Il mistero dei misteri sull’elettricità. Tre domande per i lettori.

Leggere con attenzione questo breve passo, dopodiché rispondere alle domande. 1 punto per la prima, 2 punti per la seconda, 7 per la terza.

“Ho così ricordato agli ignari, ma anche ai professori (…) che Alessandro Volta fu uomo da messa e rosario quotidiani, Andrè-Marie Ampère scrisse addirittura un libro, “Prove della divinità del cristianesimo”, Michael Faraday alternò la ricerca in laboratorio a predicazioni per strada del Vangelo, Luigi Galvani fu un devoto terziario francescano, Galileo Ferraris un militante rigoroso ed esplicito del mondo cattolico torinese, Leòn Foucault un fervoroso convertito, ovviamente al cattolicesimo”. (Messori, Perchè credo).

1. Stiamo parlando dei fondtori della Fisica dell’elettricità e dell’elettromagnetismo. Vero o falso?

2. I personaggi citati li ritroviamo espressi in unità di misura e strumenti di misura. Sapete dire quali? 

3. Come avranno fatto menti tanto banali, plagiate da una fede antiscientifica e irrazionale, ad arrivare a tanto?

41 commenti su “Il mistero dei misteri sull’elettricità. Tre domande per i lettori.

  1. Confermo che Berlicche mi ha dato l’ispirazione, come già altre volte capitato. Su questo blog si trovano vari riferimenti al suo blog che offre spesso spunti notevoli.

    Bravo Intricato per l’ottima osservazione, ora aspettiamo le tue risposte!

  2. Beh, rispondo ma con riserva:

    1 – vero
    2 – Volta (differenza di potenziale), Ampere (intensità di corrente), Faraday (quantità di carica, in genere nelle soluzioni elettrolitiche). Se non ricordo male esisteva anche il Galvani ma non ne sono sicuro.

    3 – su questo per ora taccio. ;-)

  3. Reminiscenze scolastiche mi dicono che c’erano i volmetri e i galvanometri per misurare la corrente elettrica e pure gli amperometri (ma non saperei dire al differenza).
    Geniale la terza domanda. Oggi regna la cultura secondo cui o sei scienziato o hai la fede e sembra impossibile conciliare le due cose. Abbiamo dimenticato che il libro della natura e quello dell’uomo li ha scritti un’unica mano, Dio! Per questo sappiamo studiare la natura!

    Pax et Bonum (et Fides!),
    Fra

  4. 1 – vero

    2 – Ampere se non sbaglio è l’UM dell’intensità di corrente, mentre Volt(a) della differenza di potenziale. Faraday non lo so … Confesso la mia ignoranza. Purtroppo la fisica non è il mio forte! Il che non mi fa piacere perchè è una cosa che ritengo di cultura generale… Vabbè!

    3 – Risposta: per caso no? E’ così che avviene l’evoluzione… Vabbè, ok. Probabilmente la fede aiuta a credere che Qualcuno abbia inscritto nella natura qlc di logico! Probabilmente, dopo tutto prima dell’Europa cristiana non ci sono molti esempi di scienza sperimentale no? Vabbè.. Sono solo ipotesi! Saluti

  5. Io rispondo solo alla terza.

    Se con la tua domanda retorica vuoi lasciar intendere che nonostante siano stati credenti hanno potuto fare grandi scoperte? ok, nessun problema. L’hanno fatto eccome!
    Ma io dico…e con ciò? Perché mai le due cose dovrebbero essere in contrasto?

    Non è che se sei credente sei completamente rinco…ito. La tua mente è ottenebrata solo relativamente ai dicorsi riguardanti religione, dei, mitologie e credenze varie. Ma sai ancora far di conto e ragionare logicamente in altre situazioni. A parte appunto su argomenti inerenti la religione, nei quali la logica che ti ha permesso di arrivare a cotante perle scientifiche è andata appunto a “farsi benedire”.

    Un’ultima cosa, rivolta a Il_grande_FraTollo. La scienza moderna con il metodo scientifico è stata “inventata” da Galileo. Però forse è meglio che a Galileo non gli parli tanto di papi e religione. L'”Europa Cristiana” non ha mai favorito la ricerca scientifica nella storia, ma è stata da sempre il suo più potente oppositore, ricorrendo spesso a metodi…diciamo così…non particolarmente sportivi…

    Saluti.

  6. Come prevedevo qualcuno casca sempre nella storia de: “La Chiesa brutta e cattiva ha perseguitato il povero Galileo e ostacolato il processo scientifico”.

    Di fronte a tali asserzioni (documentate da cosa? Mi daresti qualche titolo o qualche esempio?), mi limito a chiedere perchè allora la scienza sperimentale non è nata nell’antico Egitto, in Cina o nei paesi islamici ma nell’Italia “tiranneggiata” dalla Chiesa Cattolica “oscurantista” che sarebbe “potente oppositore” del progresso? Qualcuno salterà su dicendo: “gli antichi cinesi o i greci avevano un livello culturale tale da poter inventare il motore a scoppio”. Io ti chiedo: PERCHE’ NON L’HANNO FATTO, POTENDO?

