Soppressione dell’Ordine dei Giornalisti: parliamone

Sono circolate, stanno circolando e ancora circoleranno. Le notizie? Non solo quelle, ma le voci, false, tendenziose, o semplicemente dis-informate a proposito della presunta abolizione dell’Ordine dei Giornalisti.

A scanso di equivoci, invito tutti a leggere, cliccando QUI LA NOTA ESPLICATIVA DEL PRESIDENTE DELCONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI IN MERITO ALL’ABOLIZIONE DELL’ORDINE E IN PARTICOLARE SULLA CANCELLAZIONE DELL’ELENCO DEI PUBBLICISTI.

Quindi – chiarito quel che si doveva chiarire – apriamo pure un dibattito sul fatto che possa essere giusto o meno sospendere l’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti, piuttosto che abolire in toto tale Ordine.

Perché si sente tanta acredine nei confronti di quest’Ordine?

Perché si parla di privilegi ingiusti?

Personalmente pago 100 euro all’anno, con i quali ottengo ben pochi privilegi: alcuni cinema gratis (alcuni, sempre meno, ormai più pochissimi), ingresso gratuito allo Stadio (previa richiesta di accredito stampa tramite una testata giornalistica, il che nella maggior parte delle partite resta valido anche per chi non sia iscritto all’Ordine, tanto è vero che io stesso ho usufruito di tale “privilegio” già prima di essere un Pubblicista) e infine ingresso ad alcuni musei gratis (nuovamente: solo alcuni, sostanzialmente quelli statali. I privati in genere fanno pagare tutti a meno di poche eccezioni per gli amici di cui, di solito, i giornalisti non fanno parte). Io non conosco altri privilegi (in passato vi era una convenzione con Trenitalia ma è decaduta da anni!) se voi ne conoscete altri, fatemelo sapere, almeno riesco a rifarmi dei 100 euro lasciati alla Segreteria dell’Ordine.

Pertanto, più che guardare a presunti privilegi, si dovrebbe guardare a cosa serve un ordine professionale (come è noto non c’è solo quello dei Giornalisti, ma quello dei Farmacisti, degli Ingegneri, dei Biologi, dei Geologi, degli Architetti, dei Geometri, dei Consulenti del Lavoro e così via. In tutto in Italia sono ben 18 ordini).

L’ordine professionale è l’istituzione di autogoverno di una professione riconosciuta dalla legge, avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti; ad essa lo Stato affida il compito di tenere aggiornato l’albo e il codice deontologico, tutelando la professionalità della categoria. Gli ordini sono enti pubblici posti sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia.

Mi sembra che il fine sia giusto e buono. Poi si può discutere eventualmente di come operi l’Ordine, ma la sua presenza non mi sembra sia a danno della Società ma anzi, dovrebbe portare un contributo positivo a tutti nel momento stesso in cui garantisce la professionalità e l’etica dei professionisti che svolgono un certo “mestiere” qualificante e al servizio, evidentemente, della società.

Con ciò, sono pronto a sentire e a confrontarmi con altri punti di vista. Fatevi avanti nei commenti.

Andrea Macco

Ultimo link che segnalo: il sito nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (ogni Regione ha poi il suo) in cui trovate anche la storia dell’Ordine stesso: http://www.odg.it/content/storia

2 commenti su “Soppressione dell’Ordine dei Giornalisti: parliamone

  1. Allora gli ordini vanno aboliti o altamente riformati perché attualmente mi stanno rallentando l’ ingresso nel mondo del lavoro da circa 2 anni, premetto ho 29 anni!!!!Mi spiego, io sono un laureato come tanti in Scienze Geologiche e quest’anno presso l’Università D’Annunzio sono stati sostenuti gli esami di stato, dove posso comprendere la cattiva preparazione ma bocciare 27 candidati su 30 mi sembra un po eccessivo! No? a testimonianza di questo conosco un ragazzo costretto a causa di questa situazione ripiegarsi a fare il parcheggiatore e non il laureato dopo 7 anni di studio più due tesi. Inoltre per una questione di etica democratica si dovrebbero abolire, anche perché attualmente non tutelano nessuno,se non ed esclusivamente la lobby a cui essi appartengono. Se ci fosse qualcuno disposto a dirmi qualcosa di diverso sono pronto ad ascoltarlo, a patto che legga attentamente quanto ho notificato sopra. Grazie.

  2. ci sono due osservazioni che sento ripetere spesso riguardo l’esistenza degli ordini: 1) sono un retaggio delle corporazioni fasciste; 2) esistono solo in Italia, mentre in Europa no. alla prima osservazione rispondo: ammettiamo anche che siano un retaggio delle corporazioni, temo che si voglia buttare il bambino con l’acqua sporca. non e’ che, perche’ un provvedimento sia stato preso durante il fascismo, sia sbagliato o immorale in se’. alla seconda dico: il ragionamento “nessuno ce l’ha, perche’ noi si’?” non regge. pensate all’universita’: l’italia era rimasto uno dei pochi paesi a non avere adottato la 3+2. ora ce l’abbiamo anche noi, e i risultati sono pessimi. non valeva la pena tenerci il nostro ordinamento?
    quanto invece al problema delle lobby, che fa presente Christian, c’e’ piu’ di un granello di verita’ in cio’ che dice, ma secondo lui abolendo gli ordini spariranno le lobby? l’albo dei politici non esiste, e mi sembra che siano i primi a formare lobby. se l’ordine funzionasse come dovrebbe e come potrebbe, io non vedrei nessun problema alla continuazione dello status quo.
    disclaim: non sono un giornalista, ma sto facendo la raccolta punti (articoli) per diventarlo.

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