L’ultima di Odifreddi: crociata contro il Matematico Israel

Riprendo questo articolo di Matteo Sacchi pubblicato qualche giorno fa su il Giornale, riguardante l’ultima genialata di Piergiorgio Odifreddi. Frattanto si avvicina il Festival della Scienza di Genova. Che ci riserverà quest’anno il Matematico impertinente che nelle scorse edizioni non ha perso occasione per parlare anzichè di scienza delle sue posizioni (dogmatiche) contro la religione?

Nei commenti dibattito aperto in merito all’articolo di Sacchi.

Andrea Macco

 

L’ultima crociata di Odifreddi: vince il “premio intolleranza”

Per l’ennesima volta Piergiorgio Odifreddi ha deciso di varcare il Rubicone che dovrebbe separare la matematica dalle idee politiche, l’eterea e perfetta scienza dei numeri dagli odi personali e dagli strali che lancia contro chi ha convinzioni diverse da quelle ateo-materialiste (cioè la maggioranza degli italiani). E come al solito l’ha fatto da par suo, ossia caricando a testa bassa e sfruttando al meglio la propria visibilità mediatica.

L’altro ieri, infatti, una mail, a firma del professore e indirizzata anche ad alcune delle più importanti testate quotidiane come La Stampa e Repubblica, ha avvisato l’associazione Subalpina Mathesis (che gestisce il premio Peano, uno dei più prestigiosi d’Italia per la divulgazione matematica) che voleva immantinente il suo nome cancellato dall’albo d’oro della medesima.

Odifreddi, vincitore nel 2002 con C’era una volta il paradosso (Einaudi) non gradisce più fregiarsi di un premio che, quest’anno, andrà a uno storico della matematica: Giorgio Israel. Non che abbia da ridire sulle capacità scientifiche del collega piuttosto ritiene (parole sue): «che le posizioni espresse da Israel in ambito politico, culturale e accademico sul suo Blog, sul sito Informazione Corretta e in ripetuti interventi su Il Foglio; Il Giornale e L’Osservatore Romano; culminate con la sua collaborazione con il ministro Gelmini come consulente per la “riforma” della scuola, trascendano i limiti della normale dialettica, e si configurino come un pensiero fondamentalista col quale non intende essere associato intellettualmente, nemmeno nel senso… di condividere con lui l’albo d’oro dello stesso premio». Idee che ha ribadito intervistato in un lungo articolo sulle pagine del Corriere a firma Antonio Carioti che, ciliegina sulla torta, ha attribuito al presidente di Subalpina Mathesis l’indiscrezione che anche alcuni membri della giuria avessero avuto perplessità sull’idea di premiare Israel.

Insomma una «scomunica» lanciata contro un rispettato collega a partire dalle sue convinzioni politiche e religiose e che trasforma in una colpa il fatto di essere un consulente dell’attuale governo. Abbastanza per lasciare di sasso il professor Israel che ha vinto il premio con Il mondo come gioco matematico, scritto assieme a sua moglie Ana Maria Millan Gasca e dedicato al matematico John Von Neumann. E se il professor Israel non vuole alimentare le polemiche personali, si limita a dire che il suo libro è distantissimo dalle questioni politiche e che racconta della vita di un grandissimo uomo di scienza, diversa è la posizione di Franco Pastrone.

Il presidente di Subalpina Mathesis coinvolto direttamente smentisce, parlando con Il Giornale, di aver fatto qualsivoglia accenno a dubbi su Israel: «Come ho scritto al giornalista del Corriere non ho mai detto che la vicinanza di Israel al governo abbia suscitato perplessità nella giuria… Nella discussione non sono mai intervenute valutazioni di tipo ideologico… Noi ci occupiamo di libri che aiutino la divulgazione matematica».

E quanto al gesto di Odifreddi lo definisce «incomprensibile… fuori dalla deontologia che dovrebbe caratterizzare i comportamenti di uno scienziato». E lui? Il «Matematico impertinente» è convintissimo del suo gesto, come dice al Giornale: «Sono le idee di Israel a trascendere la normale dialettica politica, sono di un sionismo estremo… E anche la sua scelta di collaborare con un ministro come la Gelmini per me è inaccettabile… Lui ha il diritto di pensarla come vuole ma io ho il diritto di non stare nello stesso albo d’oro con lui…». Se poi provate a dirgli che anatemi di questo tipo non fanno bene al dialogo culturale: «Ma quale anatema ho scelto la protesta più moderata di tutte, non ho mica fatto un sit-in…».

