I misteri della Sindone

Uno dei Cartelli per le vie di Torino che annuncia la solenne ostensione della Sindone - foto A.Macco

Ho avuto la fortuna di essere tra i primi a visitare la Cattedrale di Torino in occasione dell’Ostensione della Sindone. E’ la prima volta che la vedo di persona e sono stato felice di aver sostato un discreto tempo dinanzi a questo reperto di storia che ancora oggi interroga gli scienziati e parla al cuore dell’uomo.

Ho realizzato un servizio per Conoscere Genova e chi volesse vedere il video può visualizzarlo qui

Di seguito, invece, alcune considerazioni sulla Sindone e su ciò che la lega alla città di Genova. 

Andrea

 

CONOSCERE LA SINDONE È CONOSCERE LA NOSTRA STORIA E IL NOSTRO CUORE 

Genova allarga i suoi orizzonti fino alla Cattedrale di Torino in occasione dell’ostensione straordinaria della Sindone. Dietro a questa scelta non c’è solo il desiderio di documentare e conoscere di persona qualcosa di più di quel lenzuolo che attira a sé migliaia se non milioni di pellegrini, curiosi, scienziati, giornalisti, uomini e donne di fede al pari di laici o anche miscredenti. C’è di più: c’è il cuore dell’uomo che si interroga su tanti perché (la Sindone è una sfida irrisolta, un paradosso della natura), ma c’è anche un telo che solca i secoli e la storia passando di mano in mano, di traversia in traversia, parlando del dolore di un uomo forse senza nome, o forse col nome di un Nazzareno di 2000 anni fa; infine c’è anche la storia di una reliquia – originale o falsa non sappiamo dirlo con assoluta certezza – che nei suoi innumerevoli cambiamenti di sede ha visto anche un breve soggiorno nella Genova, la nostra Genova. 

Era il 1706 quando Torino fu assediata durante la guerra di secessione scatenata dalla morte senza eredi di Carlo II d’Asburgo, re di Spagna. Contro Francia e Spagna si schierano Inghilterra, Impero Asburgico, Portogallo, Danimarca e Olanda e il risultato è un assedio di 117 giorni alla città di Torino. I duchi di Savoia vivono un temporaneo esilio proprio a Genova: la sindone è con loro. 

Oggi siamo noi a compiere questo pellegrinaggio inverso –  laico o religioso ora non importa –  nella fu capitale d’Italia pronta, come Genova, a festeggiare il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Le prime estemporanee impressioni nella visita riservata agli operatori dei Media e della stampa, sono di un apparato organizzato che è apparso buono (Torino dopo le Olimpiadi sembra ferrata nel ben gestire grandi eventi) e di cui speriamo di ricevere la ratifica di altri lettori pellegrini. Come ha dichiarato il Card. Poletto, Pontificio Custode della Sindone, si può andare ai piedi del sacro telo per molti motivi, ma in fondo, quello più irrinunciabile per il cuore dell’uomo, è quello della ricerca del volto di Dio. Lo avremo davvero trovato? 

Andrea Macco 

particolare della Sindone - si vedono chiaramente il volto, la ferita al costato e le mani incrociate - foto A.Macco

13 commenti su “I misteri della Sindone

  1. Ne vale la pena?
    Quando era andata nel 2000 tanta coda per vedere si e no 30 secondi la sindone… l’ho vista meglio in TV…

  2. Colgo l’occasione per segnalarvi un articolo comparso pochi giorni fa sulla rivista online della Società Italiana di Statistica che per la prima volta, per quanto io ne sappia, pone seri dubbi sulla validità dei risultati della radiodatazione al carbonio 14 eseguita nell’88. Fino ad oggi i risultati della radiodatazione erano stati variamente contestati ma mai, mi sembra, con argomenti scientificamente robusti. Questa recente pubblicazione mi sembra invece un importante punto di svolta.

    Ecco il link all’articolo:
    http://sis-statistica.it/magazine/spip.php?article177

  3. L’articolo di Santoni è interessante ma non c’è alcuna prova scientifica che provi che quello e’ il telo di Gesù Cristo.
    Diciamo che è probabile che lo sia. In ogni caso non è assolutamente una prova della presunta risurrezione: le tesi su come si sia prodotta la sindone sono varie e nessuna soddisfacente al 100%.