    Ps. Per la storia di Galileo e della Chiesa in generale prendo ispirazione dal sito di Berlicche, al quale si è ispirato anche Andrea, e ti mando questo link:

    http://berlicche.splinder.com/tag/meditaclerostorica

    Leggi e documentati, poi ne riparliamo ok? Magari Rodney Stark (protestante e quindi appartenente a coloro per i quali la Chiesa Cattolica è l’anticristo in persona), o Jacques LeGoffe (ateo)… Magari anche qualche autore cristiano… Guarda: ti do un altro link:

    http://www.storialibera.it/storiografia/revisionismo_storico/

    La cosa paradossale riguardo la fede è che tu la consideri irrazionale. In realtà la fede non va CONTRO ma OLTRE la ragione, necessariamente perchè “fides” vuol dire “fiducia” e la fiducia la riponi in una Persona che ti si fa incontro e che entra in RELAZIONE, quindi non puoi pretendere di usare solo la ragione come per dimostrare una tesi o risolvere un problema parlando di fede. Puoi al massimo usare la testa (cosa che i credenti fanno) per decidere se è possibile che questo Altro ci sia o no…

  7. Buongiorno a tutti,
    vorrei usare una frese di Lorenzo da Ponte modificata: “L’irrazionalità del cristianesimo come l’araba Fenice, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa!”
    Il credere irrazionale il cristianesimo deriva forse da un esegesi biblica degna dei discorsi da osteria? (tipo tutto il parlare a sproposito che si fa attorno a Genesi).
    Non voglio per ora approfondire questo punto in questo luogo, forse non avrei nemmeno conoscenze sufficienti a dire qualche cosa di originale. Vorrei, tuttavia, provare a spiegare perché trovo il cristianesimo estremamente razionale.
    Cosa c’è di irrazionale nel credere che il peccato esista? E ancora cosa c’è di irrazionale nello sperimentare la forza redentrice di Cristo? Il peccato non coincide col reato eccetto in alcune circostanze, tuttavia è piuttosto inequivocabile che anche la pratica di peccati che non sono reati conduca l’uomo in una condizione tanto pietosa quanto più la pratica degli stessi è accanita. È come se davvero ci fosse una legge naturale che interroga la coscienza umana (sempre che la voce di quest’ultima non sia soffocata). Poi c’è il Sacramento della Penitenza ed il cammino di conversione; la loro efficacia è un dato di fatto!
    Io credo che si possa fare esperienza di Dio e della sua esistenza. Voglio tuttavia citare una strofa di Jesu Dulcis Memoria di San Bernardo che offre uno spunto di riflessione importante:
    “Nec lingua valet dicere,
    nec littera exprimere:
    expertus potest credere,
    quid sit Jesum diligere.”
    Per concludere vorrei dire che invero io quando studio materie scientifiche, tipiche della facoltà di ingegneria che frequento, non trovo alcun contrasto con il fatto che Dio ci sia e mi ami! Ammetto di non avere per ora studiato la Meccanica Quantistica ma né la Termodinamica né la Chimica Fisica né la Meccanica Classica mi hanno dato spunti per dubitare dell’esistenza di Dio.
    Cordialmente
    Giacomo

  8. @ Il_grande_FraTollo
    Guarda, se hai anche il coraggio di dire che la chiesa non ostacola la scienza credo che non sia possibile instaurare una conversazione costruttiva.
    Questo perché mancano proprio i requisiti di buon senso necessari ad una serena conversazione.

    Non sono quindi interessato a impiegare tempo ed energia parlando con chi nega gli eventi storici.
    E non voglio nemmeno mettermi a spiegarti perché il tuo discorso sull’antico Egitto è ridicolo. Davvero non ne vale la pena…

    Già mi aspetto le tue risposte pungenti e sarcastiche, ma non metterò ulteriormente bocca. Tieniti la tua “verità” negando pure la realtà. Davvero non m’interessa.

    Saluti.

    @ Giacomo.
    Sono d’accordo. La scienza non ha nulla a che vedere con la religione. Non è studiando la scienza che diventerai Ateo. Studiando capirai come funziona l’universo. E capirai che se qualcuno ti racconta panzane dicendoti: “devi crederci per fede anche contro ogni evidenza” ti stà prendendo in giro. Qualche anno fa qualcuno è stato condannato perché osava dire che la terra non è al centro dell’universo. Oggi si viene condannati perché si parla di fecondazione assistita o eutanasia. La ragione un po’ alla volta l’avrà vinta, certo peccato che ancora oggi dobbiamo sottostare a fondamentalismi religiosi.

    L’unica consolazione è che (come vedo anche qui) anche i più fondamentalisti si vergognano di ciò che la sua chiesa ha fatto in passato e cercano appigli appunto un revisionismo storico che però…si commenta da solo.

  9. Caro Pippo: ti inviterei ad una serena analisi del testo e a rispondere agli argomenti con argomenti e non cercando di ripetere come un mantra la vulgata corrente da manuale di storia di scuola dell’obbligo di second’ordine!

    Non dovresti aver difficoltà a smontare argomenti ridicoli no?

    Coraggio! Guarda che non ti mangio mica!

  10. Ragazzi, mi sembra che un conto sia parlare della terra al centro dell’universo o del sole oppure di come si è evoluto l’essere umano. Un altra cosa invece e’ parlare di eutanasia (la buona morte o morte anticipata della persona) e di generazione di nuova vita (fecondazione).
    Il primo caso e’ la descrizione della realtà, nel secondo caso si tratta di un intervento dell’uomo sulla realtà.

    Un saluto e grazie Andrea per questa interessante discussione! Non sapevo che cosi tanti fisici fossero stati credenti!
    Frae

  11. Pippo e Giacomo, benvenuti sul blog!
    Grazie per il vostro contributo alla discussione, credo tuttavia che le sagge parole dell’amico e compagno di pianerottolo FRAE possano ben mediare le diverse voci e riassumere il pensiero di fondo del sottoscritto come credo pure di altri.

