Il Mistero del Carro in Giorgio da Castelfranco Veneto

Chi è rimasto incuriosito dal titolo verrà subito illuminato.

Iniziamo subito col dire che Giorgio da Castelfranco Veneto è meglio note come “Giorgione” e che “Il Mistero del Carro” altro non è che un “titolo alternativo” dato dai curatori della mostra (in questi giorni a Padova – Musei Civici agli Eremitani) al famoso quadro “La Tempesta”.

Perché allora il Mistero del Carro?  Ve lo svelerò, aggiungendo alcuni commenti su questa mostra che – va di moda così, forse per la crisi o forse per la semplice moda – risulta costruita tutta intorno ad un  unico quadro, un po’ come quella sul Bacio di Hayez (cliccare QUI)  presente sempre in questo periodo a Genova nel Museo del Risorgimento.

 Partiamo dall’enigmatico carro. Si trova disegnato sulla torretta – portone d’ingresso alla città che si vede sullo sfondo. Città che – è la tesi sostenuta dai curatori della mostra e da vari studiosi d’arte e di storia – molto probabilmente è Padova. Il carro in questione (forse lo stesso dei Carraresi, dicon i critici) si vede poco, in quanto la torre è piccola e per di più il lato su cui si trova è messo di profilo. Tuttavia non è sfuggito ai critici d’arte.  E via con la saga delle ipotesi. A Padova, per la cronaca, oggi non si trova una simile torre, e degli edifici che si vedono nel dipinto solo alcuni sarebbero riconducibili a quelli della Padova di inizio Cinquecento.

E dunque?

Fior fiore di studi sono stati fatti e rimando a questo articolo sulla mostra che li illustra abbastanza dettagliatamente. 

La mostra, oltre a portare avanti questo enigma del carro, analizza tutto il contorno culturale – scientifico – sociologico – politico –   artistico della Padova di quel tempo. Quante pesti ci furono (il Giorgione morì in una di queste pestilenze di cui troviamo trattati con teorie alquanto bizzarre per noi, uomini del 2000), quante cinte murarie ebbe Padova, quali artisti vi si trovavano all’epoca, chi influenzò chi, e via dicendo. E non si tralascino gli influssi galileiani provenienti da Venezia (già, Galilei era a Venezia in quegli anni) mischiati alla magia tipica dell’epoca.

Che i 6 euro del biglietto valgano tutti non saprei (meno male che come giornalista sono entrato gratis), certo è che qualche anno fa, con lo stesso prezzo, ci avrebbero fatto vedere tutto il Giorgione, dal vivo (già, perché a Padova solo la Tempesta e il Mosè sono in originale, le altre sono stampe a colori e riproduzioni che nulla hanno a che fare con gli originali). Insomma, con tanto di cappello per la Tempesta, la mostra è più da documentario alla Super Quark che da Galleria Museale, con buona pace per gli amanti di indagini, misteri ed arcani enigmi secolari.

Andrea Macco

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Un commento su “Il Mistero del Carro in Giorgio da Castelfranco Veneto

  1. 6 euro per un solo quadro possono sembrare tanti ma a volte vale la pena. Il Bacio secondo me è bellissimo.
    Ora al Ducale dicono che c’è un’altra bella mostra…

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