Filmy fantasy al Cinema – Natale 2010

Un paio di recensioni natalizie. Buona lettura!

Andrea

LE CRONACHE DI NARNIA –   Il viaggio del veliero  (2010) – voto 7
 (III episodio, per la recensione dei primi due leggere QUI il post del 30 agosto 2008).

(Regia: Michael Apted, Casa di produzione: Walden Media)

Cambia il regista, cambia la casa di produzione, ma la saga non ne perde. Anzi, è in crescendo.  Il nuovo regista movimenta e vivacizza molto di più le scene rispetto ai precedenti episodi. Il nuovo personaggio che entra in scena, Eustace Scrubb, è ben interpretato e diventa il vero protagonista del film insieme (e forse ancora più di) Lucy ed Edmund. Il principe Caspian, invece, viene ridimensionato e perde decisamente di brillantezza rispetto al precedente film e, forse, è l’unica nota negativa di un film che è invece ben congeniato (lo era il libro di Lewis, direte voi! e lo posso confermare) e la suspense resta ala fino alla fine.

 Sempre presenti (e a io giudizi belli e validi) i riferimenti biblici. Se il primo episodio si riferiva principalmente al sacrificio di Cristo che salva l’uomo peccatore, il secondo alla presenza del risorto in mezzo agli uomini assetati di potere (e che si dimenticano di lui), il terzo è incentrato sui 7 doni dello Spirito Santo (doni che fa sempre il Risorto), sulla lotto contro le tentazioni subdole del male  e sulla vita eterna. Messaggi tra le pieghe del film (ancora più evidenti nel libro) che saranno stati colti da tutti?

LE AVVENTURE DI SAMMY – il passaggio segreto ( 2010 ) – voto 6

(Regia: di Ben Stassen, Casa di produzione: Wave Pictures, Illuminata Pictures, Motion Investment Group)

La vera cosa bella di questo film è il 3D. Tolto quello, la storia non risulta particolarmente avvincente. Certamente adatta e consigliata ad un pubblico di bambini, contiene molti messaggi positivi che fanno bene anche agli adulti, quali il rispetto dell’ambiente, l’attenzione agli animali e agli ecosistemi, la lotta contro il petrolio e l’inquinamento.

Protagonista una piccola e giovane tartaruga che cresce e a cui capitano svariate avventure in giro per l’Oceano Atlantico, fino alla ricerca della propria compagna, la tartaruga che appena nato gli salvò la vita. Una trama decisamente banale, chiusa da un finale un po’ apatico e privo di emozioni. Peccato, perchè sarebbe bastato un pizzico di fantasia in più a dare successo a un personaggio così ben congeniato. Che dite, ci saranno altri episodi?

Storia digitale del Natale

Per gli auguri aspettiamo ancora qualche giorno (anche se c’è chi me li ha fatti già un mese fa! Si anticipa sempre di più, roba da matti! Altro che sabato del villaggio! E la festa, quando viene, ce la gustiamo un poco? O siamo già con la mente a quella dopo?). Intanto però vi propongo questo simpatico video.

Buona attesa!

Andrea

Sarmel e Dio – sesto (ed ultimo) quadro

Sarmel, pur di continuare a parlare
di Dio e della follia di chi affermò ch’era venuto tra noi
di quella favola sempre più pazza e più bella,
inaspettatamente dichiarò che un solo filo d’erba
è di per sé un gran miracolo
e, pur restando ateo,
riprese a litigare, ma con i bestemmiatori
e tutti gli atei del mondo.

Litigò come fosse un vero credente
di quelli che dicono la Fede è un dono,
è come una vista o un udito particolare.
I numeri immaginari sono Dio per quelli reali
che non possono concepirli.
Il suono è Dio per i sordi
e la luce lo è per i ciechi.
Si convinse che la pazza certezza di tanti,
la cieca fede con cui parlavano di Luce
un piccolissimo germe di dubbio, inconfessato,
nel più profondo gli aveva inculcato
sulle capacità della nostra mente.
E Sarmel, che aveva spento la fede in tanti,
prese, lui senza Fede, a riaccenderla in tanti.

Lui, che spaziava dall’infinito al gluone,
la Fede, diceva, fa riascoltare la mamma che canta
una musica nota che placa.
E scoprì che cantare è pregare due volte
e pregare è cantare due volte.
Pregare, cantare, pregare anche senza motivo
per riavere quel caldo insensato di dentro.
Quel caldo insensato che alla Vita dà senso.

Sarmel, ateo-cristiano

 (Tratto da: Sarmel e Dio in 6 Quadri – Di P. Diodati, musicato da F. Sulpizi)

 

Domande aperte (per riduzionisti, particellari, cosmologi, filosofi, …)

Martedì scorso ho tenuto – uso un voluto gioco di parole – un seminario presso il Seminario Arcivescovile di Genova:

Gli argomenti toccati (a livello divulgativo) sono stati i seguenti:

•Richiami a ciò che abbiamo sentito al Festival della Scienza (P. Funes – L’universo che si evolve);
• Tra filosofia e Scienza: il riduzionismo; da Democrito a Peter Higgs: così l’uomo è andato alla ricerca dei costituenti fondamentali della Natura;

Più approfonditamente:

• il Modello Standard e la ricerca del bosone di Higgs all’LHC: le “cattedrali nascoste”;
• il ponte tra infinitamente grande e infinitamente piccolo: i raggi cosmici.

 

Al termine del seminario, molte le domande che mi sono state rivolte da parte di sacerdoti, seminaristi e laici presenti. Sarò sincero. Non a tutte ho saputo rispondere. Non a tutte, credo, la scienza sa rispondere.

Chi volesse dire la sua in merito è benvenuto nei commenti. Per me sono domande che sono rimaste aperte e che mi lasciano con un senso di mistero e con una voglia di scoperta molto grandi.

 

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Ecco la differenza tra fare da sè o collaborazione!

Chi fa da sé fa per tre?

A volte può essere così, perché gli studi di Teoria dei Giochi, Teoria delle Decisione, ma anche di Sociologia, hanno dimostrato che spesso il rendimento di una squadra è inferiore alla somma del rendimento dei singoli. E questo accade se non vi è collaborazione. Al contrario, in una squadra per organizzata, le potenzialità esplodono e il rendimento totale può anche essere molto maggiore della somma del rendimento dei singoli.

Di questo assunto se ne possono trovare applicazioni ogni giorno: dal mondo dello sport al proprio ufficio / posto di lavoro.

E allora ecco una piccola vignetta che può farci riflettere. Buone strategie!

Andrea