    Alla prossima e buona navigazione!
    Andrea

  12. Modestamente, credo che il problema Scienza-Dio non sussista, perchè assodato che l’eternità esiste in antitesi al nulla assoluto e che la materia non è l’eternità, avendo una sua origine che la fisica e l’astrofisica identificano nel big bang, si potrebbe dire, per esclusione, che l’eternità non possa essere altro che un’entità personale, cioè Dio. E’ evidente che lo scienziato, pena la sua radiazione dal novero d’appartenenza, non può trattare quest’argomento se non a livello suo personale o comunque in privato.Quindi credo che l’uomo di scienza possa benissimo essere un uomo di fede(beato lui), anche se ammettere l’esistenza di Dio non vuol dire, sempre secondo me, possedere la Fede. Infine, occorre dire che, a volte o forse spesso, lo scienziato si “glorifica” della sua mancanza di fede, “avvalorando” la propria “super intelligenza che arriva a capire che Dio è solo un babbo natale per grulli”. Questa ligia adesione a Galileo va anche bene, ma così…solo Galileo si salva.
    Un saluto a tutti.

  13. Grazie a te,Andrea, per l’apprezzamento, ma…”attento a quei due”, sono bravissimi, ma sfiorando argomenti religiosi potrebbero scatenare un nuovo big bang ed un universo tutto loro.
    Ciao.

  14. Come al solito si confondono i piani. Quale dovrebbe essere la controargomentazione a questo suo post, si dovrebbero citare altri scienziati convintamente atei? E chi ne cita più vince?
    E’ ovvio che così non si arriva da nessuna parte. Alcune osservazioni:
    1) La scienza e gli scienziati non sono la stessa cosa;
    2) Il ricorso all’auctoritas e all’ipse dixit potevano forse andar bene 1000 anni fa, ma oggi sarebbe auspicabile che ognuno facesse i propri ragionamenti basandosi – ove possibile – sui fatti;
    3) Scienza e metafisica (religione) sussitono su due piani differenti e inconciliabili;
    4) Le capacità personali, l’intelligenza, la cultura, l’abilità o il talento in un particolare campo non sono, in sé, garanzia di infallibilità in altri campi: in particolare, le qualità morali – tra le quali metterei l’onestà intellettuale – possono essere affatto diverse anche in uno scienziato; sono esistiti scienziati che hanno teorizzato la superiorità della razza, ad esempio, scienziati che praticano con disinvoltura la vivisezione, scienziati che giustificano o ignorano bellamente le peggiori ingustizie commesse dalle multinazionali per cui lavorano, etc. etc.

  15. Più che inconciliabilità con la fede, la scienza, non potendo portare dio su un tavolo anatomico, non può dimostrarne l’esistenza in modo diretto, ma
    la coscienza può ammetterne l’esistenza per esclusione tra gli “assoluti” contrastanti tra loro.
    Certo che gli scienziati, come tutti noi, non sono sempre degli “stinchi di santo”.
    Saluti.

  16. Più di una volta nello spazio dei commenti di questo blog mi è capitato di leggere l’affermazione che scienza e metafisica sarebbero su piani diversi ed incomunicanti.

    Si tratta di un’affermazione inesorabilmente errata e la storia della scienza lo dimostra inoppugnabilmente.
    Tutta la riflessione sui fondamenti della scienza è indistricabilmente intrecciata con la riflessione metafisica e teologica.

    Si tratta di un argomento complesso che certamente non può essere discusso qui e non ho neanche intenzione di farlo.

    Ma si possono ricordare alcuni semplici fatti.

    Ad esempio tutte le interminabili discussioni tra newtoniani e leibniziani sulla natura dello spazio e del tempo e sull’azione di Dio nel mondo.

    Oppure il ruolo del platonismo nella nascita della scienza moderna, ben evidenziato da Alexandre Koyré.
    Koyré ci ha inoltre spiegato mirabilmente come la scienza moderna sia stata costruita sopra una nuova prospettiva metafisica caratterizzata 1) dalla distruzione del Cosmo ordinato e da tutte le considerazioni basate su questa nozione e 2) la geometrizzazione dello spazio, ovvero l’introduzione dello spazio omogeneo ed astratto della geometria euclidea al posto di quello qualitativamente differenziato della fisica pregalileiana.
    In sostanza la matematizzazione della natura e quindi della scienza (e Platone qui c’entra sempre).

    Oppure si può parlare di come cambi radicalmente la concezione di cosa sia essenzialmente il moto, che da processo prima, comincia ad essere considerato poi come uno stato.

    O si può parlare della concezione essenzialmente platonica delle entità matematiche in grandi matematici come Cantor, Frege, Godel.

    Oppure si potrebbe far notare come tutta la riflessione intorno al concetto di infinito si intrecci con la teologia, specie in un matematico come Cantor. Ma Cantor in realtà si fa esplicitamente continuatore di una discussione metafisica e teologica intorno all’infinito iniziata da Aristotele e continuata con la Scolastica, in particolare con San Tommaso d’Aquino, che per certi versi anticipò alcune delle idee di Cantor, anche se poi ovviamente Tommaso non aveva a disposizione né i risultati dell’analisi matematica né i fondamentali risultati, ottenuti dallo stesso Cantor, sui transfiniti.

    Oppure si potrebbe mostrare che anche il materialismo trova la sua prima origine proprio in preoccupazioni di carattere teologico, partendo dalla filosofia islamica ed ebraica e continuando poi con il nominalismo estremo medievale.

    Oppure si potrebbe discutere dell’importanza di Dio nella gnoseologia razionalista di Cartesio e Malebranche.

    E a proposito di Cartesio: più sopra Quaresima ha accennato alla vivisezione, affermando che anche per questo certi scienziati sarebbero moralmente deprecabili. In realtà fu dato grandissimo impulso alla vivisezione proprio dai filosofi cartesiani. Infatti partendo dall’estremo dualismo metafisico di Cartesio, che separava res cogitans e res extensa, si arrivava a negare completamente l’intelligenza e la coscienza agli animali, ammettendo così che si potesse far di loro qualunque cosa. Ancora a dimostrazione quindi di come la riflessione metafisica influisca poi sulla pratica; altro che piani separati.

