Nobel premia gli inventori delle fibre ottiche e delle fotocamere digitali

Il Nobel per la Fisica 2009 premia due ricerche legate alla luce. Le fibre ottiche, che hanno permesso tra l’altro la nascita di internet, e i sensori CCD, che hanno portato alle fotocamere digitali e alle straordinarie immagini del telescopio spaziale Hubble.

Per i non Fisici questi termini suoneranno misteriosi e quasi indecifrabili. La brevissima intervista al direttore del centro MATIS di Catania a cura dell’INFM-CNR mi sembra possa aiutarci tutti a comprendere di più l’importanza di queste scoperte:

Francesco Priolo, direttore del centro MATIS di INFM-CNR a Catania e tra i massimi esperti di nanofotonica, commenta così il Nobel: È un premio meritatissimo, perché tanto le fibre ottiche che i CCD hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione e della scienza. Dalla lezione delle fibre ottiche abbiamo oggi le guide di luce, con cui creeremo circuiti misti elettronici/ottici dotati di prestazioni straordinarie e a basso dispendio energetico. L’enorme velocità della luce – la massima dell’universo – e il fatto di non generare calore sprecato, sono un incentivo fortissimo a sviluppare questa tecnologia. Questo premio è anche uno sprone importante, perché sottolinea l’importanza di queste ricerche che al MATIS svolgiamo con una dimensione e risultati di valore assoluto.”

Come nel 2008, anche quest’anno il Nobel per la fisica ha premiato ricerche dall’enorme ricaduta tecnologica e pratica. Metà del premio è stata infatti assegnata a Charles K.Kao, il padre nel 1966 della trasmissione a fibra ottica in silice, che ha consentito straordinarie innovazioni: sono infatti cavi in fibra ottica ad assicurare la trasmissione di informazioni tra un lato e l’altro dell’oceano, e a permettere l’esistenza stessa di internet. E questa è solo la prima “fase” di questa tecnologia: il suo sviluppo successivo promette risultati ancora più incredibili grazie alla nanofotonica, che al posto delle fibre si serve di piccolissime “guide” ottiche integrate per pilotare la luce e l’informazione su distanze micrometriche, con lo scopo di creare chip capaci di usare la luce per fare i loro calcoli, velocissimi e sempre meno affamati di energia.

Dividono l’altra metà del Premio Nobel William S.Boyle e George E.Smith, che nel 1970 ai prestigiosi Bell Laboratories hanno creato il primo sensore CCD. Il CCD, che è un sensore in grado di registrare la luce e tradurla in segnali digitali, ha praticamente rivoluzionato tanto la ricerca scientifica che la vita di tutti noi. Sono infatti CCD il sensore con cui il telescopio spaziale Hubble registra le immagini del cosmo, gli spettroscopi che analizzano la luce  emessa dalla materia nei laboratori di tutto il mondo, e persino i sensori delle nostre macchine fotografiche digitali.

Roma, 6 ottobre 2009

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