Situazione del Nucleare in Italia: parla Zampini

 Una interessante intervista condotta dal Messaggero a Giuseppe Zampini, AD di Ansaldo Energia, fa il punto della situazione sul progetto di rilancio del Nucleare in Italia e su come si sta muovendo Ansaldo che, ricordiamo, ha recentemente firmato un accordo con i francesi di Areva (gli stessi con cui ha stretto l’accordo anche il Governo italiano per la costruzione di 4 ? unità nucleari EPR di terza generazione avanzata in Italia).

 

 QUI il pdf dell’articolo. Nei commenti aperto il dibattito in merito.

Andrea

Un commento su “Situazione del Nucleare in Italia: parla Zampini

  1. Premetto che sono un fisico nucleare e perciò potrei essere un po’ di parte.

    Attualmente il nucleare è l’unica alternativa valida al petrolio. Le fonti rinnovabili hanno un rendimento insufficiente e contare solo su quelle (per il momento) è un progetto irrealizzabile. Penso che saremmo tutti ben contenti e felici di preferire le fonti rinnovabili a qualsiasi altra fonte se l’attuale livello di queste tecnologie non fosse decisamente insufficiente. Ed anche per la fusione nucleare ci tocca aspettare per un bel po’ (ed anche ammesso che la si ottenga bisogna vedere pericolosità ed inquinamento)

    Quanto ai rischi, le centrali in Italia non aumentano di tanto il pericolo di rimanere coinvolti in incidenti. Già ci sono le centrali oltre la frontiera a garantirci che la probabilità di essere coinvolti in un incidente nucleare sia maggiore di zero. (e qui in Italia le si vuole fare di terza generazione, non vecchie come in certi altri posti)

    Economicamente, avere le centrali non può essere che positivo. Acquistiamo a caro prezzo l’energia prodotta dagli altri con le loro centrali nucleari. Questo lo trovo paradossale.

    Il referendum sull’energia nucleare non ci ha lasciati soltanto senza centrali ma anche senza il relativo bagaglio culturale. Ad oggi sono pochi i docenti in grado di insegnare qualcosa sulle centrali e, soprattutto, sulla nuova generazione di reattori. Questo handicap culturale si manifesta con la lentezza con la quale si stanno racimolando le informazioni e decidendo il da farsi.

    Mi si perdoni la lunghezza.

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