Autunno in Montagna

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Autunno in Val d’Ayas – foto Andrea Macco

L’autunno è la mia stagione preferita. Ha dei colori unici, c’è un’aria frizzante, le giornate sono limpide e terse. Inizia il freddo, ma non troppo, la natura si prepara all’inverno e saluta l’estate con uno scoppiettio di scintille luminose che vanno dal rosso ambrato al giallo camoscio.

Alzate il volume e gustatevi il video…!

Andrea Macco

 

Andrea Macco

 

Inizia l’avventura del Mondiale nel “nuovo mondo”: l’Africa

Avventura nel nuovo mondo. Non l’America, non le Indie. Ma l’Africa. È il primo mondiale nel Continente più antico, quello dove nacque la vita. Sorprendente che la storia del calcio internazionale lo avesse snobbato per così tanto tempo, un continente povero ma ricco al contempo, povero economicamente, ma ricco di emozioni, di colori, e, soprattutto di gioia. C’è chi addirittura soffre di mal d’Africa e chissà che non venga anche a qualche giocatore delle nazionali più quotate e che allora non si ripeta anche in futuro l’esperimento.

Insomma, prima le Olimpiadi in quel di Pechino, poi il Mundial sudafricano: lo sport si affaccia verso antichi nuovi mondi per regalarci emozioni nuove e crescenti. Chi vincerà? Spero chi giocherà il calcio più bello. In fondo il Mondiale è seguito anche da chi, di calcio, se ne intende poco: c’è la voglia di un gustoso spettacolo. Africa, non deluderci: il Campionato Mondiale è iniziato!

Andrea Macco

Autunno. Stagione delle metafore

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

(Vincenzo Cardarelli)

foglie d'autunno - foto A.Macco

Autunno, da sempre la stagione più ricca di sorprendenti colori. La stagione stessa ti sorprende, giornate fredde ma terse e giornate cupe e uggiose, in cui le fronde sono sbattute dal vento come l’anima sembra essere sbattuta, talvolta, dagli eventi della vita.
Nell’autunno Cardarelli coglie una metafora della vita che si spegne; personalmente ci vedo il continuo mutare dell’animo umano che, errabondo, cerca nuovi colori, nuovi venti per placare la sua inquietudine.
L’aria tersa è come se suggerisse agli occhi dell’anima di guardare lontano e poi ancora più lontano… il freddo che come un brivido percorre la terra è come se invitasse a godere del calore delle persone che si hanno vicine, della presenza dell’amico che riscalda, degli affetti che puri e gioiosi ci fanno riscoprire in una risata la gioia di vivere, e non di morire.

Andrea