E’ giusto vietare i simboli della tirannia?

Mentre in Italia e in vari stati d’Europa si discute se sia il caso di levare o no il crocifisso dalle aule scolastiche, è uscita una interessante notizia riguardante tutt’altri simboli. Parliamo della Polonia  dove il parlamento ha appena stabilito che saranno proibite le bandiere rosse e tutti i simboli della tirannia comunista.

Ecco uno stralcio dell’articolo:  

Stop alle bandiere rosse!

Polonia: legge vieta simboli comunisti

Giù i poster di Che Guevara dai muri delle camere degli studenti in tutto il territorio polacco. Via le t-shirt con falce e martello. Vent’anni anni dopo la caduta delle statue di Lenin nell’est Europa, il governo polacco ha deciso di completare il lavoro. Così nessuno potrà più sventolare una bandiera rossa neanche per scherzo.

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Che pensate di questa decisione? Giusto proibire i simboli della tirannia o si rischia di ledere la libertà di espressione?

Diritti, diritti, diritti!

Leggo in questi giorni che il Presidente Napolitano, il Ministero per le Pari Opportunità  e autorità varie hanno lungamente dibattuto sul tema dei Diritti delle donne (9 e 10 settembre Roma ha ospitato la Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne, iniziativa promossa della Presidenza italiana del G8 – Per chi vuol saperne di più, cliccare qui). Molto bene, difendiamo i diritti, specie per quelle situazioni e quegli Stati dove appaiono davvero calpestati.

Leggo poi sui giornali un eterno tema che prosegue da tempo: i diritti degli omosessuali. Giusto e doveroso non discriminarli, nè ghettizzarli, ci mancherebbe. Così come è doveroso parlare di diritti dell’accoglienza, per ogni persona, cittadino italiano o straniero che sia.

E avanti ancora nei TG e sulla bocca delle persone: diritti delle coppie, sposate e non sposate. Diritti, ovviamente e più che santamente, dei bambini e dei neonati (ma non di quelli ancora nelle pance delle mamme… lì i diritti sono solo delle mamme!)

E di certo qualcosa mi sto dimenticando… in questi giorni, con le polemiche sulla stampa e i giornali sollevate da Governo e opposizione, più che mai importante il diritto di stampa, quello di replica, quello di controreplica. Diritto di espressione e di controespressione.

Diritti per i calciatori di guadagnare quanto più gli aggrada e diritti per i presidenti delle società di spendere quanto più vogliono, diritto dei tifosi di tifare come vogliono e diritto per chi vuole bere di bere, per chi vuole fumare di fumare e per chi vuole drogarsi di farlo. Diritto di vita e di morte. Diritto per le piante e per gli animali (che diritti non si sa bene, ognuno ci mette quelli che vuole, ma l’importante è dire diritto!).

Insomma, tutti rivendicano diritti. Si parte da iniziative buone e giuste, si sfocia talvolta, come ho cercato di mostrare, nell’assurdo, nel ridicolo.

E in tutto questo, una sola domanda resta elusa, tremendamente senza risposta: E i doveri?