La compatibilità sociale dell’ENERGIA NUCLEARE

Riprendo nuovamente su questo blog il pensiero di Sabino Gallo, ingegnere nucleare di Genova,  Dirigente di Ansaldo in pensione. Lo faccio con un suo articolo pubblicato dal Secolo XIX di Genova  venerdì 18 dicembre 2009 con il titolo “ENERGIA NUCLEARE, SE LA CONOSCI NON LA EVITI”.

Come sembra Sabino Gallo è molto chiaro nella sua esposizione e credo non necessiti di ulteriori commenti. Molto interessante la parte relativa ai recenti sondaggi sul ritorno del Nucleare in Italia.

Andrea Macco

LA COMPATIBILITA’ SOCIALE
DELL’ENERGIA NUCLEARE

In una crisi di cui non si vede ancora la fine e che alimenta uno scontro politico e sociale, che è riduttivo definire aspro, sono molti i suggerimenti interessati ad incentivare dei  settori industriali tradizionali, con richieste di interventi dispersivi e provvisori, forse di immediata utilità settoriale, ma certamente non strutturali. Mentre stupisce una minore sollecitazione di alcune parti in causa per il nuovo piano energetico nazionale che, se realizzato nei tempi programmati o possibilmente più brevi, potrebbe ridurre i costi di produzione dell’energia elettrica e restituire a tutto il nostro sistema produttivo una maggiore competitività, fondamentale per uno sviluppo economico più sicuro e di lunga durata, di cui il Paese sente da molto tempo il bisogno. 

Tutti i Paesi industrializzati del mondo dovranno adeguare la propria capacità di produzione di energia elettrica alla prevedibile forte crescita della domanda.  E’ ormai unanime la consapevolezza che il ricorso alle materie prime fossili sarà economicamente inaccettabile, oltre che insensato, in un futuro molto anticipato rispetto al loro relativo esaurimento, quando la domanda diventerà inevitabilmente superiore alla loro produzione.  D’altra parte, i limiti che caratterizzano le fonti energetiche “rinnovabili”, sia le più antiche (idroelettrico e geotermia) che le più “nuove” (eolico e solare), orientano le loro politiche energetiche verso la produzione elettronucleare , destinata a crescere gradualmente, ma più rapidamente delle altre, perché è la meno condizionata dalla sua materia prima.

Nel quadro dell’internazionalizzazione della questione energetica, nessuno degli Stati membri dell’Unione Europea potrà sostenere a lungo una eventuale ed  ingiustificabile politica isolazionista, ma dovrà orientare il proprio comportamento coerentemente con gli interessi comunitari e con l’affermazione della Commissione Europea che “il nucleare è in sintonia con lo sviluppo”.  

E’evidente, tuttavia, che la fonte nucleare dovrà essere associata, in maniera diversa e per tempi ancora lunghi e di durata imprevedibile, alle altre fonti di energia disponibili, tutte comunque in crescita per il rapido aumento della domanda : – quelle tradizionali fossili (gas e  carbone, soprattutto) ; – quelle “rinnovabili” antiche (in particolare l’idroelettrico), che forniscono energia ugualmente quando serve e sono ancora competitive; e – quelle “nuove”(eolico e solare), anche se i loro costi ed il loro incerto e variabile funzionamento si giustificano solo in particolari situazioni.

Ovviamente, la definizione del mix energetico dipende dalle singole condizioni socio-economiche esistenti in ciascun paese e da quelle che si vogliono realizzare in un futuro prevedibile. In particolare, dalla dimensione della sua economia, dalla diversificazione e dalla affidabilità delle sue fonti di approvvigionamento e, quindi, dal livello di  indipendenza energetica ritenuta necessaria, per assicurare la continuità di uno sviluppo sostenibile e durevole.

Nel contesto europeo, la dipendenza energetica dell’Italia è singolarmente molto sfavorevole per il nostro sviluppo ed ha avuto sempre la tendenza ad aggravarsi, perché le numerose e sempre mutevoli “combinazioni” politiche, che si propongono come possibili alternative, esprimono orientamenti o programmi di politica energetica spesso ambigui, talvolta diametralmente opposti fra di loro e, comunque, privi della necessaria continuità per essere realizzati.

