Infinito (e dintorni meno infiniti ma più familiari)

Vorrei pubblicamente ringraziare Giuseppe, compagno di pianerottolo che in questi ultimi mesi ha animato le discussioni su queste pagine più di chiunque altro in un periodo di molta calma e di poca e limitata attività da parte del sottoscritto.

Giuseppe ogni tanto rispolvera vecchi post, apre ripostigli e armadi che sembravano ormai contenere solo abiti fuori moda (in un blog un post che esce dalla home diviene tale… così vogliono le dure regole degli internauti!) e li rende nuovamente vivi, e sempre con pensieri mai banali e che meritano davvero di essere visti.

Segnalo in particolare la discussione in merito al concetto, tanto antico quanto sempre nuovo, di INFINITO, che è stato toccato in questo post: il-fisico-e-un-grande-giocatore-di-scacchi-che-non-conosce-ancora-le-mosse.

Grazie Giuseppe, e grazie a tutti quei lettori (sempre tanti, sempre intorno ai 110-130 al giorno) che anche in silenzio tornano qui per vedere che succede e non abbandonano l’Universo in Clessidra allo scorrere lento e inesorabili degli ultimi granelli di una clessidra che potrebbe sembrare vuota ma che continua, infinitamente (?!), a scandire il tempo…

Andrea