Quel sorriso che fa fare strada…

scoutbaton“Un sorriso è una chiave che apre molti cuori” diceva Robert Baden-Powell, il fondatore dello scautismo. E in un altro passo aggiungeva: “Un sorriso fa fare molta più strada di un brontolio”.
Credo sia vero e credo che per i cuori brontoloni e a volte un po’ puntigliosi e pignoli questo valore del sorriso vada scoperto e riscoperto in continuazione.

L’articolo che segue di Attilio Grieco dal numero 58 di “Collegamento IPISE” (Foglio per i Capi FSE con IPISE – Gennaio 2017) tratteggia in poche righe il valore di questo sorriso e di questa capacità di ironia e, soprattutto, di autoironia. Non solo banale humor inglese, ma uno stile di vita!

Buona lettura, con un sorriso!
AM

il-senso-dello-humor

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Giornata delle Montagne

11 Dicembre, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA.

Un omaggio alle Montagne anche da parte mia… Viva le montagne, ora e per sempre!

Andrea

montagne mare nubi

 “In quanto uomo tu hai sull’animale un vantaggio:
puoi riconoscere ed apprezzare sia le bellezze che le meraviglie della Natura.
Puoi gioire della gloria dorata di un tramonto,
della bellezza dei fiori e degli alberi,
della maestà delle montagne,
del chiaro di luna e dei paesaggi lontani.”

Robert Baden-Powell
Contemplando le Alpi dalla Cappella di San Fermo (Alta Val Vobbia) - Dicembre 2014

Contemplando le Alpi dalla Cappella di San Fermo (Alta Val Vobbia) – Dicembre 2014

Estote Parati!

Estote Parati… Per la precisione Estote semper parati! È il motto degli Scout, famoso e universalmente riconosciuto (Be Prepared in inglese). La derivazione è evangelica (“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese” – Lc 12,35) e la sua applicazione è ampissima.

Quest’oggi con una vignetta degli amici Gibì e Doppiaw ne propongo un risolvo un po’ diverso dal solito. È l’Estote Parati di chi si sente inutile, di chi subisce una sconfitta, di chi riceve un cattivo giudizio, di chi si scontra con un fallimento, di chi non crede più (o molto poco) in se stesso. Estote Parati!: c’è sempre qualcuno dietro l’angolo che giunge inaspettato e che ha bisogno di me, di te… e che mi/ti ricorda quanto ognuno di noi possa essere ricco e prezioso …

(Qui le scorse puntate delle vignette di Gibì e Doppiaw: N.1N.2N.3N.4 – N.5N.6)

Alle origini dello Scautismo: un libro su Francis Vane e Mario Mazza

Presento, attraverso la breve recensione pubblicata nella rubrica delle recensioni letterarie della cronaca di Genova de “il Giornale”, il libro di cui vedete qua la copertina. Gli appassionati di storia dello scautismo non se lo possono far sfuggire!

Le origini Genova e la Garfagnana culle dello scoutismo

di Andrea Macco

Chi ha iniziato lo scautismo in Italia? Si apre con questa domanda il libro di Piero Gavielli recentemente presentato a Genova durante una serata all’Oratorio di San Filippo Neri in Via Lomellini dedicata alla rievocazione storia dell’incontro che vide la nascita dello scautismo a Genova. Come spiega anche il libro, Genova fu una delle culle dello scautismo, grazie a Mario Mazza, educatore e Capo Scout, prima delle cosiddette «Gioiose» e successivamente dell’Asci. Ma furono gli Scout genovesi i primi in Italia a riproporre il metodo educativo di Lord Robert Baden-Powell? A seguito di svariate ricerche, sembra di no. Preceduto di un pugno di mesi ci fu il Barone inglese Sir Francis Vane of Hutton che, approdato in Garfagnana, apriva nel 1910 a Bagni di Lucca i «Ragazzi Esploratori Italiani». In una sigla: i REI. «Che la stampa, sia locale sia nazionale, si sia sbizzarrita nel chiamare i R.E.I. con i nomi più fantasiosi (Boy-Knight, ragazzi Patrioti, Piccoli Esploratori della Pace) non modifica la sostanza delle cose – scrive Gavinelli – Quello che realmente conta, è che le associazioni e i movimenti scout nati successivamente, tennero in considerazione questa iniziativa ed altri educatori si avvicinarono allo scautismo dopo aver conosciuto di persona o aver letto sulla stampa le iniziative del Vane e le finalità educative dello scautismo».
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Da Gibì e Doppiaw: un cosiglio per tutti

Tornano le vignette degli amici Gibì e Doppiaw, questa volta con un messaggio rivolto a tutti: a chi magari si trova a fronteggiare inaspettate alluvioni (vedasi post precedente), a chi ha delle difficoltà nei rapporti personali, a chi si ferma con lo sguardo alle cose che non vanno.  Baden-Powell, fondatore del movimento scout, diceva che c’è sempre almeno il 5% di buono in ogni situazione e almeno il 5% di divertente. Sottolineare gli aspetti positivi, ci insegnano Gibì e Doppiaw, può davvero fare la differenza…

 

 (Qui le scorse puntate delle vignette di Gibì e Doppiaw: N.1N.2N.3N.4 – N.5)

«Il sorriso è una cosa sacra»

Piccolo granello di sabbia tratto da uno degli ultimi libri del Cardinale C. M. Martini: “Le ali della libertà“. Verso la fine troviamo questo passaggio:

“Il sorriso è una cosa sacra.
È un grande dono ricevere un sorriso vero, gratuito, dove non c’è calcolo, né seduzione.
Il sorriso è una delle più grandi qualità dell’essere umano,
che ci fa pregustare qualcosa dell’eternità, del sorriso dei santi e di Dio”

Credo che  tutti, nel vivere quotidiano, sperimentiamo la bellezza e il beneficio di un sorriso che esprime ospitalità del cuore e sincera amicizia. Forse dovremmo essere più consapevoli del valore del sorriso e della gioia che scaturiscono da un cuore radicato nell’amicizia con Dio.