La decisione dell’attuale Governo di restituire al Paese l’opportunità della fonte nucleare  si accompagna ad un programma prudente di costruzione di centrali che, tuttavia, se pianificato rigorosamente per poter essere realizzato senza interruzioni, farebbe aumentare fin dal suo avvio e notevolmente la credibilità e la competitività del nostro sistema produttivo, moderando la crescita della nostra dipendenza energetica. Ma, soprattutto, riporterebbe il Paese in uno spazio internazionale più ampio di alta tecnologia,con tutti i vantaggi che questo comporta.

In un recente Convegno (12 novembre scorso), organizzato a Roma dalla AIN (Associazione Italiana Nucleare) ed intitolato “Energia Nucleare – La Gestione del Consenso” sono stati presentati (prof. Mannheimer) i risultati dell’ultimo sondaggio ISPO in tema nucleare :

la maggioranza relativa del campione (44 %) vorrebbe che l’Italia ricominciasse a produrre energia nucleare, mentre il 33 % esprime un rifiuto categorico verso questa soluzione e il restante 23 % non si sbilancia. Inoltre il campione ritiene: – per il 57 %  che le centrali di oggi sono “ molto più sicure che in passato”; – per il 65 % che la produzione elettronucleare ridurrebbe vantaggiosamente la dipendenza energetica del Paese; e, per il 50% permetterebbe un’accelerazione nello sviluppo scientifico e tecnologico.

Nel corso del Convegno sono state analizzate e riassunte le proposte di “…. dare attuazione ad una strategia e ad un programma di comunicazione istituzionale volti ad informare diffusamente la cittadinanza….” ; con lo scopo principale : “….perché il nuovo programma elettronucleare italiano possa nascere per quanto possibile condiviso sul piano sociale, al fine di limitare i problemi di accettazione degli impianti e di garantire certezza ai tempi di realizzazione…..”.

La nozione di “accettazione” (o “accettabilità”) può apparire ambigua o riduttiva (non certo nelle intenzioni degli studiosi che la propongono) ed essere interpretata, in buonafede o non, come una necessità transitoria, per dare alla ricerca la possibilità di mettere a punto dei reattori di una futuribile generazione, finalmente e definitivamente sicuri.

E’ preferibile la nozione di “compatibilità sociale, che include meglio e senza possibili ambiguità tutte le esigenze socio-economiche attuali o prevedibili che questa fonte di energia può soddisfare e tutti i suoi aspetti tecnologici (per convincersi, soprattutto, della sua alta sicurezza) e permette di ponderarli con quelli delle altre fonti di energia.

Divulgare una conoscenza corretta e sufficiente di tutte le fonti di energia, perché i cittadini possano valutarne le potenzialità, è un compito certamente difficile che richiede impegno, mezzi e metodi adeguati.

La creazione di un centro di trasmissione delle conoscenze su tutte le fonti e le forme di energia messe a confronto, dotato di sufficienti mezzi di simulazione o modelli funzionali delle varie tecnologie, permetterebbe un  dialogo più efficace e costante fra gli studiosi ed i cittadini e faciliterebbe la risoluzione dei dubbi, degli interrogativi e dei timori più ricorrenti. Un buon servizio reso al Paese.

 Sabino Gallo

14 commenti su “La compatibilità sociale dell’ENERGIA NUCLEARE

  1. Grazie per questa serie di articoli che tu, Sabino Gallo e altri (pochi) scrivete per dare una informazione su temi di cui la gente dice tanto ma che in realtà sa poco!!!

    Buone feste giornalista!
    Fra

  2. Se ho capito bene l’articolo, il nucleare è visto come una strategia vincente di approvigionamento energetico per i prossimi anni, mentre le altre risorse, quelle esauribili e quelle rinnovabili sarebbero l’una in decadenza e l’altra in via di -lento- sviluppo.

