Il Mistero del Carro in Giorgio da Castelfranco Veneto

Chi è rimasto incuriosito dal titolo verrà subito illuminato.

Iniziamo subito col dire che Giorgio da Castelfranco Veneto è meglio note come “Giorgione” e che “Il Mistero del Carro” altro non è che un “titolo alternativo” dato dai curatori della mostra (in questi giorni a Padova – Musei Civici agli Eremitani) al famoso quadro “La Tempesta”.

Perché allora il Mistero del Carro?  Ve lo svelerò, aggiungendo alcuni commenti su questa mostra che – va di moda così, forse per la crisi o forse per la semplice moda – risulta costruita tutta intorno ad un  unico quadro, un po’ come quella sul Bacio di Hayez (cliccare QUI)  presente sempre in questo periodo a Genova nel Museo del Risorgimento.

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Sant’Antimo come il Nome della Rosa

Ritorno da una quattro giorni con gli Scout nelle terre toscane, calde, assolte, bellissime. Colline di terra brulla alternate a vigneti d’uva dolce, quella destinata a diventare del buon brunello di Montalcino.

In mezzo a queste lande e colline che sanno ancora di semplicità, si trova – stupenda – la chiesa di Sant’Antimo. Un gioiello di architettura romanica, alcuni dicono fondata addirittura da Carlo Magno.

Non ho incontrato Guglielmo da Baskerville, ma ci è mancato poco: venerdì sera entro nella chiesa circondata da cipressi e ulivi e mi ritrovo in una luce soffusa di candele e lampade, la pietra chiara che si innalza tra capitelli, bifore e monofore, e un coro di canti gregoriani in latino che canta i salmi della compieta. Per un attimo smarrisco la cognizione del tempo: sono nel 2008 o nel 1008?

Bello riassaporare questa dimensione “perduta” della tradizione ecclesiastica. Probabilmente non seguirei tutti i giorni le liturgie in latino, ma semel in anno è da farsi.

Ho compreso forse per la prima volta, in maniera profonda, la scelta di Benedetto XVI di lasciare nuovamente aperta la possibilità della celebrazione delle liturgie in latino. E accanto a questa intuizione, si è pure ridestato in me il grande segreto nascosto nella liturgia delle ore: unendosi alla voce che si innalza da tanti conventi, chiese, monasteri, comunità sparse per tutto il Globo, essa diviene la stupenda occasione di pregare per il mondo e con il mondo. Al tempo del Nome della Rosa, come a quello attuale.

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Mt 24,35


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