Omaggio alla eterna Signora in Giallo

 

E’ tornata la Signora in Giallo. Perché? – dirà qualcuno – Era mai forse andata in pensione? In effetti la Fletcher è pressoché intramontabile, ma almeno una cosa che è tramontata c’è: la sua comparsa sulla RAI. Il suo “ritorno” è questa volta su Rete 4. Oggi, ore 13, hanno trasmesso il primo episodio della prima serie storica (Chi ha ucciso Sherlock Holmes? – 1 parte). Ne sarebbero seguite altre 11 (in tutto 12, più quattro film).

Un po’ di commozione oggi c’è stata in famiglia nel seguire quella primissima avventura (QUI la sigla speciale) che avrebbe portato un successo inimmaginabile per il piccolo paese  di Cabot Cove…  ma a questo proposito nascono legittime considerazioni. Primo: dall’arrivo di Jessica Fletcher nel piccolo e pacifico paesino del Maine, la criminalità cresce esponenzialmente e i delitti raggiungono tassi più alti persino delle peggiori città d’America! Secondo: ovunque la nostra scrittrice vada il morto arriva e allora ci si domanda: perché si ostinano ad invitarla? Terzo e ultimo indizio: il nipote, oltre che sbadato, ha una sorta di attrattiva speciale per gli sceriffi e la polizia locale: viene sempre accusato. Ovviamente la zia lo tira sempre fuori senza che le capiti mai nulla. E così, dopo 19 anni di serie TV (dal 1984 al 2003, 264 episodi) appare quindi evidente dagli indizi raccolti che a fianco della Signora del Giallo in tanti muoiono (280 in tutto, c’è chi li ha contati… ), ma lei, Signora in Giallo che mai ingiallisce,  non invecchia mai, eterna Angela Lansbury che continuerà ad accompagnarci a lungo (e sinceramente molto meglio un suo episodio di tante altre soap…) durante l’ora del pranzo o meglio ancora della digestione. Perché, come diceva mio nonno, con la Fletcher si digerisce pure meglio e si pensa che almeno per oggi, ad essere morto, è qualcun altro…

Andrea Macco

[Cerco fatti di Vangelo] Da Cremona a Genova spinto dagli amici in carrozzina: il miracolo di Marco

Il desiderio di vedere il mare e poter fare un bagno. Un giovane bresciano disabile di 23 anni sta per coronare il suo sogno. E’ partito stamattina, spinto sulla sua carrozzella da tre podisti cremonesi. Un’iniziativa che rientra nel progetto estivo ‘Cremona nel sociale’ e vede la collaborazione fra il Coni, il Csi, i tre podisti, il Club Donatori del Tempo Libero di Cremona, che hanno realizzato la speciale carrozzina. Il gruppo, di cui fanno parte anche un medico e un infermiere, è partito stamane, salutato da una piccola folla l’arrivo a Genova è previsto per mercoledì.

(Da Primocanale.it) – Altre notizie su questo Sito. Ma anche altrove in rete.

Il sogno di marco si è realizzato. Il TG Liguria lo ha oggi inquadrato all’arrivo a Genova. Un volto raggiante, che sembrava in Paradiso. Il miracolo di Marco è questo: aver coinvolto un gruppo di amici in questa impresa e aver com-mosso (mosso non solo con la carrozzina! Ma con il cuore!) un sacco di persone.

Marco è un ragazzo da Vangelo. E’ un fatto di Vangelo. A me ricorda tanto, con i suoi amici, l’episodio del paralitico calato dal tetto… A volte che non si inventano gli amici mossi dal cuore!

Andrea

Amici, se avete altri fatti di Vangelo da segnalare o che voi stesso avete vissuto, segnalateli. Sono graditi  e saranno pubblicati!

 

 

Banchi di sQuola anche d’estate!

Se qualche studente legge questa pagina gli verrà spontanea una maledizione… E magari c’è pure chi è davvero costretto a passare parte delle vacanze sui libri per via della “sospensione del giudizio” ossia della “rimandatura” a settembre.

Ma nulla di tutto questo vuole essere l’oggetto di questo post. parlo invece di qualcosa che viene più naturale fare durante le vacanze: il riposo e, con esso, la lettura di qualche buon libro.

Vi propongo oggi Banchi di SQUOLA, della genovese Federica Storace, di cui il sottoscritto ha recentemente fatto pubblicare una breve recensione che vi propone qua sotto.

Buona lettura!

Andrea

 

PS: trovate la pagina delle RECENSIONI aggiornata!

Senza fatica cosa si ottiene?

Nessuno ama la fatica, ma le cose e le vette conquistate con il sudore sono quelle che sicuramente valgono di più,  perchè lo sforzo personale è la molla che, in molti casi, ci fa migliorare e spendere al meglio le nostre capacità.

A questo proposito, ho trovato due bei pensieri sulla fatica che condivido con i compagni di pianerottolo che navigano ancora su queste pagine e non solo su quelle (senza fatica) delle spiagge italiane…

“Una fatica compiuta per la felicità degli altri
ci eleva al di sopra di noi stessi”
(Lydia Maria Child)

“Ciò che è scritto senza fatica
in genere è letto senza piacere”
(Samuel Johnson)