    Io non la vedo così. nel senso che non voglio vedere il rinnovabile come “lento”, nè come poco efficiente, anzi. La crisi e la sovrapopolazione e l’aumento del petrolio e il boom digitale sono tutti fattori che indicano che non c’è motivo per non pensare ad un radicale cambiamento del nostro stile di vita. Ovviamente in meglio. E’ per questo che il nucleare mi non piace per nulla come idea, è vecchia in partenza e altamente inquinante, oltre che potenzialmente molto pericolosa. Il sondaggio citato è di relativa importanza, in quanto l’opinione di un popolo che ha come fonte di informazione la televisione è discutibile, non lo considero quindi un’argomentazione.
    Eppoi dai, il sole è così beeeello! :)

  3. Caro Damiano,
    ti consiglio di dare una occhiata anche ad altri articoli sulla tematica Nucleare presenti in questo blog (ad esempio la recente intervista che ho fatto alla prof.ssa Paola Girdinio preside di Ingegneria) e ti renderai conto da solo che quello che dici è perlomeno inesatto. In particolare ti segnalo 2 punti:

    1) Il sole che splende: spende quando non ci sono le nuvole. E di certo non di notte. Gli impianti fotovoltaici sono ottimi per piccole realtà, paesi di montagna, ma di certo non potranno mai andare bene per le grandi metropoli che necessitano di un apporto di energia costante e soprattutto di un quantitativo di energia estremamente maggiore di quello che può dare una centrale fotovoltaica!

    2) Il Nucleare antiquato inquinante e pericoloso: il Nulceare non è inquinante (zero emissioni inquinanti, le pochissime scorie radioattive che ci sono già oggi sono in parte riutilizzate e tale problema sarà del tutto eliminato con le centrali veloci con una tecnologia già testata ampiamente in Francia), il Nucleare non è antiquato (tutti i Principali Paesi industrializzati vi stanno investendo) e soprattutto il Nucleare non è pericoloso: i moderni sistemi di sicurezza (attivi al 400% e passivi basati su intrinseche leggi della Fisica) sviluppati in Europa già prima di Chernobyl e ora presenti in tutto il mondo sono una punta di diamante della tecnologia che, dati gli ottimi risultati, sono stati esportati anche su altri tipi di impianti.

    Ribadisco l’invito a leggere l’intervista alla prof.ssa Girdinio (clicca qui) che tratta nel dettaglio, da un punto di vista tecnico e non politico, ognuno di questi aspetti.
    Andrea

  4. I commenti di alcuni lettori, quasi certamente espressi in buona fede, mostrano con chiarezza che il livello di conoscenza e di informazione sulle varie fonti di energia sono ancora del tutto insoddisfacenti. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi e delle opinioni, che devono mantenere, tuttavia,queste caratteristiche. E quelli che conoscono meglio certe cose hanno il dovere di dare delle risposte chiare e razionali. Ma chi vuole partecipare ad un dibattito costruttivo, ha il dovere di acquisire una conoscenza almeno accettabile sui problemi in discussione. Senza partire sempre dalla preistoria. Comunque, mi sembra necessario avere degli incontri diretti con il pubblico. Gli articoli sui giornali sono utili,ma non bastano.

  5. Lettura interessante quell’intervista, è vero.
    In effetti c’è una bella fetta di informazioni che sono state negate al pubblico, e mi sorge la domanda sul perchè sia stato fatto questo.

    Sono felice per l’apertura di un nuovo corso di specializzazione, anche se mi rendo conto del nostro pauroso ritardo in questo settore.
    Sul fattore del “sole di notte”, verrà aperto a breve un impianto nel sud Italia (ho pessima memoria per i nomi) che sfrutta una tecnologia ad immagazzinamento di energia termica in modo da permetterne il funzionamento anche di notte, e mi sembra una cosa buona.

    Ho una domanda inoltre sull’introduzione delle centrali di quarta generazione – che la prof.ssa Girdinio indica come verosimili nel 2035: fino a quel momento, le scorie radioattive che fine faranno? E in che percentuale quelle esauste potranno essere reimmesse nel circuito di produzione? E le centrali costruite prima, che fine faranno?

