Neutrini, queste bizzarre particelle

Da più voci mi viene chiesto di commentare la notizia relativa all’esperimento messo a punto dal CERN di Ginevra con cui sembrerebbe che i neutrini abbiano superato la velocità della luce (QUI la notizia dal Corriere della Sera corredata anche di alcuni video esplicativi; QUI il paper ufficiale che descrive accuratamente l’esperimento).

Il mio modestissimo e  molto poco autorevole commento:

La misura è cosi “complicata” che potrebbe davvero essere affetta da errori. E comunque è un risultato che riguarda delle particelle che già di per se’ violano le normali leggi della Fisica fino ad oggi conosciute (i neutrini sono di tre famiglie, e inspiegabilmente un membro di una famiglia può “trasformarsi” in uno di un’altra. Questo fatto è chiamato “oscillazione” ed era il motivo per cui è stato fatto questo esperimento, da cui ora è nato questo altro bizzarro risultato).

Che per i neutrini possa valere un qualche tipo di fenomeno che fino ad oggi le Leggi della Fisica non hanno spiegato era già risaputo (o comunque dato come altamente probabile), che questa cosa riguardi anche le fluttuazioni della velocità di gruppo è da vedere. Potrebbe anche trattarsi di un effetto che combina la velocità di fase (immaginate un’onda e le sue creste. Queste all’interno dell’onda possono muoversi con una velocità superiore a quella della luce – fatto già noto da tempo-  ma complessivamente l’onda si muove sempre a velocità inferiore) con quella di gruppo del treno di neutrini (infatti non si tratta di un singolo neutrino, ma sempre di fasci, cioè gruppi, cioè “onde” di particelle.

IN DEFINITIVA: i fattori da considerare sono così tanti che prima è necessaria una conferma indipendente da altri laboratori, quindi uno studio attendo di queste singolari particelle.

 Io a mettere in subbuglio tutta la Fisica fin’ora nota ci andrei coi piedi di piombo…

Einstein - secondo alcuni la scoperta fatta al CERN sui neutrini metterebbe in dubbio tutta la sua Teoria

Intreccio quantistico: stando ai fatti (II puntata)

Riprendo la pubblicazione della dissertazione portata avanti da Paolo Diodati, ordinario di Fisica presso l’Università di Perugia, che mi ha chiesto di ospitare su queste pagine web e che molto volentieri inserisco. Credo infatti che questo approfondimento scientifico che costituisce una forte replica ad un articolo apparso su Le Scienze, appartenga pienamente allo stile dell’Universo in Clessidra.

Ricordo che la prima puntata di introduzione all’argomento fu pubblicata lo scorso 1 dicembre: Gli intrecci sull’Intreccio quantistico (Entanglement).

Buona lettura!

Andrea Macco

Paolo Diodati: Intreccio quantistico: stando ai fatti (2)

Sunto. Se due particelle A&B, sono intrecciate quantisticamente, le informazioni ottenute in un istante t, da misure effettuate sullo stato di una di esse (per es. A) sono trasferite sullo stato in cui si trova l’altra (B), allo stesso istante t. Si tratta, perciò, solo di trasferimento di un’informazione sullo stato della particella su cui non abbiamo effettuato la misura. Poiché le due affermazioni sono relative a uno stesso istante, si parla di trasferimento istantaneo dell’informazione.

 In nessun lavoro teorico si parla di trasferimento di energia o di massa da una particella all’altra.

 In nessun lavoro sperimentale è stato messo in evidenza il trasferimento, di una forza o di una massa, avvenuto in base a fenomeni ignoti e inspiegabili.

 Riprendiamo il discorso iniziato con “Attacco alla Relatività… a scoppio ritardato”. Avevamo fissato l’attenzione sull’esempio divulgativo: «un pugno a Napoli può rompere un naso a Milano» (Le Scienze, 489, maggio 2009, pag.42). Così, manipolando alcune vignette di Giannelli, possiamo dire che una scarpa lanciata da Di Pietro a Milano, contro Berlusconi, assieme a una bomba piazzatagli vicino, per far fuori il suo bersaglio di sempre, colpiscano “l’alleato”, Bersani nella sua Bettola natia.

