concorso InventiON: vince il Magnetic Iron Detector (MID)

Si è concluso il concorso InventiON che avevo pubblicizzato su questo blog inserendolo nelle notizie in rilievo. Ebbene, la proclamazione del vincitore dà soddisfazione alla staff genovese che ha inventato, progettato e realizzato il MID, primo e unico prototipo mondiale in funzione all’Ospedale Galliera di Genova (vi ha preso parte anche il sottoscritto per un intero anno).

Ecco il comunicato.

InventiON

A Milano premiate le invenzioni tecnologiche provenienti da tutta Italia

Premiati i 4 vincitori del concorso di idee InventiON, indetto da Alintec in collaborazione con Nòva24 – Il Sole 24 Ore, nelle quattro categorie coinvolte: Alimentazione e salute, Energia e sostenibilità ambientale, ICT e Arte e design.

 La premiazione si è svolta giovedì 22 aprile presso Palazzo Giureconsulti, dove sono stati presentati dal Prof. Sergio Campodall’Orto, Direttore Generale di Alintec, i risultati del concorso: 70 invenzioni proposte, 15 per Alimentazione e salute, 19 per Energia e sostenibilità ambientale, 19 ICT, 17 Arte e design. Dopo la selezione di una giuria di esperti, sono stati scelti i 12 finalisti pubblicati sul sito www.innovationcircus.it dove il pubblico, con più di 9.000 voti, ha contribuito a decretare i vincitori.

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Votazione per INVENTION 2009

Il progetto MID (Magnetic Iron Detector), cui ha collaborato anche il sottoscritto,  è stato scelto fra i tre progetti finalisti per la sezione  Alimentazione e salute del concorso INVENTION 2009 patrocinato dal Novà 24Il sole 24 ore e da altri enti istituzionali-goverantivi.

Il vincitore sarà scelto dal voto espresso tramite il sito www.innovationcircus.it.

La votazione avrà termine il 31 marzo 2010.

Chiedo ai naviganti e ai compagni di pianerottolo  di visitare il sito in questione ed esprimere il loro voto. Ciascuna delle invenzioni selezionate è presenta un breve video descrittivo.

Il video del MID a cura del prof. Marinelli e del Centro della Microcitemia dell’Opsedale Galliera di Genova è il terzo della categoria “Alimentazione e salute”. 

Chi volesse esprimere il proprio pensiero, anche in merito alle varie invenzioni selezionate all’interno del concorso, è libero di farlo  nei commenti.

Andrea Macco

Il mio Addio con le parole del Manzoni

Domenica sono stato, stupenda giornata di febbraio limpida e tersa, a Lecco sull’omonimo lago (in vero si chiama Lago di Como ma guai a dirlo agli abitanti della zona). Volevamo andare a visitare i luoghi manzoniani, ma ci siamo trovati in una tipica situazione all’italiana: senza indicazioni e con scarsissima valorizzazione delle mete da raggiungere. Per fortuna esiste il dono della comunicazione e chiedendo agli autoctoni, qualcosa abbiamo vistato.

Naturalisticamente parlando posti magnifici, ma vederli con gli occhi del Manzoni e’ tutt’altra cosa. Ho compreso la grandezza dello scrittore, che usa la penna come fosse il pennello di un artista.

E li’, in riva all’Adda, tra le barche dei pescatori ormeggiate e gli alberi spogli, un sasso nudo e spoglio riporta i primi versi dell’Addio ai monti di Lucia.

Me lo son riletto e pensavo, in questi giorni di cambiamenti, che e’ proprio il mio canto di adesso.

Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/…

Cambio lavoro, lascio dopo un anno l’Ospedale Galliera. Qui ho imparato molto, ma ho pure passato mesi di fatica. Umanamente parlando ho incontrato persone molto valide  che ringrazio una per una; sul lato professionale, invece, spero di approdare ora a lidi migliori. (Si veda anche il post dello scorso 11 dicembre).

Tutto si trasforma, il cuore dell’uomo si rinnova, la speranza del nuovo si accompagna all’incertezza del divenire. E a te, te che col cuore mi accompagni nel mio pellegrinare errabondo, a te che affetto e stima mi dimostri, compagno o compagna d’armi, d’avventure, di sogni, di speranze innominate, a te il mio sentito grazie per la vicinanza nell’ora presente, a volte cosi’ tormentata.

Andrea

 

Addio/ monti sorgenti dall’acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de’ suoi familiari/ torrenti- de’ quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//

Alla fantasia/ di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/ Quanto più si avanza nel piano/ il suo occhio si ritira/ disgustato e stanco/ da quell’ampiezza uniforme/ l’aria gli par gravosa e morta/ s’inoltra mesto e disattento/ nelle città tumultuose/ le case aggiunte a case/ le strade che sboccano nelle strade/ pare che gli levino il respiro/ e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero/ pensa/ con desiderio inquieto/ al campicello del suo paese/ alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso/ da gran tempo/ e che comprerà/ tornando ricco/ a’ suoi monti//

Ma chi/ non aveva mai spinto/ al di là di quelli/ neppure un desiderio fuggitivo/ chi/ aveva composti in essi/ tutti i disegni dell’avvenire/ e n’è sbalzato lontano/ da una forza perversa!/ Chi/ staccato a un tempo/ dalle più care abitudini/ e disturbato nelle più care speranze/ lascia que’ monti/ per avviarsi in traccia di sconosciuti/ che non ha mai desiderato di conoscere/ e non può/ con l’immaginazione/ arrivare a un momento stabilito per il ritorno!/ Addio/ casa natìa/ dove/ sedendo/ con un pensiero occulto/ s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni- il rumore d’un passo aspettato/ con un misterioso timore/ Addio/ casa ancora straniera/ casa sogguardata tante volte alla sfuggita/ nella quale la mente- si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa/ Addio/ chiesa/ dove l’animo tornò tante volte sereno/ cantando le lodi del Signore/ dov’era promesso/ preparato un rito/ dove il sospiro segreto del cuore- doveva essere solennemente benedetto/ e l’amore venir comandato/ e chiamarsi santo/ addio!// Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto/ e non turba mai la gioia de’ suoi figli/ se non per prepararne loro- una più certa e più grande.