    Comunque, se è di globalizzazione che stai/stiamo parlando, posso capire perfettamente il tuo ragionamento, e anche la velata sculacciata di Sabino.

  6. Caro signor Damiano, non ho mai sculacciato le mie figlie, certamente non ho alcuna intenzione di farlo con lei. Le sue domande richiederebbero delle risposte molto lunghe, che male si adattano ad un “luogo di commenti”. Tuttavia, per quanto riguarda le centrali di 4a generazione (non so perché tutti siano affascinati da queste!), mi permetto di darle un consiglio : lasci perdere !. Esprima i suoi interessi per le centrali attuali di lunga vita. Ho già trattato questo argomento in un articolo, che forse potrà chiedere a “IL SECOLO”. Per le famose “scorie” , di cui tutti parlano con terrore o malizia e che sono paragonate a Dracula,di cui tutti hanno o fingono di avere paura, ma che nessuno ha mai visto in faccia, egualmente lei può trovare notizie, spero rassicuranti, in un mio articolo che egualmente potrà chiedere a “IL SECOLO”. Intanto, faccia molta attenzione a tutti i prodotti altamente tossici custoditi, generalmente male, anche in casa sua. Faccia egualmente attenzione a tutti gli altri rifiuti o materiali mediamente o altamente tossici ed “eterni”, abbandonati (o utilizzatii) all’esterno (per es. bitumi,asfalti,ecc., fra i tanti !), in discariche abusive ed incontrollate, che le nostre ammirevoli “Fiamme Gialle” riescono con fatica a scoprire ed eliminare. Le “scorie” diaboliche sono una quantità risibile, al confronto; e sono ben condizionate,ben gestite in luoghi luoghi sicuri e visitabili anche con bambini al seguito. Non hanno mai ucciso nessuno.
    Se lei avrà delle difficoltà a trovare gli articoli miei o quelli di altri, chieda al Dott. Macco di organizzare un incontro con me. La mia figura non rassomiglia a quella di Dracula. E non ho mai nutrito desideri di uccidere nè di suicidarmi con i prodotti altamente radioattivi. Ancora una cosa : la radioattività non fa sempre male. Qualche volta fa anche bene. E l’aspirina? Ne prenda una compressa quando ha male da qualche parte :una o due al giorno, mediamente. Mai 100 in una sola volta!! Potrebbero farle molto male e farla finire a Staglieno.
    Mi auguro di conoscerla e stia bene.
    Sabino Gallo

  7. Sono felice per diversi motivi:
    innanzitutto il fatto che non abbia mai picchiato le sue figlie, comportamento che approvo.
    In secondo luogo per il fatto che le mie domande non siano talmente banali da essere liquidate alla svelta – perchè se non si fosse notato il problema mi interessa.
    In terzo luogo perchè so che, se qualcuno vorrà sterminare la razza umana attraverso le radiazioni, quella persona non sarà lei.

    Riguardo le centrali di 4a generazione le ho prese come riferimento dopo aver sentito la campana del dott. Macco (d’ora in avanti “Andrea”) e della prof.ssa Girdinio che lui stesso mi aveva consigliato. L’efficienza di quelle centrali mi sembra lo scopo dell’attuale ricerca, anche perchè sono le uniche che possono annullare il problema delle scorie radioattive, sempre che abbia capito correttamente le spiegazioni della prof.ssa dell’articolo di Andrea.
    Riguardo le rassicurazioni, visto l’attuale confusione (creata o spontanea) in materia, trovo un motivo in più per credere nelle energie rinnovabili.
    Anche perchè, da allergico all’aspirina, sono un convinto sostenitore dei rimedi olistici, e non solo in campo medico.
    Non essendo genovese inoltre, vedo ardua la possibilità di un incontro (e di una mia eventuale sepoltura), perlomeno nel breve periodo, ma nel caso chiederò lumi anche ad Andrea – e mi premurerò di controllargli bene il collo.

