La gente comune nemmeno sa bene chi sia stato Mao. La cultura è capitalistica. Se non hai soldi non hai nemmeno l’assistenza sanitaria: ti lasciano morire nell’atrio dell’ospedale. Da noi si presentava della gente con test Hiv falsificati perché li prendessimo. Ho visto una madre di famiglia pregare perché il marito risultasse positivo all’Hiv: solo così poteva sperava di ricevere assistenza sanitaria.

«Diventare ricchi è glorioso» è il motto di Deng Xiaoping, ed è diventato l’emblema di tutta la gioventù cinese. Una ragazza venne da noi per mostrarci la sua carta di credito: ne era così fiera che organizzò una festa apposta. I giovani cinesi, pur di guadagnare, purtroppo farebbero qualunque cosa. »

Per leggere l’articolo completo in pdf cliccare qui

“Un mondo, un sogno”

Un mondo, un sogno è il motto di queste XXIX Olimpiadi.

Vorrei davvero che queste parole si concretizzassero in gesti politici e sociali concreti e si incarnassero in atti di sportività e lealtà propri dello spirito decoubertiniano.

 

Rileggevo in questi giorni la storia delle olimpiadi dell’Antichità e ho rinvangato fatti interessanti. Mi limito a questi due:

1) I Giochi raggiunsero in Grecia una tale importanza che durante il loro svolgimento non si potevano dichiarare guerre, e quelle che erano in corso dovevano essere sospese.

2) Le Olimpiadi sopravvissero fino al 393 d.C.. La corruzione era entrata prepotentemente nei Giochi, il tramonto definitivo della cultura classica fece il resto: il vescovo di Milano Ambrogio chiese all’imperatore Teodosio l’abolizione delle Olimpiadi, cosa che avvenne.

Che ne pensate? Spazio nei commenti ai lettori che non son ancora fuggiti in vacanza o che non son esclusivamente dediti a fare i nottambuli per seguire le dirette pechinesi…