Il valore di una non-rinuncia.

Entro in un bar piuttosto affollato di Genova per un caffè: è uno dei migliori della zona.

Mentre aspetto la mia ordinazione al banco, una signora si mette a fianco a me e, disgustosamente, squarta e divora il suo pasticcino, un povero bignè al cioccolato, con un cucchiaino. Dico disgustosamente, perché non ho mai visto mangiare un bignè in tal modo e a quanto pare non sono il solo.

Sentendosi osservata, la signora esclama, rivolgendosi alla donna al bancone: Sono appena stata dal dentista che mi ha detto di non mangiare dolci per tre giorni almeno. Ma figuriamoci se io posso rinunciare al mio bignè! No, non posso! Me lo mangio lo stesso!

Rinunciare. Questa parola ormai è uscita dal pensare comune di tante persone. Chi più considera il valore di una rinuncia? Molto più alto quello di una non-rinuncia. Alla faccia di chi ti guarda un po’ perplesso per il tuo comportamento. E soprattutto alla faccia del dottore. Quello che di certo non vuole il tuo bene e che, sempre di certo, se chiede una rinuncia, è solo per il proprio egoismo personale.

4 commenti su “Il valore di una non-rinuncia.

  1. D’accordissimo, ma con una riserva: la rinuncia ha senso se a muoverla è una volontà di bene reale. Rinuncio al bignè perchè mi farebbe male perchè ho il diabete o sono appena stato dal dentista, rinuncio a bere prima di mettermi alla guida per evitare incidenti… Ma quando non devo guidare un bicchiere da bere in compagnia o un dolce (magari un giorno particolare della settimana o anche se sono diabetico una volta in occasione del matrimonio di un parente), insomma un PIACERE è cosa buona è anche giusta!

    Basta che non diventi il motore della vita… O un palliativo per non sentire il “male di vivere” (basti pensare a quante sostanze doveva assumere quel tale che si chiamava J.P. Sartre in un giorno)!

    Diciamo che per sapere godere in maniera giusto del piacere occorre ricordarsi che non è solo necessario potervi rinunciare, ma anche sapere quando (e quali piaceri) concedersi.

  2. Con il fumo è molto peggio e molto più diffusa la cosa. Hai ragione andrea, oggi non si sa più cosa sia la rinuncia. Si crede di poter fare tutto ciò che si vuole, che va comunque bene, l’importante è credere di fare fessi tutti.
    Poi si dà la colpa a Dio se le cose vanno male…

  3. Il compianto Marcello Marchesi diceva “siamo nati per soffrire…e ci riusciamo benissimo!”.
    Mi ricordo di una cena alla quale ho partecipato, poco fa,come invitato,qui a Urbino dove abito.La cena fini’ all’una di notte e,prima di mettermi alla guida della mia auto,un collega mi ricordo’ dei due bicchieri “due!!” di vino che avevo bevuto, per i quali una pattuglia di carabinieri,che controllava gli automobilisti in transito sulla mia strada di ritorno,avrebbe potuto contestare il mio stato di…”ubriachezza, non molesta, al volante”. Ebbene, dovetti attendere più di un ora e mezza, per ripartire,sicuro,verso casa,dal parcheggio del ristorante e,ormai sofferente per il sonno,mi misi alla guida del mio veicolo sognando un letto, mentre maledicevo i due bicchieri di vino che avevo bevuto. Fui fermato dai carabinieri (ancora lì…maledizione!!) che, dopo aver constatato il mio stato di sobrietà alcolica, mi dissero che uno “stop” non funzionava…confuso e sorpreso (ci mancava anche questa!) controllai, quasi barcollando per la sonnolenza, e vidi, con gli occhi socchiusi, che non era lo “stop”, ma la luce dell’antinebbia, a destra, che era accesa. Non lo spiegai ai carabinieri, per non offenderli… pericolosamente, nella speranza che le barzellette su di loro avessero un fondo di verità.Cosi’ fu, convinti della loro constatazione circa lo “stop” sinistro che non funzionava, perdonandomi anche, non si accorsero di ciò che invece avrebbero dovuto e potuto constatare,il mio stato di… “apparente vigilanza”. Fu proprio lì, per la mia sofferenza,rabbia e paura, che mi venne in mente la massima, di cui sopra, del compianto Marcello Marchesi. Ebbene sì…anche le rinunce “banali” (come ai due bicchieri due) possono salvarti,oltre che l’anima,anche da altre pene contingenti, pur tragicomiche.
    Consiglio: ai tanti divieti che oggi imperversano, aggiungete quello di non andare mai a cena di sabato sera… vino, sonno e carabinieri possono giocare scherzi…severi…OK?

  4. Grazie, Giuseppe, per questo simpatico contributo che contiene senz’altro più di una verità! Ci sono persone che sanno osservare e penetrate con la mente nei fatti che accadono loro e da ciò traggono spunti di vita che sono preziosi, altri invece hanno perso la capacità del giudizio e del discernimento: l’unico motore del loro agire è l’io e le proprie voglie…
    Andrea

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...