    Mi stia bene anche lei,
    Damiano Tescaro

  8. Caro Signor Damiano, lei mi ha dato una possibilità culturale di cui le sono grato. Non sapevo cosa fossero i rimedi olistici e l’olismo. Grazie. Ora lo so.Una teoria che mi sembra banale, poco convincente. Mi scusi la sincerità.
    Lei è molo tenace e non vuole seguire i miei suggerimenti circa la 4a generazione di reattori, che produce solo confusione fra la gente. Colgo l’occasione per far conoscere anche ad altri lettori ed, in particolare, agli amici “nucleofobi, ma anche al caro amico Macco, la mia opinione (forse un poco di più !) sui reattori del futuro. Ogni prodotto tecnologico evolve nel tempo, spesso in meglio, ma non sempre. Chissà come saranno gli aerei e le caffettiere nel 2035 ? Lei aspetterà quella data per prepararsi il caffè o per prendere l’aereo ? Sappia, comunque (ma lei non ha l’aria di credermi), che Lei corre molti più rischi percorrendo 10 chilometri in autostrada con la sua automobile che rimanendo tutta la sua lunga vita accanto ad una centrale nucleare. Ma anche di più. Le probabilità si possono valutare. Le definizioni di 3a e 4a generazione A ME NON PIACCIONO e, spesso, ho ripetuto questo ai miei colleghi, in Italia e fuori. Perchè ? Perchè generano confusione nei non addetti ai lavori. E spesso vengono utilizzate con scopi cattivi da chi ha interessi diversi. E le cosiddette “fonti rinnovabili” ? “Aver fede” fa sempre bene !! Anche chi crede nel Paradiso a portata di mano dopo essere stato a Messa….! Faccia pure, se questo lo aiuta a vivere meglio. Se ha un poco di tempo libero e qualche amico sincero che sappia qualcosa, potrà farsi spiegare che cosa è la “densità energetica” e la differenza tra “potenza istallata” e “potenza erogata”. Se abitassimo nella stessa città ci proverei io.Così mi è difficile. Comunque le posso dire qualcosa che potrà farle piacere. Io non ho mai espresso “condanne” definitive nei confronti di queste fonti di energia. Ho sempre sostenuto che possono essere solo “complementari”, ma non certo “alternative” ,come ripetono da sempre i “soli che ridono” e dei quali il sole probabilmente riderebbe se potesse ascoltare.
    Per il resto. Spero che lei viva oltre i cento anni.
    Grazie e cordiali saluti
    Sabino Gallo

  9. Bel dibattito. Credo che le domande di Damiano siano pertinenti ma pure le risposte di Sabino sono corrette anche se magari qualche dato in più sarebbe utile. Ad esempio sapere che siamo immersi naturalmente nella radioattività per via di elementi tipo il Potassio 40 che respiriamo normalmente.
    Poi certo ha ragione Sabino: a parte Chernobyl che è stato un errore umano non si sono mai verificati casi gravi con le scorie che sono tenute (quelle a vita media lunga) in depositi sotteranei geologici sicuri. Certo è che in Italia non abbiamo, mi sembra, di questi depositi. So che si parlava di Scansano Ionico ma poi credo sia morto tutto lì e credo che le mandiamo tutt’oggi in Francia e Germania le scorie che produciamo ad esempio negli ospedali o nei laboratori di ricerca. Il che certo è un costo ma in vista delle centrali di IV generazione è un costo che cmq rende il Nucleare competitivo. A Sabino la IV generazione non piace, ma la ricerca è ben su quello che sta puntando ed è lì che bisogna arrivare perchè le scorte di Uranio non sono cmq eterne e non si può andare avanti solo con la III generazione. Funziona bene, innegabile, ma non garantisce il futuro all’umanità.

