Sarmel e Dio – quarto quadro

S’accorse d’aver sempre cercato
i credenti, che aveva poi insultato,
perché voleva continuare a parlare
di Dio.
Ma ora non trovava più nemmeno un prete,
o un seguace di Allah,
con cui litigare.
Non c’erano più preti o credenti
da sbeffeggiare.

Ora che tutti s’erano accorti
che tutti gli dei eran morti,
Sarmel s’accorse di provare fastidio
per chi imprecava contro l’ultimo Dio…
E prese a difendere il Morto,
con un pensiero fisso:
salvare il Crocifisso,
dal continuo linciaggio
del peggiore linguaggio.

Dio non è nostro padre,
Dio è un nostro figliolo
e se il Figliolo è morto,
lo si bestemmia a torto.
Dio era la favola bella,
adesso non c’è più neanche quella…

(Tratto da: Sarmel e Dio in 6 Quadri – Di P. Diodati, musicato da F. Sulpizi)

Lettera a Padre Andrea Gasparino (Tornato alla casa del Padre)

27 Settembre 2010

San Vincenzo de’ Paoli, Sacerdote

Caro padre Andrea,

canta alleluia!


Ti immagino accolto nella gloria dei santi – “vieni servo buono e fedele” –  tu che per anni hai combattuto come un leone mai domo per l’amore al Vangelo, alla Parola di Dio, ai poveri e alla preghiera.

 

Ti ho conosciuto una decina d’anni fa un primo sabato di novembre, quasi per caso. Venni a Cuneo trascinato da alcuni amici genovesi che organizzavano un pulman per venire ad ascoltare le tue scuole di preghiera mensili. Fui subito toccato dall’ardore delle tue parole, parole forti, parole a volte anche scomode, parole che spesso erano illuminate dalla forza e dalla sapienza dello Spirito. Quel sabato di Novembre tu parlasti di castità e di fidanzamento e risvegliasti in me un ardore, una luce, una speranza: ciò che avevo sempre tenuto in fondo al cuore tornava desto, un desiderio di limpidezza che probabilmente giace nel cuore di ognuno ma che troppo facilmente il mondo sotterra.

Da quella volta ho iniziato a frequentare saltuariamente la comunità, finché un giorno non decisi di prendere carta e penna per scriverti una lettera. Chissà se mi risponderà? Pensavo, immaginando che dovevi avere molto da fare per seguire le missioni e i tuoi confratelli e i poveri intorno a Cuneo e chissà quali altre faccende. Invece la risposta arrivò presto, diversa da come l’attendevo perché tu sapevi leggere in maniera diversa ogni lettera e forse ragionare, rispetto a me,  un po’ di più secondo Dio e un po’ meno secondo gli uomini.

Poi passarono i mesi e un giorno nella cassetta mi ritrovai una lettera dalla Città dei Ragazzi di Cuneo. C’era un programma del deserto di Luglio e dietro poche righe scritte a mano: “Andrea, Gesù ti aspetta al deserto di Luglio! Padre.”

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Condizione per essere amati

«Se vuoi essere amato, sii amabile»

Questo pensiero, che ha il sapore tanto di un motto quanto di un antica pillola di saggezza, mi è stato riportato oggi da una persona cara. Lasciando al lettore eventuali riflessioni sulla verità contenuta in essa, è sorta una domanda: a chi va attribuito?

La persona che me lo ha citato lo attribuiva con incertezza a Sant’Agostino, ma dando una rapida occhiata in rete (si trova anche la versione “Sii amabile per essere amato”)  lo si vede accostato ai nomi di William Arthur Ward, Ovidio e Orazio. Ma c’è anche che dice che la frase risale all’antica sapienza popolare o a quella di un anonimo pensatore.

Chi avrà ragione?


Roma Capitale. Del degrado

Questo articolo è un articolo di denuncia, e in particolare mette l’accento su queste cose osservate dal sottoscritto mentre si trovava a Roma proprio nei giorni in cui è stato approvato dal Governo il Provvedimento “Roma Capitale”.