    Mi domando piuttosto: perchè tutte queste ostensioni? Secondo me è tutto un gioco di vil denaro, altro che devozione!
    Ci sarà anche chi ci andrà per devozione sua personale, ma allora perchè non lasciare la sindone esposta sempre? No, per lucrarci meglio è bene tenerla nascosta e solo ogni tanto farci intorno tutto questo giro di gente, di merce, di soldi e affari che fa concorrenza alle aziende del Berlusca messe insieme…

  4. Ringrazio Francesco Santoni per l’interessante contributo.

    Le osservazioni di Elena e Riky sono in parte senz’altro vere. C’è da dire che la curia torinese non lucra direttamente sulla visita alla Sindone (l’ingresso e’ gratuito) anche se certamente c’è un giro di gadget e souvenir non da poco, ma questo un po’ ovunque in tutti i luoghi presi d’assalto dai pellegrini (da Lourdes a Pietrelcina, da Assisi a S. Antonio a Padova dove ho visto cose che mi vergogno di raccontare).

    Credo che questo aspetto mostri come la Chiesa sia formata da tutto il popolo dei Cercatori di Dio, santi e peccatori al contempo. Un luogo di fede dovrebbe rimanere prettamente quello, ma e’ difficile preservarlo incontaminato dalle logiche del mondo. Gesù stesso incontrò’ questo problema quando fece piazza pulita dei mercanti al tempio.

    Sembra che Dio non ami molto due categorie di persone: gli ipocriti (o falsi), e chi mercanteggia con lui. L’uomo vede l’apparenza, Dio vede il cuore.

  5. Non ho mai pensato che la Sindone possa costituire una prova scientifica delle resurrezione, né credo in generale che possano esistere prove in questo senso.

    Ma se la Sindone sia o meno il telo che ha avvolto il corpo di Cristo, questo è un fatto che in pura linea di principio può essere indagato ed eventualmente dimostrato. Se la Sindone fosse medievale è chiaro che non sarebbe il telo di Cristo. L’esame dell’88 sembrava aver chiuso la questione, invece ormai mi pare chiaro, sulla base di questa nuova analisi, che la questione sia ancora aperta. Tutto qui.

    Francesco Santoni

  6. Qualche giorno fa ho scritto qui due o tre commenti che ora , vista la levatura di questo blog, riconosco come banali, inadeguati. Mi scuso per questo e non scrivero’ più delle banalità. Ero capitato per caso in questo blog e non vi avevo ancora letto nulla: non mi ero accorto che chi scrive qui appartiene al mondo scientifico “altolocato”. Tuttavia un paio di cose sull’illustre Odifreddi (matematico efficace e forse un po’ opportunista e quindi “impertinente”) le vorrei dire: lui liquida il problema dell’ autenticità della Sindone, definendola un falso medievale, sia per i risultati dell’analisi con il carbonio 14, perche’ la fanno coincidere con la sua stessa prima comparsa in ambito storico (circa 1260-1300 e rotti) sia paragonandola ad altri tanti reperti “sacri” per la Cristianità che a suo parere sono sbrigativamente tutti falsi, tutti sullo stesso piano, “dimenticando” altri aspetti importanti della sindone, quali ad es. la presenza di sangue umano sul telo che sarebbe, secondo autorevoli esperti, addirittura immediatamente precedente all’impressione dell’immagine umana sul telo stesso (cosa di non poco conto). In sostanza, l’ill.mo prof. Odifreddi sembra proprio volere negare le evidenze impresse sul “sacro” lino favorevoli alla sua autenticità, come se egli volesse esaltare la sua personale opposizione quasi “accanita” verso tutte le religioni, credendo che chi lo legge, anche se ignorante come me, non si accorga di queste sue scelte affrettate, forzatamente laiciste e “opportunistiche” (vedesi anche le sue valutazioni circa l’autenticità storica di Gesu’). Chissà perchè questa sua antireligiosità così marcata, non proprio obbiettiva e povera di fondamenti scientifici esaurienti? Tuttavia il prof. Odifreddi è e resta un valente logico, forse un po’ istrione, ma necessarissimo per la cultura… basta stare un po’ guardinghi su ciò che dice.

  7. Gentile Giuseppe,
    scusi il ritardo nell’approvare i suoi commenti (anche i precedenti che ho raggruppato in un unico commento – la prego solo per il futuro di cercare di scrivere a riguardo del tema trattato nel singolo post/topic, come ha fatto questa volta qua con questo interessante commento).

    Le do il benvenuto ufficiale su questo blog che raccoglie compagni di pianerottolo di ogni levatura: solitamente ci soffermiamo ai piani bassi, ma talvolta capita che qualcuno si scomodi a scendere. Di statura alta o basa, giganti o nani, purché rispettosi delle regole, tutti sono ben accetti.

