Messaggio ai guerriglieri

 Sono tornati. Parlo dei guerriglieri, una banda di non identificate persone che lasciano commenti anonimi accompagnati da uno stile fatto di segni inconfondibili: lo sbeffeggio, l’insulto, la provocazione.

Ma da quante persone è composta questa irriducibile banda? Probabilmente da una sola persona, massimo due, visto che l’IP dei commenti (che le rende peraltro tracciabili nei loro spostamenti) è sempre lo stesso (ma trenta nickname diversi, altrimenti che gusto c’è?). Ovviamente non rispettano nessuna delle regole di questo blog:

 

 – Lasciano i commenti in pagine/post dove si parla di tutt’altro;

 – Non si fanno reperire per e-mail (sempre che questa sia valida);

 – Il linguaggio non è rispettoso delle persone;

 – Trattano argomenti a volte strettamente personali, ovvero riguardanti il sottoscritto. E per tali questioni esistono le e-mail, altrimenti il blog si trasforma nella piazza del mercato dove qualcuno sta al centro cercando di difendersi da gente in maschera che si diverte come i bambini all’asilo a fare i dispetti solo se non si è visti in faccia.

A tutto questo si aggiunge il lancio di una sfida: a rispondere pubblicamente, a dimostrare cose strettamente personali che non ho la minima intenzione di dimostrare in pubblico. Che ne sanno i guerriglieri delle mie scelte di vita? Del perché abbia preso certe decisioni? Perché, soprattutto, dovrei renderne conto qui e a loro?

 Il sottoscritto non ha nulla da dimostrare a nessuno, specie su temi che non siano quelli trattati sul blog; posso invece assicurare che la sua anima è serena e in buona pace con il mondo e le persone che considera amiche. Si impegna nel fare del suo meglio e, se può avere mancato nei confronti di qualcuno, gli si dica lealmente dove. Per il resto, parafrasando il teologo protestante Niebuhr, è quanto mai vero il pensiero:

 “Non esiste niente di più assurdo della risposta a una domanda che non si pone”

 ***

A tutti i naviganti che avrebbero preferito leggere quest’oggi post decisamente più interessanti spero di promettere che questo sia l’ultimo post sull’argomento. Già da domani ci saranno novità più gustose.  Andrea Macco

5 commenti su “Messaggio ai guerriglieri

  1. Vecchio stile, vecchie invidie. Ma tu non ti curar di loro, ma guarda e passa…

    Con stima, Fra

  2. Certa gente, di fronte alla civiltà e alla pace non riesce a far fronte all’inarrestabile desiderio di guastare tutto con inciviltà e belligeranza.
    Probabilmente è per invidia del benessere altrui o forse solo per disperazione. La cosa migliore è non dare spazio ai loro sfoghi perché è inutile replicare quando l’intento non comprende il reciproco rispetto.

    Fai bene a cancellare. E se lamentano censure, ignorali.

  3. Concordo con quello già scritto dagli altri: nessuno spazio a chi pretende di comandare e dettare legge in casa non sua.

    Vai avanti così Andrea!
    Elena

  4. SCRIVE LUIGI TORVAL:

    There is a lot of illustrious men that in their life were so humble that to the biographers miss material to write about their fruitful lives.
    Unbelievably there are instead many nonentities that restless supply with documentary evidence every instant of their trifling existences in their pointless blogs as if they were big scientists or important men and someone wished to know details about them. They are so far from reality that some of them even dare usurp the name of renowned phicisists and are so egocentric persons to believe to honour these famous men in this way: you are not Feynman and you should not darken his name with your idle existence. No one is proud of you, you can imagine if Feynman would be at his ease sharing his renowned name with you.

    RISPOSTA:
    Quello riportato è solo uno dei tanti commenti di questo guerrigliero anonimo. Di tanti sembra il “meno peggio” e anche se non meriterebbe affatto risposta (il commento è stato postato in un’altra pagina, ovviamente off topic), eccola qui (in italiano, perché la persona che scrive – anche a seguito di altri commenti lasciati – dimostra di comprendere molto bene l’italiano):

    Luigi (sempre che sia il tuo vero nome), non ti do’ il benvenuto perché non lo sei. Se non sei interessato a me, a ciò che scrivo, alle discussioni che propongo, perché stai ancora su questo pianerottolo?
    In ogni caso per questa volta sarai accontentato e avrai la risposta che chiedi: il mio intento non è e non è mai stato quello di paragonarmi a Feynman, di cui non posso vantare in comune nulla, se non la curiosità per le cose che mi circondano e un certo entusiasmo per la Fisica. Ho scelto come nick il suo perché fu anche grazie alle letture di libri di Feynman che decisi di iscrivermi a Fisica e fu per me sempre un personaggio di riferimento. Magari avessi un decimo della sua bravura!
    Qualche anno fa partecipai ad un convegno a Torino e raccontai ai miei colleghi di work group alcuni episodi inerenti Feynman e da qual momento iniziarono a chiamarmi “Feynman” senza che io l’avessi chiesto. Nei mesi successivi fu creata una mailing-list e ogni volta che mi si nominava venivo così chiamato. Era un gioco, come è un gioco l’usare un nick in rete. C’è chi si chiama LittleTony, chi Superman, chi Batman, chi Roosevelt e via dicendo, ma immagino che nessuno possa essere paragonato ai personaggi di cui porta il nome: il loro nick è però indice di una passione, di una simpatia, o di una stima nei confronti del personaggio scelto. Così vale per me, granello di sabbia nella grande distesa di sabbia che è la rete.
    Con buona pace di Feynman, tua e di tutti i compagni di pianerottolo che sono sempre stati al gioco e alle comuni regole del gioco. Tutta la vita può essere vissuta come un grande gioco, tutto fatto con il gioco, ma nulla per gioco. Questa la mia filosofia di vita: non chiedo di condividerla (nessuno è obbligato a stare qui, a leggermi, a visitare questo blog), ma solo civilmente di rispettarla.

    Andrea Macco

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