Vivere la Settimana Santa

FARE PASQUA!

Non è sufficiente meditarla, fosse anche con un animo trepido e commosso, occorre riviverla e riprodurla. Le feste liturgiche non sono semplice commemorazione: ma presentano motivi di imitabilità.

Col Cristo occorre morire, in Cristo occorre risorgere.

La Sua morte è redentrice, la Sua risurrezione è la prima di molte.

Anche per noi verrà: nel “Giorno – il “Suo” – in cui tutte le cose fioriranno”.

La Pasqua è per ciascuno di noi una scelta: o accettiamo il Cristo risorto, e perciò Dio vincitore e liberatore, o siamo perduti con i nostri peccati.

È scelta tra la morte e l’eterno, tra l’infinito e il nulla.

Fare Pasqua diviene dramma interiore, di noi con noi stessi: e per uscirne occorre la fede, che supera ogni limite umano.

Mons. Andrea Ghetti, detto “Baden”

Con le parole di un grande Assistente Scout (nonchè una delle Aquile Randagie durante il periodo di clandestinità dello Scautismo) di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, BUONA SETTIMANA SANTA A TUTTI I CERCATORI DI DIO E A TUTTI I COMPAGNI DI PIANEROTTOLO E VISITATORI DI QUESTO BLOG!

L’«eroico quotidiano»

San Giorgio contro il drago
23 Aprile, festa di San Giorgio. Un martire eroe… il drago sconfitto (paradigma in verità del male che vuol ergersi con mille teste e mille fuochi intorno a noi), le armate nemiche,  ma in generale pure la figura stessa del cavaliere possono apparire talvolta “distanti” da nostro mondo. Oppure richiamare la nostra attenzione solo alle grandi imprese eroiche di chi si sa spendere quando accade qualcosa di grave, si veda il terremoto in Abruzzo, una inondazione, un cataclisma naturale…

Eppure c’è anche un modo di essere eroi molto più spicciolo, l’eroico del quotidiano.

Usava questo termine don Andrea Ghetti, detto Baden, uno di quegli Uomini che definirono le basi del metodo e dello spirito del Roverismo Cattolico Italiano (da non confondere con l’altro Baden, Baden Powell, il fondatore del movimento Scout vero e proprio).

Oggi tutti gli Scout del mondo, intorno alle ore 19, hanno rinnovato la loro Promessa Scout. Il fulcro intorno a cui essa ruota è il Servizio (gratuito e disinteressato) del Prossimo. Ecco allora le parole di Baden in merito, eccole qui per i lettori anche non scout ma che hanno la voglia di cogliere un granello di bene anche da questo modo a volte distante dal modo di vivere di tanti:

 

Ho ripetuto più volte nei Consigli di Clan e nei Capitoli che — superato il Noviziato — non si può restare nel Clan senza un Servizio.

È logico: un Rover che pensi di fare solo il Rover «per sé» partecipando a qualche uscita o chiedendo la parola per dire il suo parere a qualche «gruppo di studio» è ormai fuori dallo spirito del Movimento.

Per ottobre la maggior parte di noi dovrà avere un «Servizio»: approfittiamo di questi mesi che mancano per dare gli ultimi tocchi alla nostra personale formazione.

Servire significa donare il meglio di noi per gli altri, significa dimenticarsi per gli altri, significa soprattutto uno spirito di generosa donazione.

Fatta di interiori silenzi, di preghiera intensa e di sacrificio umile e nascosto: di quell’«eroico quotidiano» dal quale …
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