Il modello Bard per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale

Bard, una delle porte della Val d’Aosta. La fortezza che vedete nella foto costituiva una roccaforte che vegliava sui territori di una Regione completamente circondata dai monti e che poteva essere raggiunta, prima che venissero praticati i trafori,  solo dal Piemonte, dal fondo valle. La storia di questo forte è lunga e gloriosa (vedere QUI) ma su di essa non voglio ora soffermarmi se non per quel che concerne l’ultimo decennio.

Dieci anni fa che cosa era Bard? Un borgo decadente, secco, polveroso, più vicino ad essere dimenticato che ricordato. Chi si fosse avventurato per le sue strade abbandonate e popolate da un pugno di poco ospitali abitanti locali avrebbe trovato solo la delusione. Arrivati in cima alla collina sui cui si trova il forte, il solitario visitatore avrebbe trovato il grande portone d’accesso sbarrato e il forte si sarebbe rivelato solo un’abbandonata inespugnabile fortezza in attesa che il tempo facesse il suo corso. Per quanto avrebbe resistito?

Poi accadde il miracolo.

Sono tornato in questi giorni a Bard: un paese rinato, irriconoscibile rispetto a quello di dici anni fa. Strade pulite, con tanti negozietti e botteghe, fontane gorgheggianti e piante ben curate. Cartelli illustrativi descrivono palazzo per palazzo facendo trapelare la ricchezza di un borgo che ha un patrimonio storico e artistico che può fare concorrenza a città ben più famose. E soprattutto – è il motivo della rinascita – il forte di Bard da un paio d’anni ha riaperto i battenti, trasformato in area museale assai valida e che unisce la tradizione alla moderna tecnologia. Parlo in particolare del Museo delle Alpi, ma ci sono anche  aree espositive dedicate alla tradizione locale e Walser e altre zone ancora adibite a mostre di artisti contemporanei e una sezione interamente dedicata alla montagna per i bambini (le Alpi dei Ragazzi). 

Sono inoltre stati installati una serie di ascensori su piano inclinato gratuiti che, oltre a offrire una spettacolare vista aerea sul borgo medievale, permettono di raggiungere comodamente i vari livelli del Forte. Dentro di esso prende vita una città nella città, tanto che per una visita ben fatta occorre passarci una giornata intera.

 Certo, restano alcuni margini di miglioramento, uno su tutti: vietare l’accesso e soprattutto la sosta alle macchine nel centro storico di Bard. Ma in ogni caso quello che dieci anni fa sembrava essere una cittadina destinata solo ad una celere menzione nei libri di storia, oggi è il segno tangibile dell’impegno di quella che io reputo una delle regioni più operose d’Italia, la Val d’Aosta. Chapeau.

 Per chi fosse interessato, visitare il sito dedicato: http://www.fortedibard.it/

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