    Saluti a tutti
    Riky

  10. PS: Damiano ha parlato delle centrali foto-voltaiche o meglio a solare termodinamico su progetto di Rubbia. Bisognerbbe chiedere al prof. Marinelli che si è occupato direttamente della cosa (Andre forse pure tu ne sai più di me visto che hai lavorato con marinelli) ma credo proprio che non siano tutto questo prodigio come ha detto il premio nobel (?!? Quest’anno con il nobel a Obana per la pace si è capito come viene assegnato il Nobel…)

  11. Caro Riky, grazie. La moderazione è necessaria e lei mostra di averla. Vorrei precisare qualcosa :
    – certo, la radioattività è presente in tutto l’universo e fa parte della sua vita. Noi stessi siamo radioattivi. Lo sapeva?
    – Chernobyl, sempre Chernobyl, sul quale Lei mi sembra abbastanza prudente!
    Aggiungo qualcosa, con la chiarezza che credo mi distingua ed assumendomi sempre la responsabilità di quello che dico : Chernobyl non è stato un “incidente” o “disastro” nucleare propriamente detto, cioè dovuto a cattivo funzionamento del reattore così come era stato progettato. Io (ma non sono il solo !!) lo definisco un “incidente sovietico”. Anche se le centrali di quel tipo erano molto diverse, in fatto di sicurezza, da quelle occidentali, le responsabilità di quello che è successo non possono e non devono essere attribuite ai progettisti di quelle centrali ed, in generale, agli scienziati della Russia e degli altri Paesi di quella Unione.Non si può dare la responsabilità a coloro che le hanno progettate. Ma, qui, non posso aggiungere altro, se non che le conseguenze sono state largamente ingigantite dai “nucleofobi” per creare un panico ingiustificato. Non cerco di “minimizzare”, ma mi limito ad affermare che bisogna informare la popolazione con molta razionalità e realismo e non inventare. Molte delle notizie apparse sui giornali non sono vere o,almeno,sono state interpretate in malo modo. Inoltre le faccio notare che a Chernobyl i reattori (e, quindi, le unità di produzione) erano 4. E che, dopo l’incidente in questione, le unità restanti non sono state eliminate. E di reattori del tipo di Chernobyl ne restarono 13, uno dei quali, se ricordo bene, in Lituania o Estonia. L’Occidente ha contribuito ( eccome!!) alla messa in sicurezza di quelle centrali ( i paesi occidentali sono ancora presenti sui luoghi). Inoltre, di tutti i grandi paesi industrializzati, solo l’Italia ha eliminato le poche “centraline” che avevamo e quelle in costruzione, con notevoli conseguenze sulla bolletta elettrica, che continuano. Caro Riky, l’Italia è un Paese nobile, di cui dobbiamo essere fieri, ma è un paese a volte molto strano! Spesso siamo “unici”,come in questo caso. Se lei ne vuol sapere di più, organizzi un incontro-dibattito e vedrà che io non mi tiro indietro. Magari lo faremo sapere anche a quelli che,democraticamente, per affermare le “loro verità” urlano ed urlano oppure fanno scioperi di fame e sete senza soste. Ma se uno detiene una verità, perchè deve urlare o ricorrere a pratiche dannose per l’organismo, dal momento che ha la libertà di dimostrare quello che dice? Non le sembra strano?
    – Centrali di quarta generazione e ricerche relative :
    Le faccio notare che io non ho mai affermato che sono inutili e che le ricerche non siano giustificate ( anche se qualche obiettivo mi sembra,ripeto mi sembra, poco convincente o eccessivo). Ho detto e lo ripeto che la mia critica è rivolta all’uso che si sta facendo di queste definizioni di 3a e 4a generazione di centrali. La gente comune interpreta le cose con il livello di informazione che ha, convincendosi a torto che le centrali attuali siano “insicure” , di cui si debba aver paura. Non è così. Le sarei grato se lei rilegesse con maggiore attenzione quello che io ho scritto. Ma, ancora una volta, in questa sede le risposte non possono essere esaustive. Comunque, sull’argomento ho scritto un articolo, con argomentazioni più complete. Ma anche gli articoli di giornale non possono essere molto molto lunghi. Lo spazio a disposizione è quello che è. Poi, chi vuole approfondire….
    D’altra parte, la informo ( ma spero che lei non pensi che io sia vanitoso. Non ho più l’età per questo!) che io ho partecipato alle ricerche, alla progettazione ed alla realizzazione dei reattori veloci europei “Rap,sodi.e”, “Phénix” e “SuperPhénix” (quest’ultimo è stato ed è restato il più grande del mondo). I reattori veloci costituiscono la parte più importante dei reattori di 4a generazione. Ma di reattori veloci, il pubblico italiano non sa quasi niente. Essi, comunque, hanno funzionato bene, pure essendo prototipi e non hanno mai ucciso nessuno.
    – Combustibile nucleare per alimentare le centrali del futuro: mi limito a dire, anzi ad affermare, che di combustibile nucleare l’umanità può disporre almeno per i prossimi 5.000 (cinquemila) anni.
    Faccia una meditazione, anche senza disporre di una buona e completa informazione : ma le pare che, se ci fossero dei dubbi sulla disponibilità di “combustibile (inesatta definizione) nucleare”, tutti i paesi del mondo farebbero programmi nucleari di lunga scadenza? Via, nessuno può pensare che siamo tutti matti in questo mondo.
    Solo “quelli che….ridono” hanno capito tutto? qualcosa avranno pur capito quelli che sudiano questi problemi da tanti decenni ! Nei prossimi 20-30 anni si costruiranno tanti e tanti reattori nucleari in tanti paesi dl mondo.
    – “energie rinnovabili” e “scorie” : V. risposte già
    date nel blog, alle quali si aggiungono le considerazioni attuali e gli articoli già pubblicati in molti giornali e riviste. Ma anche gli articoli sono necessariamente brevi. La materia è vasta.
    – Premi Nobel : lei ha già espresso una opinione largamente condivisa dall’opinione pubblica.
    Aggiungo solo una piccola considerazione : forse sarebbe utile anche per i premi Nobel confrontarsi un poco più a lungo e pubblicamente su questi problemi. La gente capirebbe di più e quelli che premi Nobel non sono avrebbero l’opportunità di imparare di più. L’umiltà non deve mai mancare. Tuttavia, capisco che la cosa non è facile per loro. Certamente hanno poco tempo a disposizione e devono impiegarlo al meglio. E non sempre il loro linguaggio è alla portata di tutti. Però, qualche opinione anche gli altri hanno il diritto di esprimerla.
    Cordiali saluti
    Sabino Gallo