    Ovviamente nella vita di tutti i giorni, lo scienziato non prende in considerazione tutte queste cose. Egli fa un lavoro essenzialmente meccanico. Fa misure e test, oppure risolve equazioni e fa altri calcoli. Ma ogni volta che entra in laboratorio o si siede alla scrivania, egli porta su di sé un bagaglio teoretico enorme, che trova il suo fondamento proprio nella riflessione metafisica e teologica. Chi dimentica la riflessione metafisica, dimentica i fondamenti della scienza. Costui può certamente limitarsi a lavorare e a far progredire la scienza, procedendo meccanicamente secondo i metodi già accettati ma, per l’appunto, egli resta essenzialmente un tecnico, un operaio della scienza e non un vero scienziato.

    Tutti i grandi passi in avanti nella scienza sono stati fatti grazie ad uomini capaci di profonda speculazione metafisica.
    La verità è che la pretesa separazione tra metafisica e scienza è una bestialità filosofica di marca positivista, che non si capisce come sia possibile che venga ancora propinata anche in molti insegnamenti universitari.

    Come ho già detto prima, si tratta di argomenti molto complessi che singolarmente non possono essere discussi nello spazio dei commenti di un blog, e quindi neanche ci proverò a farlo. Sono state scritte decine di migliaia di pagine in proposito, ed è inutile discuterle qui. Fornisco però un po’ di bibliografia per tutti i volenterosi che desiderassero verificare, comprendere ed approfondire almeno i vari punti che ho proposto più sopra, così da essere sicuri che non stia inventando niente, ma che si tratta invece di argomenti rigorosi:

    Alexandre Koyré, Dal mondo chiuso all’universo infinito
    Alexandre Koyré, Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione
    Alexandre Koyré, Studi galileiani
    Alexandre Koyré, Studi newtoniani
    Alberto Strumia (a cura di), I fondamenti logici ed ontologici della scienza – Analogia e causalità
    Sofia Vanni Rovighi, Filosofia della conoscenza

    In particolare per il concetto di infinito:
    Michael Allet, Cantorian Set Theory and the Limitation of Size
    Aristotele, Fisica, libro III
    Tommaso d’Aquino, Somma teologica, parte prima, questione 7
    Remigio dei Girolami, Quodlibeti, parte II, articolo 3

  17. SCIENZA E METAFISICA

    Non mi addentrerò in questo profluvio di citazioni, perché non ho gli strumenti culturali per farlo. Constato comunque il suo modo di argomentare – il ricorso massivo all’ipse dixit, condito con suoi commenti perentori del tipo “la pretesa separazione tra metafisica e scienza è una bestialità filosofica di marca positivista”.

    Troppe volte sento dire che un certo discorso è troppo lungo, complesso, per “essere discusso qui”. Di cosa dovremmo parlare in un BLOG come questo, allora, dei mondiali di calcio?

    Lei si dimostra, mi pare, troppo sicuro di sé, quando se ne esce con frasi come “si tratta di un’affermazione inesorabilmente errata e la storia della scienza lo dimostra inoppugnabilmente”, quando poi per la sua “inoppugnabile” dimostrazione non sa far altro che appoggiarsi al rimando ad una ventina di autori più o meno antichi e prestigiosi; il che è – pare – soltanto un modo per rifuggire da un ragionamento democratico e gettare fumo negli occhi (oltre che, temo, un piccolo atto di vanità, peccato di cui, del resto, anch’io mi dichiaro colpevole).

    Da parte mia, tenterò di chiarire meglio il mio pensiero, senza citare nessuno. La mia affermazione che scienza e metafisica sussistano su piani inconciliabili non significa che non esista un rapporto tra esse. Tutt’altro: la metafisica è FONDAMENTO della scienza: va da sé, infatti, che non ci può essere scienza senza partire dalla definizione di cosa è l’essere, e di cosa è la conoscenza.

    Ciò che io contesto essere ammissibile è il percorso inverso: partire dalla scienza per arrivare alla metafisica. Il che non significa che uno scienziato non si debba occupare anche di filosofia. Quello che non può fare, però, è pretendere di utilizzare delle evidenze scientifiche per dimostrare delle posizioni filosofiche o – peggio – religiose. Il fondato non può dimostrare il fondamento. E’ un modo non corretto di ragionare, e si vede facilmente come, basandosi sugli stessi fatti scientifici, si possa arrivare a pseudo-conclusioni, in campo metafisico, affatto diverse e contradditorie.

    D’altra parte, la scienza moderna, post-galieliana, ci può dare dei suggerimenti: i suoi successi nello spiegare una moltitudine di fenomeni, rimasti per millenni avvolti nel più totale mistero, e la sua capacità di fare previsioni accurate di molti fenomeni, ci suggerisce che la metafisica e l’epistemologia sulla quale essa si basa, una metafisica che prescinde totalmente dal contetto di Dio, è una buona metafisica, che “funziona”. Ci tengo a che si faccia attenzione alle parole che uso: “prescinde”, non “nega”. Il che ci porta a dire che la scienza non può senz’altro dimostrare l’inesistenza di Dio, né tantomeno la sua esistenza. Tutto quello che può fare è suggerire che – per quel che la riguarda strettamente – se ne può fare anche a meno. Ma la scelta di credere in Dio, che la faccia uno scienziato o un odontotecnico non ha importanza, non è fondabile su basi razionali, così come quella di non credere. E’ un fatto puramente emotivo, sicuramente condizionato da fattori storici e ambientali. Ci sono persone, come me, che non sentono alcun bisogno di Dio per dare un senso al mondo e alla propria vita, che non si sentono infelici se non c’è Dio (a differenza di quanto arrogantemente suggerito dal testo “Sarmel e Dio” ascoltato ieri alla premiazione), e ce ne sono altre che hanno questo bisogno. La scelta tra le due Weltanschauung è su un piano puramente emotivo, e nessuna delle due scelte ci trasforma – di per sé – in persone migliori, o scienziati migliori.

