Natale… auguri ai compagni di cordata (se ci sono)!

Cordata sul M. Bianco

Cordata sul M. Bianco

Vorrei essere uno di quei puntini…lassù, dimenticato dal mondo, sul tetto del mondo, immerso nel fascino immenso e sublime della natura.

Vorrei avere pochi ma buoni compagni di cordata, cui dare sicurezza, cui ricevere sicurezza. Marciare allo stesso passo, al cenno d’una silenziosa intesa… Insieme godere di quella immensità, del vento la carezza, ma anche delle piccole cose di grande valore, come quella di una mano che scalda una mano…

Nella festa delle contraddizioni (questo è il Natale), il mio augurio a tutti i lettori…. e tu sarai compagno di cordata nel 2015?

Andrea, viandante e cercatore di Dio

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Le acqueforti incantate di Francesco Piazza

Treviso, culla dello scoutismo italiano (insieme a Genova, dove nacquero invece le gioiose di Mario Mazza). Una villetta isolata in un parco pieno di gufi, tortore, picchi rossi e picchi verdi: l’abitazione semplice e graziosa di Anna Maria Feder e suo marito Francesco Piazza, che furono due grandi scout e di cui i figli spirituali oggi portano avanti il ricordo e il pensiero.

Di tanti cimeli, quelli che mi hanno lasciato più impressionato sono le acqueforti di Francesco Piazza: incisioni che richiedevano un lunghissimo lavoro e in cui Checco metteva una dedizione totale e in cui faceva emergere tutto il suo spirito di osservazione verso la natura. Molto belle in particolare quelle con gli accostamenti tra paesaggi naturali e passi della Parola di Dio.

Penso che un cimelio se resta tale serva però a poco: spetta ale nostre vite renderlo ancora vivo. Come? Prendendo spunto. Non tanto dalle singole opere compiute, ma da quegli ideali che hanno mosso semplici e umili persone permettendogli di compiere cose grandi, opere di bene i cui frutti vivono ancora oggi nelle persone che le hanno respirate.

Ideali grandi più che emozioni forti.

Buona strada agli amici scout e a tutti i cercatori di ideali grandi!

Andrea

Una delle acqueforti di Francesco Piazza, tecnica di  incisione a zinco e stampa ad inchiostro molto elaborata:
solo i più bravi riescono a produrre dei capolavori


Link consigliati: vita e opere di Francesco Piazza, Checco Piazza educatore scout, Centro Studi “Ugo De Lucchi”

“Dio ci guarda, ma noi non lo capiamo”

Parlerò la prossima settimana della mia esperienza a Milano 3 e del Master molto bello che lì ho seguito. Parlerò la prossima settimana dell’ottimismo e del pensare in positivo. Parlerò la prossima settimana della voglia di successo che spinge l’uomo. Parlerò la prossima settimana.

In questi giorni taccio.

Dinanzi al Dio nudo, osteso, innalzato, donato.

Dinanzi all’uomo rimasto nudo di ogni cosa, senza casa, la sua sofferenza innalzata, senza più nulla da donare se non il proprio dramma.

Dio e l’uomo. L’uomo e Dio. Dio ci guarda – ha detto Alda Merini nel suo intervento sul terremoto in Abruzzo al Chiambretti Night di ieri sera – ma noi non lo capiamo.

Riporto di seguito le parole di  questa famosa donna “abbastanza credente” (così si è definita) che cerca lo sguardo di Dio.
Sono per chi se le volesse gustare nel silenzio che avvolge questi giorni.

Andrea

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Guarda dentro gli occhi

“…Si può vivere sotto una tenda, ma è meglio dormire sotto il cielo e guardare le stelle negli occhi.” (antico proverbio Tuareg)

Che bello potersi stupire, stupire della Natura e stupire pure dell’uomo che sa cogliere la grandezza della Natura. Perché, come diceva Kant, sublime non solo e’ l’immensamente grande e l’immensamente potente, ma sublime e’ soprattutto la mente dell’uomo che coglie questo sentimento e si innalza sopra di esso…

Una canzone di Vecchioni (Dentro gli occhi) dice ad un certo punto queste parole:

…i ricordi cambiano come cambia la pelle
e tu ne avrai di nuovi e luminosi come le stelle
e comunque vada
guardami dentro gli occhi
gli occhi ch’eran bambini
guardami dentro gli occhi.

Guarda dentro gli occhi, lettore sicuro o lettore smarrito, lettore arrivato o lettore in ricerca, lettore che capiti qui per caso o lettore affezionato. E abbi ancora il coraggio di stupirti e meravigliarti.

Andrea