Con una specialità (matematica) natalizia, auguri!

Per la gioia dei miei studenti che si appassionano a collezionare (e ben usare, spero!) le specialità matematiche, ecco una specialità natalizia con cui rivolgo non solo a loro e ai miei colleghi, ma anche a tutti i lettori del blog e i compagni di pianerottolo, un Santo Natale 2012. 

Andrea Macco

specialita natale - color

11 commenti su “Con una specialità (matematica) natalizia, auguri!

  1. Tanti cari Auguri di Santo Natale a te e la tua famiglia. Ilaria

    Preghiera sul Santo Natale di don Tonino Bello:Andiamo fino a Betlemme

    Andiamo fino a Betlemme, come i pastori.

    L’importante è muoversi.

    E se invece di un Dio glorioso,

    ci imbattiamo nella fragilità di un bambino,

    non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso.

    Il volto spaurito degli oppressi,

    la solitudine degli infelici,

    l’amarezza di tutti gli uomini della Terra,

    sono il luogo dove Egli continua

    a vivere in clandestinità.

    A noi il compito di cercarlo.

    Mettiamoci in cammino senza paura.

    (don Tonino Bello)

  2. Oggi è nato per noi il Salvatore.
    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome.
    (Salmo n. 95)

    Buon Natale
    e Felice 2013

    Lucio ed Elisabetta

  3. Questa poesia che ha accompagnato e commosso tante generazioni, lo fa ancora oggi!

    Auguri di Buon Natale e di un sereno Anno Nuovo!

    Maria Teresa

    La notte Santa

    – Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
    Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
    Presso quell’osteria potremo riposare,
    ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca
    lentamente le sei.

    – Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
    Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
    – Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
    son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca
    lentamente le sette.

    – Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
    Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
    – Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
    Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scocca
    lentamente le otto.

    – O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
    avete per dormire? Non ci mandate altrove!
    – S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
    d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scocca
    lentamente le nove.

    – Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
    Pensate in quale stato e quanta strada feci!
    – Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
    Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca
    lentamente le dieci.

    – Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
    Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
    L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
    non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca
    le undici lentamente.

    La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
    – Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
    Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
    Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca
    La Mezzanotte Santa.

    (Guido Gozzano)

  4. Confesso che questo Natale mi ha trovato un po’ turbato: in Amazzonia una bambina viene venduta e comprata per meno di 8 euro e poi avviata alla prostituzione; in Pakistan una mamma può rimanere in carcere oltre due anni, e chissà per quanto tempo ancora, solo perché cattolica; in Siria si lanciano missili su una decina di bambini che giocano a pallone o su un centinaio di persone in fila per comprare il pane; in Nigeria o in Egitto si può saltare in aria perché si va a messa; negli USA o a Napoli si può entrare in una scuola e iniziare o continuare a sparare; in Italia una donna può essere uccisa (una ogni due giorni dall’inizio del 2012) perché non desidera più come compagno il suo uomo…

    Poi ho letto su Avvenire questa lettera.

    Sì, sono un uomo di poca fede e un peccatore.
    Meno male che duemila anni fa Dio ha deciso di farsi uomo anche per me.

    Buon Natale!
    Stefano & fam

    AVVENIRE – 23/12/2012
    Gesù è con noi in questa terra insanguinata.
    Tra le bombe e nel segreto della nostra stanza

