La gravità di un reato

Dignitas delinquentis peccatum auget.

ossia: L’elevata posizione del reo aumenta la gravità del reato.

Sono passato dai Fori romani nei giorni scorsi e sotto un caldo torrido, mentre sostavo in cerca di refrigerio accanto ad una fontanella, ho sentito una guida che citava questo motto alla sua comitiva. La guida era straniera e dunque l’ha poi tradotto nella sua lingua ma ho dedotto che si trattasse di un motto interessante. Probabilmente è stato citato a proposito della giustizia (che si praticava appunto nel Foro romano, nella “Curia” e negli altri edifici del potere) e di qualche episodio che non saprei dirvi.

Fatto sta che appare davvero bizzarro come ai nostri tempi, nella stessa Roma che coniò questo pensiero che reputo di una disarmante verità, esso sia stato stravolto. Oramai se a commettere un qualunque reato è una persona di elevata posizione lo si giustifica (in virtù della ragion di stato di macchiavelliana memoria?) mentre per il povero che ruba per fame o per disperazione si invoca sempre di piu’ la severita’ massima della pena (facendo poco invece per cercare di porre una soluzione alla sua condizione ossia alla causa del problema).

E questo lo dico senza alludere a nessuno in particolare, ma leggendo i fatti come specchio dei tempi che appaiono alquanto diversi – almeno in questo – da 2000 anni fa. Poi che già allora ci fosse la corruzione sia di politici sia di giudici e’ un altra storia, ma almeno i principi primi della Legge apparivano scolpiti molto piu’ a fondo di oggi…

Andrea Macco

3 commenti su “La gravità di un reato

  1. Però il motto funziona anche al contrario, in un certo senso. Se un individuo che gode di grande fama e ammirazione tra la gente e che è perfettamente conforme alla mentalità dominante si macchia di un grave reato, spesso si tende a soprassedere. Al contrario, se chi commette il reato è sì famoso ma perché costituisce autorità e magari promulga delle scomode verità, allora ogni microscopico reatuncolo diventa una condanna tremenda. Il problema dei reati è che il loro peso dipende da quanti nemici si hanno, indipendentemente dal torto o dalla ragione delle proprie idee. E qui abbiamo quasi infiniti esempi, senza dover andare troppo in là nel tempo (addirittura denunce di uno o due giorni fa), di grandi benefattori trattati alla stregua di dittatori e carnefici. Anche in questa versione “invertita” del motto c’è una conseguenza: ci si concentra sul cercare cavilli che riescano a sbattere dentro una persona scomoda colpevole più delle proprie idee che del reato che le si contesta e, conseguentemente, si permette ai grandi criminali che lavorano nell’ombra di prolungare le loro attività.

    Non so se sono riuscito a spiegarmi. Chiedo scusa se ho lasciato margine di fraintendimento. Comunque, fai bene a suscitare la questione perché – qui concordo in pieno – i tempi sono cambiati e molte cose si sono rovesciate (ad esempio il Nerone di oggi non sta seduto su un trono ma scrive su blog, pubblica bei libri da “asino d’oro”, raccoglie firme e presenta denunce fuori da ogni logica e buon senso)

    Un caloroso saluto

  2. La verità è che in Italia la giustizia è (quasi) sempre stata in mano di chi poteva pagare od offrire qualcosa in cambio. O non si spiegano certi mafiosi andati in prescrizione o prosciolti o lasciati liberi di agire … per la classe politica stessa cosa, da Craxi, prima di Craxi e dopo Craxi…

    PS: ben ritrovato Andrea e tutti quanti! Pax!

  3. In realtà ho potuto sperimentare personalmente (nel piccolo di un incidente d’auto) che la legge viene applicata… Alla lettera laddove c’è interesse a farlo.
    Nella fattispecie il sottoscritto era uscito (già in mezzo all’incrocio) da uno stop e il tizio che sopraggiungeva per superarmi (anche se è sopraggiunto dopo che avevo già impegnato l’incrocio) è andato contromano pur di passare per primo… Risultato: incidente(nessun ferito)! Chiamata la municipale credete che si siano premurati di verificare i fatti? Macchè! Appena visto lo stop il simpatico agente si è premurato di farmi la multa!
    E anche se l’altro tizio ha ammesso di essere andato contromano a lui niente multe perchè “non si può verificare”…
    Insomma: laddove c’è stata la possibilità di batter cassa sono draconiani!

    Secondo me uno dei problemi attuali è che c’è (da noi) la concezione che la legge debba definire tutte le circostanze. In realtà se vogliamo perchè giustizia sia fatta a volte la legge non deve essere “uguale per tutti”! Deve essere “giusta per tutti” (e quindi per chiunque deve esservi la stessa garanzia di giustizia), ma non “uguale”… perchè alcuni saranno “più uguali di altri”.

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