Perché credo nei giochi e nelle gare matematiche

Ad una collega che mi ha posto in questi giorni la questione ho risposto, con l’immediatezza di quando ti chiedono quale sia il tuo nome, che constato ricadute didattiche immense. Un’altra collega, di lingue questa volta, qualche mese fa, osservando gli studenti che si allenavano per le gare, mi disse: “Tu sei un genio: hai trovato il modo di fargli fare esercizi di matematica facendo sì che siano loro a chiederteli e a volerli fare, e pure con passione e gusto. Guarda che entusiasmo!

“Il genio – ho commentato – è chi ha inventato queste gare. Ma quando si scova un’idea geniale sarebbe stupido non andargli dietro… specie se funziona!”

math team.png

Oggi, navigando, mi sono imbattuto nel maestro Gardner, e mi è ritornata in mente la collega che mi interrogava a riguardo, con un po’ di scetticismo (o forse semplice curiosità da parte di chi, in fondo, alle gare non si è quasi mai occupato se non come traguardo per le sole eccellenze – intese come una élite di soli 3-4 studenti). Eccovele, da sottoscrivere in tutto e per tutto:

«Ho sempre pensato che il modo migliore per rendere la matematica interessante è quello di presentarla come se fosse un gioco. A livelli superiori, specialmente quando la matematica è applicata a problemi concreti, può e deve essere terribilmente seria. Ma nessuno studente può essere motivato a studiare, ad esempio, la teoria astratta dei gruppi dicendogli che la troverà bella, interessante, o addirittura utile se diventerà un fisico delle particelle elementari. Sicuramente il miglior modo per tenerlo sveglio è quello di presentargli giochi matematici, puzzles, trucchi magici, giochi di prestigio, paradossi, modelli giochi di parole: insomma tutte quelle cose che gli insegnanti pedanti cercano di evitare perché sembrano frivole. Nessuno dice che un insegnante non debba fare altro che divertire i propri studenti. Deve esserci un interscambio tra serietà e divertimento: quest’ultimo tiene desto l’interesse, mentre la serietà giustifica il divertimento. Alla fine, lo studente potrà perfino essere sorpreso della quantità di matematica non banale che ha appreso senza neppure volerlo»            

Martin Gardner

Mathematics.jpg

Con Martin Gardner, progetto Giochi matematici

Ho presentato per il Piano Triennale dell’Offerta Formativa della mia scuola (il cosiddetto PTOF) il progetto Giochi Matematici. Il Collegio Docenti e il Consiglio d’Istituto l’hanno approvato e dunque posso presentarlo ufficialmente anche QUI.

copertina libro gardnerMi è piaciuto inserire all’inizio del progetto una frase di Martin Gardner, famosissimo enigmista e matematico statunitense divenuto celebre anche in Italia con i suoi libri. Il suo Enigmi e Giochi Matematici è tra quelli inseriti nella mia top-10. La citazione inserita è proprio tratta dalla bellissima prefazione presente in questo libro. La ripropongo pure qui:

“L’interesse delle grandi menti nel divertimento matematico non è difficile da comprendere, dato che l’attività creativa del pensiero spesa per argomenti di questo tipo è dello stesso genere di pensiero che conduce alla scoperta matematica e scientifica. Cosa è la matematica, dopo tutto, se non la soluzione di un indovinello?”

Martin Gardner – Enigmi e giochi matematici

Spero di poter continuare con passione e con un buon riscontro da parte dei miei studenti. Il feedback che ricevo è generalmente buono, anche se non tutti si sentono portati per una gara matematica ma… diciamocelo, chi non si è mai lasciato stuzzicare da un codice o da un indovinello? Tentare di risolvere un problema o uno schema logico in squadra credo poi sia ancora più stimolante….

E allora… ready, set… go!

AM

mathteammatics-teamlogo_1[1402677920000]