    Lui nasce anche in Siria

    Arriva Natale. Anche in Siria, ad Aleppo, a Homs. Nel nostro villaggio. Si può, quest’anno, con questa guerra fratricida, dirci buon Natale? Sì, più che mai. Non solo si può, ma è urgente. Prima di tutto perché ciò di cui facciamo memoria è la venuta di Dio fra gli uomini. Aldilà di ogni nostra vicenda umana, per quanto tragica sia, questa è la cosa inaudita: Dio è l’Imanu­El, il Dio con noi.
    Questo ci riguarda da vicino, ora.
    Non celebriamo il Natale come una favola o un buon proposito, per dirci quanto sarebbe bello volersi tutti bene. Non lo celebriamo per dimenticare i nostri morti, per avere almeno per qualche ora il cuore leggero. Celebriamo il Natale perché guardando quel Bambino in un presepe non dimentichiamo che proprio Lui è l’Uomo risorto che è disceso in tutti i nostri inferni. Per liberare tutti i morti senza luce. Per redimerli, e quanto bisogno di redenzione abbiamo, tutti! Chi uccide e chi è stato ucciso, chi odia, chi soffre, chi dispera, chi sfrutta, chi non riesce a perdonare, chi fa il furbo, chi vive solo in superficie.
    Celebriamo il Natale perché è già Pasqua, un passaggio, l’unica via di uscita dalle nostre schiavitù, perché non c’è altra luce vera, nel mondo, non altra salvezza. Il dolore non va perduto, risorge in vita nuova. È questa, la Pace sulla terra.
    È Natale, in Siria, e non riguarda solo i cristiani. Perché anche i nostri fratelli musulmani ricordano il Natale di Gesù. È nel loro Libro sacro, e se anche non lo riconoscono come Dio, lo venerano come profeta. E proclamano la verginità di sua Madre. Siamo strani, noi figli di Abramo. Così vicini, così separati.
    Si è posata una stella, è discesa.
    Mentre costruiamo stazioni spaziali, inviamo sonde a esplorare l’universo, lanciamo in orbita la nostra vita su twitter, sfuggiamo sempre di più questo orizzonte basso in cui paure, guerre civili, inflazioni, corruzione, intolleranza, catastrofi naturali sembrano soffocarci, Qualcuno ci viene incontro. Egli che fin dall’inizio della creazione si libra più alto di ogni nostra possibile speranza, è sceso e di nuovo discende in mezzo a noi. Possiamo invocare una No Fly Zone, una qualche barriera per difenderci. Ma non è necessario: Egli è inerme. Non ci disturberà, se non lo vogliamo.
    Ma sarebbe bello se quest’anno ci procurassimo un Bambinello.
    Anche Piccolo, anche di plastica, non importa. Ma bello, perché Dio è bellezza. E poi, nel segreto della nostra stanza, lontano dalla vergogna del mondo, che ci vuole forti e sicuri di noi stessi, nel silenzio, nel mezzo della notte, appoggiassimo la fronte ai suoi piedi. Forse ne avremmo un tepore, una pace, che da tempo non conosciamo. Se questa follia che la fede cristiana proclama, un Dio fatto carne, provassimo una volta a guardarla da vicino, a considerarla senza pregiudizi o idee scontate… Forse viaggeremmo anni-luce…
    Cantano gli angeli. Cantano, e forse anche piangono. Perché lo sanno bene, loro: il mondo non si divide mai in buoni e cattivi. E se noi non possiamo proprio fare a meno di schierarci, almeno dobbiamo sapere che da qualunque parte guardiamo, piangendo i nostri morti, dall’altra parte ci sono altrettanti morti e pianti. Dobbiamo essere coscienti che da tutti i lati dell’umano ci sono speranze, ragioni, odii, sofferenza, coraggio, ingiustizie, e infine amore.
    Magari amore ‘sbagliato’: ma se c’è un uomo non può esserci altro se non questo impasto di grandezza e meschinità di cui tutti siamo fatti.
    Gli Angeli però, dall’alto, ci vedono anche belli, fatti a immagine del Dio Altissimo, fatti per l’Amore ‘giusto’.
    Cantano, dunque, aldilà di ogni lacrima, la loro speranza: «Gloria nei cieli, e pace sulla terra agli uomini che Egli ama».
    E allora felice anno nuovo. Che il 2013 porti a noi, in Oriente, la pace, la riconciliazione, il dialogo, il perdono reciproco. Che a voi porti stabilità, serenità, lavoro. Che a tutti porti una fede che nutra e trasfiguri la vita.
    Le sorelle trappiste

  5. Grazie a tutti per questa copiosa pioggia di auguri, con spunti, riflessioni e pure dotte citazioni!

    Per Studente: grazie per gli auguri, ma quale dei miei tanti studenti sei? Perché non ti firmi? Mi fa piacere se scrivi, sei sempre il/la benvenuto/a come chiunque altro. In ogni caso ho già spiegato perché assegno le (ambite) specialità matematiche solo in prima e seconda: voi di terza avete da pensare all’esame e sarà quello il campo dove dimostrare le vostre capacità in vista delle scuole superiori! Coraggio che di capacità e talenti ne avete tanti pure voi!

  6. Cari auguri di buone feste e felice 2013.
    Che il nuovo anno sia veramente più bello, più giusto, più vero!
    Anna Maria Ventura

  7. Grazie prof. Andrea per la medaglia natalizia 2015 è mitica, veramente forte!!!!!!
    Le rinnovo i miei più cari e sinceri Auguri di Buon Natale e Felice 2016. (Che la forza sia anche con lei)!!!!
    Alessandro Marrone

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