Fu vera gloria? L’eroismo oggi

Apro una riflessione di attualità con un articolo che tocca una disarmante verità: quella della visione comune dell’eroismo.  De Falco viene considerato “eroe” perchè ha bastonato “il cattivo” e nell’immaginario marveliano il buono è il super-eroe che colpisce i cattivi e ne fa piazza pulita e questi – De Falco –  si e’ calato bene in questi panni.
Forse servono anche questi eroi, ma c’è solo questo eroismo?
Nei commenti il mio e il vostro pensiero
Andrea Macco 

Russell Crowe interpreta il Capitano eroico Jack Aubrey in "Master and Commander - Sfida ai confini del mare"

Se la normalità diventa eroismo
Molti stranieri ci osservano e non capiscono

Come moltissimi italiani, ho ascoltato con attenzione i quattro minuti di conversazione tra il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e Gregorio Maria De Falco, comandante dalla Capitaneria di Porto a Livorno. Mi è sembrato il colloquio concitato tra un uomo di mare spaventato e inadeguato e un altro uomo di mare, competente e consapevole. Scopro perciò con stupore che De Falco è il nuovo eroe della rete (cercate su Twitter #defalco). Sono certo che l’interessato sarà altrettanto sorpreso. Come altri quella notte – sulla nave e a terra – ha fatto tutto ciò che poteva in circostanze drammatiche. Lo stesso, purtroppo, non si può dire del comandante Schettino e di altri ufficiali di bordo. Se la normalità è diventata eroica, in Italia siamo nei guai.
Ma non è così – non ancora. Milioni di connazionali – spesso per pochi soldi – fanno il proprio dovere: da nord a sud, di giorno e di notte, in terra nell’aria e per mare. Forse lo abbiamo dimenticato, se l’evidenza di questa serietà diventa fonte di stupore. O forse abbiamo bisogno di applaudire i competenti, come antidoto ai troppi superficiali. La rete, in questi giorni, pullula di antropologia spicciola e considerazioni sconsiderate. C’è chi scrive «ma quando la smetteremo di lasciare il comando ai napoletani?» (dimenticando la lunghissima e gloriosa tradizione marinara della regione); e chi, con troppa fretta e semplicismo, ha trasformato i due uomini in personaggi conradiani, rappresentazione del coraggio e dell’ignavia, della forza e della debolezza, del bene e del male. Molti stranieri ci osservano e non capiscono. Aspettatevi che dicano, nei prossimi giorni, quello che scrive Margherita Masotti (twitter/mstmgh) da Grosseto: «Chapeau a defalco, ma è possibile che la tragica mancanza di professionalità di alcuni renda speciali le persone normali?» 122 caratteri, e c’è tutto il necessario.

da Corriere.it

Soppressione dell’Ordine dei Giornalisti: parliamone

Sono circolate, stanno circolando e ancora circoleranno. Le notizie? Non solo quelle, ma le voci, false, tendenziose, o semplicemente dis-informate a proposito della presunta abolizione dell’Ordine dei Giornalisti.

A scanso di equivoci, invito tutti a leggere, cliccando QUI LA NOTA ESPLICATIVA DEL PRESIDENTE DELCONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI IN MERITO ALL’ABOLIZIONE DELL’ORDINE E IN PARTICOLARE SULLA CANCELLAZIONE DELL’ELENCO DEI PUBBLICISTI.

Quindi – chiarito quel che si doveva chiarire – apriamo pure un dibattito sul fatto che possa essere giusto o meno sospendere l’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti, piuttosto che abolire in toto tale Ordine.

Perché si sente tanta acredine nei confronti di quest’Ordine?

Perché si parla di privilegi ingiusti?

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