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Sarmel e Dio – terzo quadro

Ma quando l’ultimo prete avvilito,
deriso, impaurito
cessò di parlare di Dio
e fu perso di vista,
a Sarmel accadde una cosa strana e imprevista:
s’accorse di provar nostalgia
del gran parlare di Dio,
di chi credeva alla vecchia bugia.
Sarmel voleva restar miscredente
ma avendo accanto almeno un credente.

Dio non è nostro padre,
Dio è un nostro figliolo
Dio è la favola bella,
di quando l’uomo era bambino…

(Tratto da: Sarmel e Dio in 6 Quadri – Di P. Diodati, musicato da F. Sulpizi)

La situazione energetica in Italia: lo stato dell’arte (giugno 2010)

Ho ricevuto in pdf lo scenario che Emma Marcegaglia delinea per l’Italia del 2015. Un intero capitolo che allego QUI  è dedicato alla situazione Energetica.

Condivido pienamente l’analisi fatta da Confindustria e ritengo alquanto significative le tabelle riportate: parola ai numeri che valgono più di tanti bei discorsi. Seguiranno anche i fatti o resterà aria fritta?

 La tabella 1 mostra come, nonostante il processo di liberalizzazione e la recente riforma (decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 30 aprile 2009) del mercato elettrico, il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia è più alto rispetto a quello medio europeo (+37%).

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La logica applicata all’autostrada funziona?

Incontro una mia studentessa, appena rientrata dalle vacanze. Non faccio in tempo a chiederle se sia pronta a riprendere lezioni e quant’altro che mi incalza: “Prof, prof! Quel che ci ha detto sulla velocità non va bene! Infatti…”

Prima di iniziare a ingranare la quarta, a proposito di moderazione di velocità, la stoppo. “A quale lezione ti riferisci?”

Lei pronta: “A quella sulla velocità. Ci ha detto che più aumentiamo la velocità con cui andiamo, più aumenta il rischio…”

Io: “Beh, forse non in questi termini, ma il succo è quello…”

“E allora lei ha sbagliato!” – sentenzia gioconda la stud (già, se io sono prof. lei allora è stud. no?)

C’è un attimo di silenzio, so che lei attende impaziente che le dica: avanti, dimostrami il perché. Ma non lo dico apposta. Intanto, più di qualche secondo non resiste. E’ una sfida… E infatti:
“Sì, perché ci ho pensato e la logica la condanna prof, sì perché – la parlata è rapida, veloce, tutta d’un fiato – la logica vuole che la probabilità di incidente sia legata a quanto uno sta in autostrada. Se io non guido mai e non vado mai in macchina difficilmente avrò un incidente, giusto?”

Come obiettare. Giusto. Ma dove vuole arrivare la diabolica stud?

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La carica dei Centomila

 Chiuse le ferie, torno in maniera stabile a farmi sentire sul blog e a dialogare con voi, compagni di pianerottolo che siete diventati tantissimi. Chissà chi è stato il centomillesimo visitatore?

 Con la loro media di 150 visitatori al giorno, queste pagine dimostrano di interessare una piccola ma significativa fascia di naviganti della rete. Chi per motivi scientifici, chi per curiosità, chi per indagare ora su don Farinella ora su Odifreddi, chi per informarsi sull’asino d’oro,  chi per parlare di stelle e chi, semplicemente, per fare quattro chiacchiere colloquiali con il sottoscritto e altri amici della rete. Forse ho dimenticato qualche voce polemica cui piace contrapporsi con questi e altri pensieri, ma a volte anche le piccole toccate di fioretto possono ravvivare il confronto. Purché oneste e leali, s’intende. 

A voi tutti, che avete portato avanti questa carica dei centomila, un affettuoso saluto di fine estate. Dai prossimi giorni riprenderà la pubblicazione più regolare dei post sulle consuete varie tematiche.

 Andrea