È stato detto che il sorriso è la più breve distanza tra le persone. Forse è vero! Se pensiamo al contrario: l’indifferenza, la freddezza, l’atteggiamento imbronciato… creano una triste distanza nei rapporti.

Infine il pensiero di Baden Powell con due piccole frasi che sono due perle da custodire:

“Un sorriso fa fare molta più strada di un brontolio”.

“Il sorriso è una chiave che apre molti cuori”.

Con un sorriso, buona giornata!

Andrea

Il sale che dà sapore (secondo B.P.)

«Non dobbiamo scoraggiarci per sconfitte o delusioni temporanee,
che ogni tanto sono inevitabili.
Esse sono il sale che rende saporoso il nostro progresso:
dobbiamo saperle superare e guardare alla più grande impresa cui ci siamo accinti.»

B.-P. – Taccuino

Nel postare questa frase di Baden Powell, invito chi volesse conoscere altre frasi famose del fondatore dello Scautismo, Lord Baden-Powell of Gilwell, a visitare ad esempio questa raccolta: Cliccare qui.  Buona lettura!

Baden Powell e Gandhi a confronto

Ricevo e volentieri pubblico la notizia di questo convegno scout dal titolo accattivante (si veda sotto la locandina).

Credo sia molto bello andare a recuperare il pensiero originario di chi ha avuto importanti intuizioni educative. Spesso ormai tanti gruppi camminano per inerzia, oppure lavorando con l’istinto e basandosi solo sulla propria intuizione. Non che queste cose siano di per sé cattive, anzi, ma si rischia di avventurarsi in un bosco inesplorato lasciando una traccia che invece poteva essere sicura e diretta alla meta.

Un pensiero va a chi ho incontrato in questo ultimo periodo e si sta prodigando perché la traccia di chi ci ha preceduto non vada perduta. Mi riferisco con l’espressione “chi ci a preceduto” non solo al capostipite Baden Powell, ma anche a tutte quelle persone che hanno tradotto e declinato le sue idee nella realtà italiana, dando ad esse corpo e consistenza (BP lasciò molte cose non ben definite, specie per quel che concerne il settore femminile dello scoutismo).

Ulteriori contributi e/o considerazioni nei commenti. 

***

LINK CONSIGLIATO: Centro Studi Mario Mazza: http://www.mariomazza.it/

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A volte sembrano davvero “bambini vestiti da cretini…”

La fase è celeberrima: “Gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini.”  L’attribuzione un po’ meno certa. Molti la fanno risalire a George Bernard Shaw ma non vi è alcuna fonte ad attestare che il premio Nobel irlandese per la letteratura l’abbia mai pronunciata.

La frase è invece di Jack Benny (1894 – 1974), comico e attore statunitense che nei suoi spettacoli radiofonici e televisivi pare ironizzasse sovente contro gli scout.

Perchè tiro fuori questa frase? Perchè sto seguendo un simpatico dibattito sul forum scout di Grosseto sul modo in cui gli scout portano la loro uniforme. In realtà è un po’ di tempo che questo tasto mi preme come un nodo in gola (uno dei primi articoli che scrissi per Esperienze & Progetti, la rivista del Centro Studi Badel Powell, fu proprio dedicato a questo argomento).

Vediamo se riesco a rendere l’idea con qualche foto che parla forse più di mille immagini:

1) Fazzolettone scout ben fatto e ben portato:

fazzolettone

2) Fazzolettone “collana vudu” in varie varianti e modelli :

 a) Classico

  

b) con sciarpa per il collo (per le signorine)  c) con accessori multiuso: stendi abiti e fermacarte

3) Collane vudu propriamente dette:

collana wudu-2  collana vudu - benin  collana wudu

4) Fazzolettone vudu propriamente detto (NO COMMENT):

[immagine non più disponibile]

5) (tiriamoci su il morale) Capi Scout con fazzolettoni scout ben fatti!
scout uniforme bella

A termine di questa rassegna, credo che se qualcuno vede qualche scout per strada con uno dei modelli di fazzolettone scout trasformato in collana vudu, ecco credo che abbia i suoi buoni e fondati motivi per farsi passare, almeno nell’anticamera del cervello, la famosa frase dei cretini vestiti da bambini….

Non pensate? È solo una uniforme, ma essa da’ uno stile, diventa un habitus.
Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei dice un antico proverbio. Se è vero che il nostro modo di apparire è anche riflesso di quel che portiamo nell’anima e nel cuore e di quel che siamo, credo sia importante curare il modo di presentarsi. O non si spiegherebbe nemmeno perché in certi ambienti di lavoro sia chiesta ancora oggi una certa tenuta formale.

Non aggiungo altro, spero di aver lanciato un piccolo seme che auspico possa essere raccolto da chi di dovere…

Buona Strada!

Andrea

PS: cliccare QUI e QUIper leggere due articoli interessanti di zio-web sull’argomento

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