  18. Ma guardi, trascurando i dettagli, alla fine siamo fondamentalmente d’accordo. Metafisica e scienza non solo si completano, ma si sostengono a vicenda. Si può fare metafisica partendo dall’esperienza, come nella tradizione aristotelica e scolastica. Ma si può fare anche in altri modi, partendo per esempio da idee fondamentali ed evidentissime, come faceva Cartesio.
    Il punto però è non dimenticare che senza la riflessione metafisica, la scienza così come la conosciamo, si ritrova priva di fondamento. E tutta la storia della scienza sta lì a dimostrarlo. Quelli che ho citato erano solo esempi che chiunque può verificare, e se ne possono fare altri. Tutto qui.

    Francesco Santoni

  19. Sono contento che siamo arrivati ad un accomodamento :)

    Ed ora, finalmente, rispondo alla terza domanda di questo POST:
    è senz’altro possibile, in quanto, come ho detto, la scienza non ci dà alcuna base d’appoggio né per affermare né per negare Dio. A meno che non si voglia affermare che é possibile dimostrare Dio con la legge di Ampére.

    Se però consideriamo la religione non nella sua purezza, ma come fenomeno storico-sociale e di potere, penso che sia difficilmente negabile che le religioni rivelate, in particolare quella cristiana, abbiano costituito un formidabile freno allo sviluppo delle scienze per tutto il medioevo, e che soltanto a partire dal 400, con la riscoperta dei classici, e soprattutto dal 600, con Galileo e Newton, la scienza abbia ricominciato a progredire. Per questo mi risultano difficilmente comprensibili, a livello umano ed etico, quegli scienziati che si sentono a loro agio all’interno di quella “santa” romana chiesa che ha dato fuoco a Bruno e ha processato Galileo. Posso comprendere una posizione deistica, molto meno la completa fedeltà alla chiesa come istituzione depositaria del verbo di Dio.

  20. Quoto tutto ciò che ha scritto Pippo, e mi permetto di rispondere per lui a Il_grande_FraTollo: ho letto qua e là sul sito di Berlicche. Lì si dice che Galileo fu processato perché non era riuscito a dimostrare l’eliocentrismo e voleva “imporlo” (sic!). E si dice anche che “in realtà la sua pena fu il confino dapprima nel palazzo di un vescovo amico e poi nella sua villa di Arcetri; e la recita dei salmi penitenziali che sbolognò alla figlia suora. Una pagina triste comunque”. SOLO una pagina triste?

    Ora, se tutto questo le sembra giustificabile sul piano etico, allora, come Pippo, rinuncio a parlare con lei. Indipendentemente da quanto siano state gravi le pene, fisiche e morali, inflitte a Galileo, risulta comunque chiaro, anche in siti come questo di berlicche, che la chiesa si è arrogata un diritto che noi oggi considereremmo inaccettabile. Oppure, secondo lei, ogni scienziato che sbaglia una dimostrazione meriterebbe di essere censurato e ridotto al silenzio con la forza dalla chiesa? Se è questo che pensa, lo dica chiaramente.
    Non sarebbe bastato forse, da parte della chiesa, pubblicare la dimostrazione che le argomentazioni di Galileo fossero fallaci?

    La chiesa e la maggior parte delle religioni rivelate coltivano al loro interno fortissimi sentimenti antiscientifici. E’ dalle religioni che, negli U.S.A. soprattutto, continuano a levarsi voci di protesta contro il darwinismo, per fare un esempio. E le varie chiese tentano sempre di utilizzare la forza – oggi attraverso le pressioni politiche – per far imporre le loro idee, anche in campi che non le competono affatto, come appunto le teorie scientifiche.

    Se vuole leggersi un bell’elenco di orribili pronunciamenti che la chiesa cattolica ha prodotto, nel modo più solenne possibile, e fino praticamente all’altro ieri, si legga il bel libro di Luigi Lombardi Vallauri – http://www.ibs.it/code/9788871665566/lombardi-vallauri-luigi/nera-luce-saggio.html – scritto da uno che il cattolicesimo lo conosce bene, essendone stato campione per decenni.

  21. Fatti salvi i dogmi,penso che la/le religioni,visto che non fanno ricerca scientifica, si trovino costantemente a fare i conti con le scoperte scientifiche, per poi inevitabilmente adeguarsi a queste. Nel frattempo, visto che anche i religiosi sono esseri umani e che, per quanto si dica, non è possibile distinguere il potere temporale da quello religioso,questi, per difendere il proprio potere consolidato e “minacciato” dalle nuove scoperte, possono, nel frattempo, far gravi danni:es. le condannne al rogo nel medio evo, le condanne a morte ed alla prigione nelle romagne, verso la metà dell’800 (mi pare), per chi non andava a messa la domenica.Il risultato è che in Emilia Romagna, ed anche nelle Marche, molti sono ancora dei “comunisti mangiapreti”.
    Un saluto a tutti.

