Quella farmacia chiamata “Libreria”…

libreria anima

Mia mamma da qualche mese ha affisso un cartoncino sulla libreria di casa nostra:

Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima.

sepolturaDa qualche tempo seguo su Google+ La Sepoltura della Letteratura, che così si presenta al pubblico: Semplicemente un contenitore di idee e di passioni; una fossa da cui rinascere con la forza dell’arte. Una pagina per conoscere un po’ di più il Mondo. E saltellando di citazione in citazione, questi illustri ma davvero simpatici sconosciuti letterati ci dicono che han scelto questo nome cercando ironicamente la bara più adatta  per le esequie di un’arte ancora lungi dall’esser morta…

E così mi permetto di ripubblicare una loro citazione che ben si sposa con quella scelta da mia mamma, non vi pare?

E a tutti i compagni di pianerottolo auguro allora una buona cura a base di buone letture!

Andrea

libreria farmacia

Due pensieri sul giornalismo

Mentre aggiorno la pagina delle Pubblicazioni, preparo anche la raccolta degli articoli del 2010. Cerco di scegliere una frase che rappresenti un po’ questa annata di collaborazioni giornalistiche. Dopo tanto scartabellare ne trovo una di Ugo Ojetti – giornalista italiano di inizio ‘900 – che un poco mi soddisfa (che troverete appunto nella nuova pagina QUI).

Ma quanta verità anche in questi due pensieri che lascio a voi lettori in questo post di passaggio!

Andrea Macco 

Per quel che riguarda il giornalismo moderno, non è affare mio difenderlo.
Giustifica la sua esistenza attraverso il principio darwiniano della sopravvivenza del più volgare.
Io ho soltanto a che fare con la letteratura.
(Oscar Wilde)

***

Non credo che il giornalismo sia privo di ogni nobiltà.
Ma oggi forse i tempi sono troppo stretti, i caporedattori troppo carogne e non credo ci siano giornali che non abbiamo delle linee guida.
Il giornalista sta in mezzo al fuoco incrociato.
Come può lavorare bene?
Come può avere il lettore come referente principale?
È un lavoro che richiede coraggio, io invece vedo solo arrivismo.
(Russell Crowe)