  12. Sono contento che il dibattito abbia preso campo. E’ segno che l’argomento stuzzica l’appetito.

    Anche se so bene che per scritto non si può essere esaustivi, cerchiamo di focalizzarci su singoli punti ed evitare discorsi generici fatti per slogan (pro o contro il nucleare non importa).
    La preparazione di Sabino è qualcosa di impareggiabile e so bene che gli incontri di persona con lui rendono tanto, però non sono sempre banali da organizzarsi. Sfruttiamo dunque questi strumenti tecnologici per arricchirci tutti, senza stracciarci le vesti se la dis-informazione regna e senza esasperare i toni come fanno gli pseudo – ambientalisti.

    Infine un impegno circa gli articoli citati da Sabino e pubblicati dal Secolo XIX. Purtroppo sul sito on-line del quotidiano non sono reperibili. Se Sabino è d’accordo, li pubblicherò su queste pagine a varie puntate. Quello sulle scorie, in particolare, merita per la sua accuratezza in un campo dove si sento sempre pochi dati riferiti in maniera grossolana.

    Andrea Macco

  13. SCRIVE Filippo:
    […] ho letto sul tuo blog un bel dibattito con Sabino Gallo e altri sul Nucleare. Credo si debbano promuovere queste iniziative e che sia bello poter avere un dialogo diretto con gli scienziati. Specie in Italia dove invece c’è chi martella sempre in un senso e guarda poco ai fatti. Io a questo proposito ho una domanda: ben venga il ritorno al Nucleare, ma non sarebbe più corretto che ci fosse un altro referendum anzichè una decisione del Governo senza la consultazione popolare?
    […]

  14. Bentornato Filippo sul blog!
    La tua domanda mi è stata proposta in varie forme già varie volte dunque finalmente ho dedicato un intero post alla questione Referendum per fare chiarezza una volta per tutte. Cliccare qui per leggerlo.

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