Quel senso delle cose che a volte non c’è…

A volte capitano cose e fatti, CI capitano cose e fatti, per cui trovare un senso appare difficile. La parola che ben esprime il sentimento legato a ciò è tipicamente questa: ASSURDITÀ!

Io credo che in questi casi l’assurdo possa celare qualcosa che al momento non è manifesto… semplicemente perché non lo vediamo, perché il nostro modo di ragionare non lo sa cogliere, oppure ancora perché è celato. I tempi per la comprensione, i tempi per dare un senso, non sono ancora maturi. Magari passeranno mesi, anni, perché l’assurdo prenda una forma più umana, un senso più concreto e razionale. Magari, addirittura, lo prenderà solo, come diceva Paolo di Tarso (crf 1 cor 13, 12), quando vederemo le cose non più come riflesse in uno specchio antico, ma faccia a faccia, nella luce di Dio.

Io credo che tutto questo sia ben riassumibile con una vignetta di questi miei due amici che spesso ci hanno già accompagnato. Nella puntata n.5 ci facevano vedere come cammini tortuosi spesso abbiano il nome dell’Amore. L’assurdo può anche avere in certe occasioni questo nome nascosto, ma più spesso, invece, sembra proprio non avercelo. E allora? Gustiamoci la vignetta e seguiamo il filo della vita, ovunque esso ci condurrà…

Andrea Macco, cercatore in cammino

Gibì e Doppiaw e il filo

(Qui le scorse puntate delle vignette di Gibì e Doppiaw: N.1 – N.2 – N.3 – N.4 – N.5 – N.6 – N.7)

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