Matteo Sacchi

10 commenti su “L’ultima di Odifreddi: crociata contro il Matematico Israel

  1. Peccato! Non sembrava così ottuso! Ma tant’è, nessuno è perfetto! La “religione di sinistra” fa perdere la bussola persino ad un “ateo” come lui!

  2. Illuminatemi su quello che ha fatto questo Sig. Odifreddi nella sua vita, perchè da adesso non dormirò più di notte, finchè non saprò il suo illuminante contributo che ha dato all’umanità.

  3. Ben vengano le reazioni come quella del Prof. Oddifreddi. Invidio la sua possibilità di dissociarsi pubblicamente da quella parte di Italia incompetente e arrogante che ci ritroviamo a sopportare. Includo anche le ministre-burattino per le quali pare sia sufficiente inforcare un paio di occhiali dalla montatura scura per avere un’aria intelligente (e nemmeno ci riescono)…

  4. Non mi risulta che al premio Peano sia associata una somma di denaro, ma ci sono sempre i proventi della vendita in quantità industriali del libro premiato, e questo è il paradosso attuale, nel senso che non mi risulta che il più grande matematico vivente(!) abbia restituito almeno una parte di tali proventi all’associazione Mathesis, che glieli ha fatti guadagnare.
    A suo tempo lo stesso personaggio ha restituito la qualifica di “cretino” in campo specializzato (nel seminario), riservandosi pero di lucrarne ugualmente i vantaggi, sapendo perfettamente dove sputare senza correre pericoli.

  5. Do’ il benvenuto a Stella, Marinella e Antoine sl blog!
    Anche Milena era tanto che non si sentiva sul blog a fa piacere ogni tanto risentirla da queste parti.

    L’osservazione di Antoine sui proventi (anche solo d’immagine) che possono derivare da un premio prestigioso come il Peano sono certamente interessanti.
    Anche se nel caso di Odifreddi mi sembra che ormai ogni occasione sia buona per cavalcare la scia popolare del successo. Forse la filosofia è quella del vecchio adagio che dice: nel bene o nel male, l’importante è che si parli di lui…

  6. Vorrei illuminare Milena sui contributi scientifci del prof. Odifreddi, perché non soffra d’insonnia.
    Piergiorgio Odifreddi è un matematico molto noto e stimato dai suoi colleghi, soprattutto all’estero. Ha lavorato nel campo della logica intuzionista e teoria della ricorsività.
    Ha insegnato a Torino e, come visiting professor, al Cornell in USA e in Argentina, Cina, Australia e ha tenuto conferenze ad importanti università statunitensi ed europee.
    Il suo “Classical Recursion Theory”, 2 voll. 1660 pp., 1989, 1999, un’opera di riferimento sull’argomento in tutto il mondo [http://search.barnesandnoble.com/booksearch/results.asp?ATH=P%2E+Odifreddi], è stato pubblicato dalla prestigiosa editrice North Holland, mentre sta per uscire “The Four Noble Truths of Logic: Algebra, Topology, Categories and Lambda Calculus” di Odifreddi, Nerode e Platek, dalla MIT Press.
    Buonanotte Milena!
    Christos

  7. Ciao Andre!
    Tu e Odifreddi vi amate proprio. Vi lascio a giugno che eravate in guerra e ritorno ora e vi trovo allo stesso punto!!!

    In ogni caso devo riconoscere che Odifreddi si è reso davvero ridicolo con questa storia del Peano restituito. Come se Pele’ restituisse il pallone d’oro perchè oggi lo vince Cassano che e’ una testa matta o cose del genere… ma via!

    @Christos: un tempo anche io ero un fan di Odifreddi…un tempo, quando evitava certe buffonate! il libro che citi è di 20 anni fa. Da allora dire che è un’altra persona sembra fin poco.

    Ciao e in gamba!
    Riky

  8. @grenello Riky
    Non sono un fan di Odifreddi. Dal 6 ottobre Milena non riusciva a dormire la notte finché non sarebbe venuta a conoscenza dei “contributi illuminanti dati dal sig. Odifreddi all’umanità”. Ho provato di informarla, in modo che possa dormire tranquilla.
    I contributi del prof. Odifreddi non sono solo un libro di 20 anni fa: il 1o vol. è stato pubblicato nel 1989, il 2o nel 1999. Da allora ci sono state molte sue pubblicazioni scientifiche di un certo spessore, a sentire due amici, docenti universitari di Algebra e Logica Matematica. Ammesso poi che uno scienzato deve sfornare un’opera importante all’anno, come fossero le edizioni dello Zingarelli, da notare che, come riportato, sta per essere pubblicata dalla MIT Press un’altra opera importante.
    Il prof. Odifreddi, in quanto ateo o agnostico o provocatore, provoca l’ira a tanti, ma ciò non significa che i suoi titoli scientifici non siano di altissimo valore.
    Ma spesso in queste chiacchiere bloggate (MA NON CREDO CHE QUESTO SIA IL SUO CASO!) la gente parla, parla, parla, perché non ha niente da dire…