  Esempio per esempio, una massa tumorale eradicata a Napoli, fa scomparire un tumore a Milano. E abbiamo interpretato le guarigioni miracolose. L’omeopatia acquista una spiegazione banalissima: antibiotici dati a Napoli, guariscono un broncopolmonitico grave a Milano che beve acqua, anche non dinamizzata. Stessa soluzione per il delitto di Cogne. Le pugnalate date a Messina, hanno ucciso Emanuele. Peccato che Taormina ignorasse il mistero dell’entanglement, altrimenti l’avrebbe tirato in ballo. Per non parlare delle sedute spiritiche in cui alcuni fantasmi spifferano notizie comunicate immediatamente alla stampa e che poi si rivelano sorprendentemente vere.
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Gli intrecci sull’Intreccio quantistico (Entanglement)

  Uno degli argomenti della Fisica moderna e contemporanea che più solletica le menti dei non addetti ai lavori è senza dubbio la Meccanica Quantistica. Questo credo sia essenzialmente dovuto a due cause.  

Primo: è un approccio alla descrizione del mondo microscopico che apre molti interrogativi; secondo: ci pone dinanzi a fatti e comportamenti della realtà che non fanno parte dell’esperienza umana corrente (essendo il nostro mondo macroscopico, ovvero su scale dimensionali molto maggiori di quella del mondo dei quanti, ovvero delle particelle elementari). 

Se si combinano le due cause qui individuate, si comprende il perché prolifichino i cultori di fantascienza anche del mondo quantistico (un tempo erano prevalentemente la Relatività, con viaggi a velocità della luce, e la Cosmologia, con SuperNovae, Stelle di Neutroni e Buchi Neri, a fare la parte del leone…). Non solo. Anche alcuni Scienziati e talune riviste corrono dietro ad applicazioni fantascientifiche degli studi – spesso ancora incerti e non ben definiti – della Meccanica Quantistica.  

I risultati?  

 Uno ce lo mostra Paolo Diodati, Ordinario di Fisica Applicata di Perugia, con due articoli che mi ha chiesto di ospitare su questo Blog e che ben volentieri accolgo. Ecco il primo.  

Andrea Macco

Paolo Diodati: Attacco Alla Relatività… a scoppio ritardato (1)

“Attacco alla Relatività”, si legge a grandi lettere, sulla copertina de Le Scienze del maggio scorso, dove campeggia una delle immagini più stralunate e pazzoidi del viso di Einstein. All´interno si trova poi, sull´argomento, un editoriale del direttore Cattaneo. Uno dei tanti, caratteristici del bla-bla di Cattaneo e Bellone. Editoriale che anticipa un articolo di rassegna di ben otto pagine su un argomento nato teoricamente nel 1935, noto come entanglement quantistico (intreccio quantistico) e chiarito definitivamente in modo sperimentale 28 anni fa, con la dimostrazione fornita da Alain Aspect, Philippe Grangier e Gerard Roger dell´Institut d’Optique Theorique et Appliquèe, Universite Paris-Sud, F-91406 Orsay, France.

 A lettura ultimata di editoriale e rassegna, si conclude: ATTACCO ALLA RELATIVITÀ…. A SCOPPIO RITARDATO.

Ovvero, much ado for nothing (molto chiasso per nulla).

Non si capisce, infatti, quale sia la novità che giustifichi titolone in copertina ed editoriale.

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La cosa più incomprensibile dell’Universo

sistema solare“La cosa più incomprensibile dell’Universo è che esso sia comprensibile”

Albert Einstein

Questo pensiero è stato posto all’ingresso di una mostra di immagini e foto artistiche e spettacolari sul Sistema Solare presente al Festival della Scienza di Genova.

Proprio in questi giorni discutevo con uno studente di Fisica del come gli scienziati riescano a dire quel che dicono della Natura e della realtà che ci circonda. Come nasce una Legge Fisica? E come facciamo a capire se è valida?

Einstein, come secoli prima Galilei, avevano compreso che la Natura non è impenetrabile alla mente dell’uomo. Ma ha una struttura che, per quanto complessa, può essere decodificata, analizzata. Fino al portento di arrivare alla previsione. E’ il Fisico il vero mago: prevede l’evoluzione del moto dei corpi, prevede talvolta persino l’esistenza di particelle ancora non scoperte (e quindi, successivamente, effettivamente trovate) o di pianeti, come accadde con gli ultimi pianeti del sistema solare previsti e poi rivelati alla fine dell’800. Un trionfo.

Ma restano tante cose ancora da scoprire. Einstein ci ricorda che la mente dell’uomo può essere più grande del mistero che le avvolge.