Nuove avventure?

Old vintage compass on ancient map

Un nuovo anno scolastico è iniziato e ci sono stati molti cambiamenti… spesso quando si battono nuovi mari la rotta da tracciare non è subito chiara: i venti son mutati, le correnti diverse… e subito la burrasca ti sorprende. L’imbarcazione attrezzata e l’equipaggio esperto di certo – direte voi – non si faranno sorprendere ma… chi può dire di esserlo veramente e fin in fondo?!?

Son sincero: sono un po’ spaventato. Il sapore di nuove sfide mi attizza e la voglia di studiare le nuove mappe c’è: compasso, sestante, bussola e via… con vecchi (pochi) e nuovi (tanti, tantissimi….) compagni di viaggio. Ce la farò? Ce la faremo?

Io ce la metterò tutta e spero anche le mie nuove classi.  Ai ragazzi del Liceo Socio Economico del Pertini, agli studenti ed ex studenti del Santa Maria Immacolata non mi resta che augurare un anno da intrepidi navigatori: in fondo non serve una Perla Nera, né un Tardis, nè un astronave in grado di fare la rotta di Kessel in meno di 12 parsec per vivere nuove avventure… ma la voglia di fare e di ascoltare le voci ora del Capitano, ora degli uomini sul ponte, sì!

Avanti ciurma!

Andrea Macco

 

Dovunque vorremo andare, andremo. Una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un ponte o delle vele. Sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è… ciò che la Perla Nera è in realtà… è libertà.Jack Sparrow

 

Fu vera gloria? L’eroismo oggi

Apro una riflessione di attualità con un articolo che tocca una disarmante verità: quella della visione comune dell’eroismo.  De Falco viene considerato “eroe” perchè ha bastonato “il cattivo” e nell’immaginario marveliano il buono è il super-eroe che colpisce i cattivi e ne fa piazza pulita e questi – De Falco –  si e’ calato bene in questi panni.
Forse servono anche questi eroi, ma c’è solo questo eroismo?
Nei commenti il mio e il vostro pensiero
Andrea Macco 

Russell Crowe interpreta il Capitano eroico Jack Aubrey in "Master and Commander - Sfida ai confini del mare"

Se la normalità diventa eroismo
Molti stranieri ci osservano e non capiscono

Come moltissimi italiani, ho ascoltato con attenzione i quattro minuti di conversazione tra il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e Gregorio Maria De Falco, comandante dalla Capitaneria di Porto a Livorno. Mi è sembrato il colloquio concitato tra un uomo di mare spaventato e inadeguato e un altro uomo di mare, competente e consapevole. Scopro perciò con stupore che De Falco è il nuovo eroe della rete (cercate su Twitter #defalco). Sono certo che l’interessato sarà altrettanto sorpreso. Come altri quella notte – sulla nave e a terra – ha fatto tutto ciò che poteva in circostanze drammatiche. Lo stesso, purtroppo, non si può dire del comandante Schettino e di altri ufficiali di bordo. Se la normalità è diventata eroica, in Italia siamo nei guai.
Ma non è così – non ancora. Milioni di connazionali – spesso per pochi soldi – fanno il proprio dovere: da nord a sud, di giorno e di notte, in terra nell’aria e per mare. Forse lo abbiamo dimenticato, se l’evidenza di questa serietà diventa fonte di stupore. O forse abbiamo bisogno di applaudire i competenti, come antidoto ai troppi superficiali. La rete, in questi giorni, pullula di antropologia spicciola e considerazioni sconsiderate. C’è chi scrive «ma quando la smetteremo di lasciare il comando ai napoletani?» (dimenticando la lunghissima e gloriosa tradizione marinara della regione); e chi, con troppa fretta e semplicismo, ha trasformato i due uomini in personaggi conradiani, rappresentazione del coraggio e dell’ignavia, della forza e della debolezza, del bene e del male. Molti stranieri ci osservano e non capiscono. Aspettatevi che dicano, nei prossimi giorni, quello che scrive Margherita Masotti (twitter/mstmgh) da Grosseto: «Chapeau a defalco, ma è possibile che la tragica mancanza di professionalità di alcuni renda speciali le persone normali?» 122 caratteri, e c’è tutto il necessario.

da Corriere.it