  9. Christos benvenuto sul blog!
    Posso chiederti come mai porti come nick il nome di Gesù Cristo?

    Per venire al tuo intervento sul curriculum del prof. Odifreddi: ti consiglierei di leggere questo dibattito assai acceso che c’è stato qualche mese fa su questo blog (in cui è intervenuto lo stesso Odifreddi) e, se ritieni, di entrare nel merito della questione scientifica che aveva mosso il prof. Diodati.
    Clicca qui.

    Grazie
    Andrea

  10. Caro Macco, scusa la lunghezza, ma preferisco riportare integralmente un mio articolo leggibile e commentabile, su tellusfolio, quotidiano telematico da cui preferisco “migrare”, almeno relativamente a qualche tema.

    Paolo Diodati: Odi caldi… odi freddi… lucida follia. Un IgNobel per la pace

    C’è gente irascibile che negli scatti d’ira sembra odiare. Ma, sbollita l’ira, torna serena.

    Chi dice “Perdono, ma non dimentico” e si riserva, in futuro, di tirare in ballo il nuovo e il vecchio.

    C’è una notevole produzione cinematografica basata su minacciose affermazioni tipo “Io non dimentico” o “Dio perdona, io no!” Abbiamo, insomma, gli odi caldi che in alcuni rientrano e gli odi freddi che, come tutti i prodotti congelati e surgelati, si conservano nel tempo.

    Un chiaro esempio di odi freddi, non a caso, è il nostro logico più famoso. Nessuno, più di lui, è fatto di odi freddi, fin nel DNA. Ne ha dato un’ennesima dimostrazione con una lettera inviata ai principali organi di stampa, il cui contenuto forse rappresenta un primato di intolleranza e di inciviltà logica e comportamentale. Questa logica non permette la coesistenza nello stesso elenco dei vincitori del premio Peano, del suo azzeccatissimo cognome con quello di Giorgio Israel.

    Ma come ha fatto la giuria a non tener conto di tale incompatibilità e a compiere una simile gaffe, che getta ombre di superficialità sui suoi membri? Animo nobile e rispettosissimo della verità, per cercare di salvare la reputazione almeno di alcuni, il nostro ha provato a inventarsi e a spifferare subito alla stampa che c’era chi si era opposto alla premiazione di Israel. Ma quelli lo hanno drasticamente smentito. Avevano, ovviamente, discusso anche altre candidature, ma poi il premio al nemico era stato dato all’unanimità.

    Figuratevi un po’, pur di prendere un premio, il nostro aveva accettato persino la consegna dell’Asino d’oro 2007 (abbiamo la sua lettera telematica). Ora ha restituito, o ha solo annunciato di volerlo restituire, il premio Peano!

    Quale soddisfazione maggiore, per gli organizzatori dell’Asino d’oro?

    Per rimetterlo di buon umore gli comunichiamo che è candidato, ufficialmente, a un nuovo premio: l’Asino d’oro 2009. Ufficiosamente, poi, a un secondo premio di cui parleremo in chiusura. Motivo dell’eventuale bis per l’Asino: autore de “La formula dell’evoluzione” (Le Scienze, Febbraio 2009, pag. 486), la più grossa bufala scientifica del 2009.

    Il logico ha maldestramente cercato di inventarsi tale formula, inesistente, sperando in un impossibile “geniale colpo di sintesi”. Ci ha rifilato due banalissime identità che garantiscono il contrario esatto dell’evoluzione. Cioè una situazione statica. Cos’altro pretendere per concorrere all’Asino d’oro? Altro candidato al premio, Marco Cattaneo. Diventato direttore unico della rivista Le Scienze, è autore di un editoriale sull’intreccio quantistico in cui ripete pedissequamente alcune baggianate leggibili in rete e rese umoristicamente imbattibili in un lungo articolo di rassegna (Le Scienze, Maggio 2009, pag. 40). Ecco la sbalorditiva e rivoluzionaria affermazione: l’intreccio quantistico spiega come un pugno sferrato a Napoli, può rompere un naso a Milano. Gli interessati possono leggere in rete su Affaritaliani il mio articolo sulla Fintascienza del logico e della Formula dell’evoluzione e, su Tellusfolio, i due articoli sull’intreccio quantistico.