    Buona navigazione!
    Andrea

  8. Gentile prof. Andrea Macco, La ringrazio per il benvenuto e mi consolo che anche i nani possano intervenire in questo blog che, purtroppo o per mia fortuna, supera la mia portata culturale. Vede, tra me ed il prof. Odifreddi c’e’ qualcosa in comune: siamo tutti e due geometri! La differenza tra noi è che io mi sono fermato lì, per carenza di esuberanza intellettiva. Se lui usasse la sua “vulcanica” mente con maggior… prudenza, potrebbe emettere “in mezzo alla lava”, anche qualche pietra preziosa. Ecco perchè non lo butterei via.
    Cordialità.

  9. Il paragone che fa Giuseppe (Odifreddi come un vulcano) mi sembra azzeccato. Aggiungerei un vulcano stile Islanda: si fa notare, non passa silenzioso e, nel provocare gran frastuono, offusca pure la vista. Anziché aiutare a raggiungere la luce del vero, questa esplosione tumultuosa annerisce le rotte celesti dei cercatori di verità.
    Fosse più contenuto e meno roboante, più pacato e meno esplosivo probabilmente questo vulcano sarebbe più apprezzato da tutti.

    Andrea

  10. Santoni scrive:

    “Ma se la Sindone sia o meno il telo che ha avvolto il corpo di Cristo, questo è un fatto che in pura linea di principio può essere indagato ed eventualmente dimostrato. Se la Sindone fosse medievale è chiaro che non sarebbe il telo di Cristo.”

    Seguendo il ragionamento, se “eventualmente” la sindone fosse, invece, datata a 2000 anni fa, se ne dimostrerebbe l’autenticità. Deduco bene?

    Se la mia deduzione è esatta, il suo ragionamento è un chiarissimo esempio di confusione tra condizione necessaria e sufficiente: qualcuno mi dica, per favore, quale dovrebbe essere la condizione sufficiente alla dimostrazione dell’autenticità della sindone.

    In ogni caso non capisco perché si debbano continuare a spendere soldi, magari anche pubblici, e sprecar tempo per tentare di dare un fondamento pseudo-scientifico ad una “verità” di fede che quelli come voi non metteranno mai, comunque, in discussione.

    Giulio Quaresima – Perugia

  11. Do il benvenuto ufficiale a Giulio sul blog.
    Grazie per i tuoi ragionamenti, tre rapide osservazioni:
    a) La sindone non è una verità di fede e, pertanto, è stata messa in discussione più e più volte. Credo che uno possa essere un buon credente dinanzi a Dio e non credere affatto alla sindone come telo che ha avvolto Gesù Cristo.

    b) Per l’autenticità della sindone non esistono, allo stato attuale dell’arte, condizioni sufficienti ma solo condizioni necessarie (come quella espressa da Santoni). Occorrerebbe qualcosa come una foto o un filmato dell’epoca o un diretto testimone oculare, cosa ovviamente impossibile.

    c) La sindone resta un mistero scientifico: come è stato possibile realizzare un simile manufatto? Credo che scoprirlo potrebbe essere assai affascinante, una sfida che può intrigare tutti, credenti e non, e che una volta risolta potrebbe aprire le porte a nuove tecniche con applicazioni, al solito, che oggi magari nemmeno ci possiamo immaginare (come,. del resto, ogni volta che si fa ricerca).

  12. No caro Quaresima, lei non deduce affatto bene.

    Come insegna Aristotele, due proposizioni contrarie non possono essere entrambe vere, ma possono benissimo essere entrambe false.

    Se la Sindone è medievale, essa non è il telo di Cristo.

    Se la Sindone non è medievale allora essa POTREBBE essere il telo di Cristo, ma POTREBBE anche NON esserlo.

    Questo è tutto quello che si può dedurre da ciò che io ho detto. Quindi non mi attribuisca un ragionamento (o meglio una fallacia) che io non ho esposto.

    Attualmente, stando all’analisi pubblicata sulla rivista della Società Italiana di Statistica, la Sindone potrebbe essere il telo di Cristo. Ha quindi perfettamente senso continuare a ricercarne l’origine.

    Avere 2000 anni è quindi condizione necessaria, ma ovviamente, come dice anche lei non sufficiente.

    Per quanto riguarda invece la sua idea di non spendere soldi pubblici per le ricerche sulla Sindone, allora perché non sospendere qualunque tipo di ricerca archeologica?

  13. Sono contento di dedurre male. Avevo forzato tale deduzione dalla sua frase “se la Sindone sia o meno il telo che ha avvolto il corpo di Cristo, questo è un fatto che in pura linea di principio può essere indagato ed eventualmente dimostrato”, la quale sembrerebbe implicare che, secondo lei, l’autenticità della sindone potrebbe essere dimostrabile.

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