  22. Il cattolicesimo ha ostacolato in alcuni momenti della sua storia gli uomini di scienza? Certamente sì. Il cattolicesimo quindi ha frenato lo sviluppo scientifico? Certamente no, anzi ne è stato uno stimolo determinante. E a dimostrarlo è proprio il fatto che il metodo sperimentale si sia affermato proprio in Italia, nella culla del cattolicesimo e per opera di un cattolico. Il problema è che ci si sofferma sugli episodi negativi (che ci sono), tralasciando ciò che è stato veramente determinante per la nascita della scienza così come la intendiamo oggi, ossia la visione del mondo. E la visione del mondo offerta dal cattolicesimo (e dall’ebraismo) è incontrovertibilmente fertile per la nascita del pensiero scientifico. Per chiarire le idee ed a supporto di questa affermazione mi permetto di segnalare questo link (chiaro, sintetico e significativo): http://www.inters.org/tanzella-nitti/Pres_web/3_RuoloTeologia.pdf.

  23. Io vorrei solo fare una domanda. Tralasciando il caso Galilei che meriterebbe un’analisi approfondita, qualcuno mi sa fare un altro esempio di momento in cui il cattolicesimo avrebbe ostacolato gli uomini di scienza?

  24. Giordano Bruno filosofo (1600). C’è un caso emblematico che ha per protagonista Madre Teresa di Calcutta. La Santa stava soccorrendo una malata di cancro che era in preda ai dolori insopportabili procurati dal morbo:”sii contenta figliuola, questi tuoi dolori sono quelli di Cristo, è così che Cristo ti ama”…”madre… la prego, dica a Gesù di smetterla di amarmi”.Questo per dire che l’uso delle droghe maggiori a beneficio dei malati terminali per cancro, è in parte ammesso dalla legge da pochissimo tempo, proprio perchè, oltre per la lotta alla droga, i religiosi cattolici, ma non tutti, giustificavano quelle sofferenze necessarie all’espiazione dei peccati,
    “contribuendo”, per molti anni a lasciar morire le persone più per i dolori da cancro che per il morbo stesso.
    Naturalmente ammiro Madre Teresa di Calcutta.
    Saluti.

  25. Il caso di Giordano Bruno non ha niente a che vedere con la scienza. Si tratta di controversie puramente teologiche. Il fatto che Giordano Bruno fosse un copernicano è completamente ininfluente. E poi Giordano Bruno neanche aveva le conoscenze matematiche per studiare il trattato di Copernico. Bruno era copernicano solo perché tale teoria era in accordo con la sua concezione dell’universo infinito, concezione che comunque sviluppò indipendentemente da Copernico.
    Che il dolore provocato da una malattia sia un mezzo di espiazione del peccato è di certo dottrina cattolica. Ma lasciar soffrire un malato, senza curarlo con tutti i mezzi a disposizione solo per fargli espiare i peccati, non è mai stata dottrina cattolica. Aiutare e curare il malato è ed è sempre stata dottrina cattolica, e non lasciarlo soffrire. La religione cattolica è consapevole dell’ineliminabilità assoluta del dolore e però gli dà un senso, uno scopo, così che, in una prospettiva di fede ovviamente, lo si possa affrontare meglio. Ma se anche il dolore è ineliminabile ciò non significa che esso non debba essere combattuto con ogni mezzo eticamente lecito. Ed infatti Madre Teresa i malati li curava per quanto poteva, non li lasciava morire e basta.
    L’ospedale è praticamente un invenzione della cultura cristiana e l’utilizzo di erbe medicinali per alleviare i dolori si perde nella notte tempi ed è sempre stato ammesso, basta leggere qualunque libro di storia della medicina. Mi dici quand’è che la Chiesa cattolica si sarebbe pronunciata contro l’utilizzo dell’anestesia?

  26. Non ho nulla contro il cattolicesimo…anzi! Intendevo soltanto sottolineare che i “pensatori”, in genere, e/o le politiche possono trovare opposizioni o favori dai religiosi (prelati e credenti), che poi “devono arrendersi e/o ricredersi” difronte all’evidenza dei fatti, magari dopo decenni e/o dopo le tragedie ormai avvenute.
    Es. gli appoggi cattolici al fascismo, durante il ventennio.

  27. Ma io non penso che tu ce l’abbia con il cattolicesimo.
    Io ho solo fatto una piccola provocazione.
    Si ripete incessantamente (ed alcuni l’hanno fatto anche qui) che certamente la Chiesa si sia opposta allo sviluppo delle scienze. Ebbene, si tratta solo di un pregiudizio oppure di un’opinione sostanziata? Io ritengo che sia solo un pregiudizio, ma se qualcuno non la pensa come me, allora non deve far altro che sostanziare l’affermazione che la Chiesa si sarebbe opposta alla scienza. Quando, dove e come lo avrebbe fatto? Io non riesco a trovare niente di concreto. Leggende, distorsioni e pregiudizi tanti, ma di concreto niente. Ma se qualcuno può trovarlo, mi informi.
    Ho chiesto di tralasciare il caso Galileo perché sempre quello si nomina. Io vorrei dell’altro. Personalmente ho studiato abbastanza a fondo il caso Galileo e so bene che ormai non è più possibile classificarlo come caso di conflitto tra scienza e religione. Ma preferirei non entrare nella complessità di questo caso che richiede un discorso tutto suo. In fondo se anche fosse vero che esso rappresenti un caso di conflitto tra scienza e religione, sarebbe comunque un po’ poco, in 2000 anni di storia, per dimostrare che il cattolicesimo si sia sistematicamente opposto alla scienza.
    Quindi la sfida è aperta. Chi è in grado di sostanziare che la Chiesa abbia ostacolato lo sviluppo delle scienze, si faccia avanti.

  28. Sistematicamente no, ma vorrei soltanto esprimere il concetto che se si lasciasse il potere alla Chiesa, ci mancherebbe poco al ritorno dell’inquisizione, anche oggi.

