Neutrini, queste bizzarre particelle

Da più voci mi viene chiesto di commentare la notizia relativa all’esperimento messo a punto dal CERN di Ginevra con cui sembrerebbe che i neutrini abbiano superato la velocità della luce (QUI la notizia dal Corriere della Sera corredata anche di alcuni video esplicativi; QUI il paper ufficiale che descrive accuratamente l’esperimento).

Il mio modestissimo e  molto poco autorevole commento:

La misura è cosi “complicata” che potrebbe davvero essere affetta da errori. E comunque è un risultato che riguarda delle particelle che già di per se’ violano le normali leggi della Fisica fino ad oggi conosciute (i neutrini sono di tre famiglie, e inspiegabilmente un membro di una famiglia può “trasformarsi” in uno di un’altra. Questo fatto è chiamato “oscillazione” ed era il motivo per cui è stato fatto questo esperimento, da cui ora è nato questo altro bizzarro risultato).

Che per i neutrini possa valere un qualche tipo di fenomeno che fino ad oggi le Leggi della Fisica non hanno spiegato era già risaputo (o comunque dato come altamente probabile), che questa cosa riguardi anche le fluttuazioni della velocità di gruppo è da vedere. Potrebbe anche trattarsi di un effetto che combina la velocità di fase (immaginate un’onda e le sue creste. Queste all’interno dell’onda possono muoversi con una velocità superiore a quella della luce – fatto già noto da tempo-  ma complessivamente l’onda si muove sempre a velocità inferiore) con quella di gruppo del treno di neutrini (infatti non si tratta di un singolo neutrino, ma sempre di fasci, cioè gruppi, cioè “onde” di particelle.

IN DEFINITIVA: i fattori da considerare sono così tanti che prima è necessaria una conferma indipendente da altri laboratori, quindi uno studio attendo di queste singolari particelle.

 Io a mettere in subbuglio tutta la Fisica fin’ora nota ci andrei coi piedi di piombo…

Einstein - secondo alcuni la scoperta fatta al CERN sui neutrini metterebbe in dubbio tutta la sua Teoria

La gravità di un reato

Dignitas delinquentis peccatum auget.

ossia: L’elevata posizione del reo aumenta la gravità del reato.

Sono passato dai Fori romani nei giorni scorsi e sotto un caldo torrido, mentre sostavo in cerca di refrigerio accanto ad una fontanella, ho sentito una guida che citava questo motto alla sua comitiva. La guida era straniera e dunque l’ha poi tradotto nella sua lingua ma ho dedotto che si trattasse di un motto interessante. Probabilmente è stato citato a proposito della giustizia (che si praticava appunto nel Foro romano, nella “Curia” e negli altri edifici del potere) e di qualche episodio che non saprei dirvi.

Fatto sta che appare davvero bizzarro come ai nostri tempi, nella stessa Roma che coniò questo pensiero che reputo di una disarmante verità, esso sia stato stravolto. Oramai se a commettere un qualunque reato è una persona di elevata posizione lo si giustifica (in virtù della ragion di stato di macchiavelliana memoria?) mentre per il povero che ruba per fame o per disperazione si invoca sempre di piu’ la severita’ massima della pena (facendo poco invece per cercare di porre una soluzione alla sua condizione ossia alla causa del problema).

E questo lo dico senza alludere a nessuno in particolare, ma leggendo i fatti come specchio dei tempi che appaiono alquanto diversi – almeno in questo – da 2000 anni fa. Poi che già allora ci fosse la corruzione sia di politici sia di giudici e’ un altra storia, ma almeno i principi primi della Legge apparivano scolpiti molto piu’ a fondo di oggi…

Andrea Macco