La compatibilità sociale dell’ENERGIA NUCLEARE

Riprendo nuovamente su questo blog il pensiero di Sabino Gallo, ingegnere nucleare di Genova,  Dirigente di Ansaldo in pensione. Lo faccio con un suo articolo pubblicato dal Secolo XIX di Genova  venerdì 18 dicembre 2009 con il titolo “ENERGIA NUCLEARE, SE LA CONOSCI NON LA EVITI”.

Come sembra Sabino Gallo è molto chiaro nella sua esposizione e credo non necessiti di ulteriori commenti. Molto interessante la parte relativa ai recenti sondaggi sul ritorno del Nucleare in Italia.

Andrea Macco

LA COMPATIBILITA’ SOCIALE
DELL’ENERGIA NUCLEARE

In una crisi di cui non si vede ancora la fine e che alimenta uno scontro politico e sociale, che è riduttivo definire aspro, sono molti i suggerimenti interessati ad incentivare dei  settori industriali tradizionali, con richieste di interventi dispersivi e provvisori, forse di immediata utilità settoriale, ma certamente non strutturali. Mentre stupisce una minore sollecitazione di alcune parti in causa per il nuovo piano energetico nazionale che, se realizzato nei tempi programmati o possibilmente più brevi, potrebbe ridurre i costi di produzione dell’energia elettrica e restituire a tutto il nostro sistema produttivo una maggiore competitività, fondamentale per uno sviluppo economico più sicuro e di lunga durata, di cui il Paese sente da molto tempo il bisogno. 

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Nucleare: ecco i sondaggi e le problematiche per il rilancio in Italia

È uscito in questi giorni su il Giornale una pagina di Scienza a cura del sottoscritto dedicata al rilancio del Nucleare in Italia (a seguito del convegno nazionale di Genova dell’AIN – Associazione Italiana Nucleare) che potete scaricare qui.

L’articolo risponde sostanzialmente a queste tipiche domande che i lettori pongono e mi pongono a riguardo del ritorno del Nucleare in Italia:

  • Tempi per la realizzazione di una centrale?
  • Costi per la realizzazione di una centrale?
  • Vantaggi e potenza prodotta con il Nucleare?
  • Quali sono i consumi Energetici dell’Italia? Quale la percentuale di energia che importiamo?
  • Che tipo di centrale si pensa di realizzare in Italia? Quale filiera?
  • Siamo già alla Quarta Generazione?
  • Cosa differenzia una centrale moderna (di Terza Generazione avanzata) da una centrale di vent’anni fa?
  • E’ vero che in Europa non sono state più realizzate nuove centrali nucleari negli ultima anni e che c’è un progressivo abbandono del Nucleare?
  • L’Italia può realizzare da sola una (o più) centrali Nucleari? (E altrimenti, con quali partner lavora?)
  • Il Governo come pensa di affrontare le popolazioni locali?
  • Il problema delle scorie come verrà gestito?
  • Gli Italiani hanno davvero cambiato idea rispetto al Referendum del 1987?

Spero che l’articolo fornisca sufficienti risposte chiare per tutti e su ognuno di questi punti. Chi volesse chiedere lo faccia pure nei commenti.

Andrea Macco