  29. Do il benvenuto ufficiale ad Enrico, riservando anche a lui una riga di saluto come faccio solitamente per tutti i nuovi compagni di pianerottolo!
    Grazie per il contributo segnalato: mi sembra interessante anche se alcune pagine, trattandosi delle diapositive di una presentazione, probabilmente necessiterebbero di un ulteriore commento.
    In ogni caso, visto il bel dibattito che si sta sviluppando (ringrazio tutti gli interventi fin’ora arrivati per aver mantenuto un tono serio e rispettoso) mi sembra interessante e meritevole di sviluppo questo pensiero tratto dal file che ci segnala Enrico:

    “Vi è una relazione molto stretta tra la fede cristiana in un Dio, soggetto insieme razionale e libero, e il metodo delle scienze empiriche. Un mondo creato dal Dio cristiano sarà simultaneamente contingente e ordinato.
    Presenterà regolarità e forme stabili, perché il Suo Creatore è razionale, ma le regolarità e le forme che esso contiene non possono essere predette a priori, perché Egli è libero: possono essere scoperte solo mediante un esame sperimentale.
    Il mondo, come concepito dal teismo cristiano, è un campo ideale per l’applicazione del metodo scientifico, con la sua duplice tecnica di osservazione ed esperimento”
    (Mascall, Eric Lionel)

  30. Occorre anche sottolineare che il caso in cui, anche un solo scienziato venisse intimidito dalle autorità ecclesiastiche, l’intimidazione si estenderebbe anche a tutti gli altri ricercatori che si troverebbero titubanti a rendere pubbliche le proprie scoperte o potrebbero sospendere la ricerca. Quindi il caso Galilei, anche se stracitato,per i motivi suddetti, ha ritardato lo sviluppo scientifico.Occorre infine precisare che la Chiesa siamo tutti noi e, in definitiva, se la Chiesa giustamente educa noi tutti, anche noi educhiamo la Chiesa.E’ sbagliato,pertanto, infierire contro gli errori dei religiosi, ma occorre inserire i vari casi nel contesto sociale del momento.

  31. Penso che a Santoni basti rispondere con questo link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_dei_libri_proibiti

    Anche senza esaminarne l’elenco, che la Chiesa si sia sentita in diritto di censurare i libri, ponendosi, con la forza, come arbitro della verità, è sufficiente per identificare in essa un atteggiamento che non può in alcun modo essere considerato favorevole allo sviluppo di qualsivoglia ricerca indipendente della verità.

    Esempi di altre teorie scientifiche guardate con sospetto, se non apertamente avversate, dalla chiesa? Il darwinismo, ad esempio, o le teorie della psicanalisi.

    Affermare poi, come fa Enrico, che la chiesa avrebbe avuto, per contrasto, addirittura un effetto di stimolo positivo nello sviluppo delle scienze, mi pare un esercizio di furba e vuota retorica. Qui si sta discutendo qual’è stato, nei secoli, l’atteggiamento della chiesa nei confronti della scienza. Chiederci come sarebbe stato se la chiesa non fosse mai esistita è, come tutti ben sapete, logicamente inutile. Quello che possiamo vedere è che tutta la cosmologia dei filosofi medievali è stata concepita presupponendo l’esistenza di dio, e in modo che non fosse mai in aperta contraddizione con le sacre scritture. Non possiamo affermare con certezza se questo abbia costituito un freno allo sviluppo delle scienze naturali. Difficile però considerare un simile atteggiamento come un atteggiamento positivo nei confronti della ricerca della verità, basata sull’osservazione della natura.

  32. Ricordo che, quand’ero ragazzo (epoca beata),il sacerdote, alla confessione, mi chiedeva sempre,oltre a “quante volte figliuolo?Da solo o con altri?” Anche “sei stato a ballare?Sei stato al cinema?”ecc., io “si” e rispondevo anche a tutte le altre domande.Me la cavavo quasi sempre con tre avemarie di penitenza. Questo, che accadeva negli anni settanta e prima,può indicarci come la Chiesa fosse presente nella vita “laica” (non atea)
    delle famiglie e, quindi, non poteva non influire sul modo di vivere,di pensare delle persone, fin dall’infanzia e, come sappiamo, l’età infantile e giovanile è quella della formazione della personalità. Es. un tizio si meravigliava perchè un bimbo inglese, ancora così piccolo, parlava già l’inglese, mentre lui,italiano, non ne capiva neppure una parola!

  33. Caro FRAE,
    non sono sicuro di aver capito in che senso lei mi risponde con questi link. Io, però, la prendo come una conferma di quanto ho detto. Giovanni Paolo II, chiedendo perdono, non fa altro che confermare il fatto che la chiesa ha un passato di cui vergognarsi, un passato che ha costituito un ostacolo al progresso della scienza e dell’uomo in generale. Credo che questi link siano una risposta più adatta per Enrico o per Francesco Santoni, che non per me.

    Ovviamente, anche se questo è un altro discorso, se la chiesa chiede perdono, significa che in passato ha sbagliato. Se ha sbagliato nel passato, significa che è fallibile, e che potrebbe sbagliare di nuovo. Detto questo, non si vede in che modo qualsiasi cosa detta dal papa ex cathedra debba essere presa come se l’avesse detta dio in persona. Ma lascio volentieri risolvere questa contraddizione ai credenti.

  34. Ho letto in un sito internet che i monaci irlandesi amanuensi (penso nel tardo antico medio evo) furono essenziali nel conservare la cultura classica e che la più antica biblioteca pontificia risale al 5° secolo d.c..Quindi l’apporto della Chiesa alla cultura, per avar salvato gli antichi testi dalle orde barbariche e per essere stata la principale fonte culturale delle epoche antiche, non sia da sottovalutare.Sempre nel tatrdo antico medio evo e successivamente, anche la classe aristocratica collaborò con la Chiesa alla conservazione delle culture, privilegiando, però, la cultura classica e cristiana, tralasciando molte parti di quelle pagane.

