Guarda dentro gli occhi

“…Si può vivere sotto una tenda, ma è meglio dormire sotto il cielo e guardare le stelle negli occhi.” (antico proverbio Tuareg)

Che bello potersi stupire, stupire della Natura e stupire pure dell’uomo che sa cogliere la grandezza della Natura. Perché, come diceva Kant, sublime non solo e’ l’immensamente grande e l’immensamente potente, ma sublime e’ soprattutto la mente dell’uomo che coglie questo sentimento e si innalza sopra di esso…

Una canzone di Vecchioni (Dentro gli occhi) dice ad un certo punto queste parole:

…i ricordi cambiano come cambia la pelle
e tu ne avrai di nuovi e luminosi come le stelle
e comunque vada
guardami dentro gli occhi
gli occhi ch’eran bambini
guardami dentro gli occhi.

Guarda dentro gli occhi, lettore sicuro o lettore smarrito, lettore arrivato o lettore in ricerca, lettore che capiti qui per caso o lettore affezionato. E abbi ancora il coraggio di stupirti e meravigliarti.

Andrea

Immenso umano Dio

Rientro a Genova. Umido e afa mi accolgono.  Solo ieri sera mi trovavo sul massiccio di roccia che vedete qua in foto, a 3847 m sul livello del mare, l’Aiguille du Midi, sull’immenso ghiacciaio del Monte Bianco.

Ho compiuto la Grande Traversata di quella che è definita l’Ottava Meraviglia del Mondo, la Cattedrale di Ghiaccio d’Europa. 

E’ stata un’esperienza indescrivibile, una volta nella vita la consiglio a tutti, basta un po’ di cautela con i dislivelli per chi soffre di cuore. Ma la vista, posso assicurare, è immensa, oltre l’umano.

Ti fa sentire piccolo e, come diceva Kant, dinanzi alla Natura così grande, così potente, avverti qualcosa di nuovo e unico: il sublime. Il sublime dei monti, il sublime dei ghiacciai, il sublime degli spazi infiniti, il sublime della bellezza, il sublime dell’Altissimo, l’immenso umano Dio.

Già, pure umano questo immenso Dio. Perchè si comprende che sublime è anche la mente dell’uomo, che riesce a cogliere una simile grandezza. l’Altissimo innalza, trasfigura la nostra umanità, la chiama a vette che solo Lui conosce, le vette che colmano l’infinito dei cuori e che, in qualche misura, tutti sentiamo dentro, come sete di assoluto, di libertà. 

***

Non solo per questo parlo dell’immenso umano Dio.

Spulcio la settantina di e-mail che sono arrivate durante la mia assenza. Tolte le newsletter, i comunicati stampa e le pubblicità varie, restano una dozzina scarsa di lettere dense di umanità.  Si tratta di amici che mi fanno commuovere per quello che scrivo.

Uno di essi, trafitto da un tumore all’occhio diagnosticato dall’oggi al domani, ha dovuto rivoluzionare la sua esistenza e aggrapparsi più che mai alla fede che, come sempre, passa attraverso mani umane, quelle dei medici e della scienza che progredisce. Da 7 mesi di vita che gli avevano dato, passa ad una diagnosi a prognosi aperta, ma con la vista irreparabilmente compromessa. Miracolo di una fede, ma, se penso che io ieri, con il dono della vista, godevo di paesaggi che il mio amico, probabilmente, non potrà più assaporare, allora  il mo cuore si apre a sentimenti altrettanto indicibili…

Poi, sempre oggi, il mio cammino di cercatore di Dio viene illuminato dalla testimonianza di un altro amico, un sacerdote che, con una serenità che ha del miracoloso, si rimette all’obbedienza del suo vescovo. Io mi scaldo, mi accendo, al suo posto non ci starei. Lui mi insegna, ancora una volta, la via dell’umiltà. Quella che porta a scalare le vette più alte, quella scelta da questo Dio che faticosamente cerco, questo immenso umano Dio.

Andrea

 

PS: dai prossimi giorni riprenderanno i consueti post. Questo era dedicato a chi mi continua a seguire, chi chiede notizie, chi vista il blog anche quando è in ferie (ebbene sì, siete sempre in tanti, tra il mo stupore) e di chi, persona che non conosco di persona,  mi manda persino una cartolina per dirmi che continua a leggere i miei articoli. Se tutto questo accade, giungo alla conclusione che non è merito mio: temo proprio che Dio, per vie imperscrutabili, ci metta davvero tanto del suo.