Non c’è solo l’Italia anticristiana

A fare da spalla al precedente post, una bella riflessione tratta dal blog dell’amico Andrea Tornielli. Riflessione che riporta la situazione dei cristiani in Pakistan (ma credo che purtroppo valga anche per altre parti del mondo) e che dipinge efficacemente il difficile momento che il Cristianesimo sta avendo.

Augurando a tutti i lettori e compagni di pianerottolo di vivere una buona settimana verso la Pasqua (sarà ancora la festa centrale dei Cristiani?), vi lascio alla lettura.

Andrea Macco

Se di cristianesimo si muore…

Siamo ormai alla vigilia della Settimana Santa. Vorrei invitarvi a non dimenticare i cristiani che oggi nel mondo soffrono e muoiono a motivo della loro fede, com’è avvenuto due giorni fa in Pakistan, dove un autista è stato arso vivo perché non si voleva convertire all’islam.

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Un’Italia anticristiana

Mi hanno segnalato un interessante e inatteso intervento sull’Italia anticristiana. La firma è di Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera del 21 Marzo 2010. Un’analisi attuale che sorprende per la sua disarmante lucidità.  Non voglio aggiungere altro per non levare spazio alla lettura dell’articolo. Il mio e vostro parere in merito nei commenti.

Andrea Macco

 

Un’Italia anticristiana

Sempre più di frequente il discorso pubblico delle società occidentali mostra un atteggiamento sprezzante, quando non apertamente ostile, verso il Cristianesimo. All’indifferenza e alla lontananza che fino a qualche anno fa erano la regola, a una secolarizzazione per così dire silenziosa, vanno progressivamente sostituendosi un’irrisione impaziente, un’aperta aggressività che non è più solo appannaggio di ristrette cerchie di colti, come invece avveniva un tempo. Il bersaglio vero e maggiore è nella sostanza l’idea cristiana nel suo complesso, come dicevo, ma naturalmente, non foss’altro che per ragioni numeriche e di rappresentanza simbolica, sono poi quasi sempre il cattolicesimo e la sua Chiesa a essere presi in special modo di mira. Dappertutto, ma, come è ovvio, in Italia più che altrove.

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