  35. Scusate ma non capisco perché ci si meravigli che uno scienziato possa essere intimidito o messo a tacere e il suo lavoro (o parte di esso) censurato.
    C’era un certo dottor Mengele – sottolineo “dottore”, con tanto di titolo accademico – che secondo me sarebbe stato cosa buona e giusta impedirgli di fare alcunché.
    Mi pare che essere scienziati non vuol dire avere la libertà di giocare con le persone uccidendole per i propri esperimenti o creando metodi ingegnosi per eliminarle (aborti, eutanasie e diavolerie varie) altrimenti dovremmo approvare e lodare quel Mengele che tagliava un braccio ad un ebreo solo per cronometrare quanto ci metteva a crepare.
    Mi pare che anche Galileo fosse uscito dal seminato della pura scienza asserendo di essere “più in gamba della bibbia” (come dire che un passero corre meglio di un pesce rosso). E lo stesso discorso vale per tutte le osannate vittime che, a mio avviso, non sapevano neanche cosa fosse la scienza, dato che l’hanno fatta fuori dal vasino e sono stati pizzicati per questo.
    Poi, a quanto mi risulta, la non è la Chiesa a chiedere perdono per sé stessa, ma per coloro che hanno agito male ritenendosene membri (ed è molto molto diverso il concetto).

  36. La scienza può essere condizionata anche dalla politica laica:lo sterminio sistematico degli ebrei lo testimonia, anche se, assieme alle implicazioni scientifiche, i nazi ci aggiungevano la crudeltà che di scientifico aveva solo il pretesto di sperimentare il puro sadismo.La ricerca nell’ambito degli armamenti nucleari, biologici e “tradizionali” ha indubbiamente avvantaggiato, e di molto, lo sviluppo scientifico e tecnologico anche per le applicazioni civili. Si potrebbe concludere che la ricerca scientifica, non essendo mai fine a sè stessa, è sempre condizionata dalle implicazioni politiche etiche e religiose.

  37. Molto bene, Hayalel! Credo anch’io che questo sia un punto fondamentale: la scienza non può comunque mettersi, nella sua pratica, al di sopra di qualsiasi considerazione etica, ed in ogni epoca l’umanità pone dei paletti che non possono essere superati.

    Ovvio che nella nostra storia la religione è stata – ed è ancora – una delle fonti morali più ferme. La sfida, per un non credente come me, è trovare oggi un fondamento morale almeno altrettanto fermo non basato su una rivelazione.

    Però ci sono due piani diversi: quello, appunto, pratico, e quello ontologico. Se può essere discutibile e censurabile un metodo, non è sul piano etico che si possa dimostrare o confutare una qualsiasi conclusione ottenuta con tale metodo. Se una qualsiasi verità viene acquisita con metodi discutibili, magari crinimali, questo non toglie valore di verità ad essa. Senza arrivare ai casi estremi come Mengele, a tutt’oggi la maggior parte delle conquiste in campo farmaceutico e medico passano attraverso la sperimentazione su cavie animali, cosa che è considerata moralmente inaccettabile da una fetta sempre più larga di popolazione. Eppure, anche un fervente animalista non potrebbe negare che un certo farmaco abbia efficacia basandosi sul fatto che questa efficacia è stata dimostrata utilizzando un metodo che lui considera moralmente inaccettabile.

    Un altro piano ancora è quello, con Hume, del conflitto tra essere e dover essere. Si prenda il darwinismo sociale: il fatto che noi abbiamo appurato che ogni essere vive in competizione con gli altri (ovviamente la questione è più complessa) non ci autorizza a considerare una società spietatamente competitiva come giusta. Questa è una peculiarità dell’uomo: l’essere umano, con la sua evoluzione culturale, ha sempre e faticosamente cercato di affrancarsi dal peso della sua biologia: la verità di certi nostri bisogni e certi nostri istinti viene sempre più negata dalle nostre leggi e dai nostri principi, anche se in questo campo registriamo moltissime sconfitte, sia a livello personale che a livello sociale.

    E il punto è questo: io non credo che la chiesa abbia diritto di intervenire contro la scienza sul piano ontologico, vedi Galileo o Darwin, e su questo campo considero scorretto l’accostamento suggerito con Mengele. La chiesa ha invece diritto, come chiunque altro, ad avere una sua posizione sulla pratica scientifica – per fare un esempio, sulla clonazione umana. Apprezzerei però che lo facesse apertamente: quello che mi infastidisce, come credente, è la sua consolidata abituidine di utilizzare la sua influenza indiretta tramite le forze politiche, costrette quasi tutte a richiamarsi confusamente a dei “valori cristiani” per ottenere maggiore consenso popolare.

    Noto incidentalmente che ci sono esempi di intervento anti-scientifico che provengono anche da realtà che non coincidono affatto con la chiesa, si pensi ai movimenti No-OGM, tendenzialmente trasversali sia sull’asse destra-sinistra che sull’asse clericale-laicista. Il giudizio anti-OGM appare spesso un pre-giudizio, anche quando proviene da ambienti laici e di sinistra, basato spesso su un inestricabile groviglio di motivazioni socio-economiche, ecologiche e scientifiche propriamente dette, in cui i pareri scientifici appaiono selezionati e filtrati in base a ciò che si vuole dimostrare – ovvero che gli OGM sono pericolosi – mentre in effetti la comunità scientifica è piuttosto divisa, e parrerrebero piuttosto essere prevalenti i pareri a favore della non pericolosità degli organismi geneticamente modificati.

    Giulio Quaresima – Perugia

  38. Errata corrige (lapsus freudiano? :D): nel penultimo paragrafo si legga “quello che mi infastidisce, come NON credente”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...