    Autodefinitosi matematico impertinente, il logico è in realtà un polemista incontinente le cui attività non scientifiche sono in continuo aumento da più di 20 anni. Tali attività, come è ovvio per la nota legge della proporzionalità inversa tra attività scientifiche ed extra-scientifiche, hanno pressoché azzerato le attività accademiche per le quali ha ricevuto lo stipendio fino all’immeritato pensionamento. Ma diamo a Cesare quel ch’è di Cesare. Suggeriamo di evidenziare questa sua frenetica attività extra-scientifica con un adeguato Premio. E diamo un modesto, ma forse risolutivo contributo, per la soluzione del drammatico problema della sua presenza in liste con nomi inaccettabili, perché impresentabili. Anzi, impronunciabili.

    Per quanto riguarda i premi, si potrebbe istituire il PIUI (Premio Internazionale Umorismo Involontario). Con la sua formula dell’evoluzione e con la motivazione per la restituzione del Peano, porrebbe una seria ipoteca al primo premio.

    Per il tragicomico problema di inaccettabili co-presenze, gli consigliamo di restituire tutto quello che ha in comune con Israel. Potrebbe iniziare col diploma di laurea di dottore in matematica. Il titolo, purtroppo, gli resterebbe, ma sarebbe chiaro il desiderio di non essere contaminato da matematici come Giorgio Israel e come tutti quelli in camicia nera del ventennio. Poi di espatriare a Cuba, dove potrebbe diventare, forse, il più grande matematico italo-cubano vivente e ricevere ogni anno, il premio Fidel Castro, senza paura di inammissibili contaminazioni. Gli oppositori del regime gli darebbero il premio FSAC (Fidel Siempre Alè Castronerie).

    In questo periodo ho riascoltato più di una volta, una delle frasi più originali, rivoluzionarie e irrealistiche nate nell’ambiente dei cristiani, cioè dei cretini secondo il verbo degli odi freddi. Risalente alle prediche del Primo Cretino e ripetuta in forma sintetica ed efficacissima da un cretino che lo seguì: quel Pazzo di Francesco d’Assisi. Questi rischiò l’unica cosa rimastagli, la vita, per predicare “ama anche il nemico”, addirittura a cretini e mussulmani in guerra tra loro. Sarà cretino e soprattutto utopistico, visto che la quasi regola sembra essere quella di non amare nemmeno l’amico, ma temo che, tolta la pace imposta col terrore, seguire tale precetto sarebbe l’unico modo per eliminare la guerra. Il che vorrebbe dire, guardando il presente e il passato, che la guerra è, appunto, ineliminabile. Ma, comunque, per le piccole e meschine nostre beghe quotidiane, potremmo anche sforzarci un po’, cercando di superare gli odi freddi ed eterni. Cercando, cioè d’essere più tolleranti e quindi più civili.

    Vista la psicologia e il conseguente comportamento del logico per eccellenza, velocemente proiettato verso una lucida follia, è logico candidarlo anche al Premio Ig-Nobel per la pace. A chi dovesse obiettare che un premio simile sarebbe sproporzionato, avendo il candidato fatto ancora poco per meritarselo, rispondo che, nel suo piccolo, ha fatto e fa tanto, tantissimo. Inimmaginabilmente tanto.

    E poi, ai Grandi, i Nobel possono essere assegnati anche sulla fiducia, come è avvenuto per Obama.

    Se accettasse il consiglio dell’espatrio a Cuba, sarebbe una storia a lieto fine.

    Per lui e per noi… ops… beh, esclusi i cubani!

    Ho fatto leggere questo scritto a due colleghi di Facoltà, di assoluto prestigio. E ne ho parlato, occasionalmente, con altri della Facoltà di Lettere.

    Uno ha commentato: “Divertente. Molto divertente. Ma gli odi freddi dovremmo farli sfogare! Il tuo finale… il buonismo… ma va là! Viva i chiarificatori odi caldi e odi freddi. Una bella guerra civile è una soddisfazione che non dovremmo negarci…”.

    Appunto. L’Ig-Nobel per la pace sarebbe ben dato all’ispiratore di questi pensierini.

    “Intanto bisogna vedere – le altre osservazioni – se ha inviato la comunicazione della difficile e strana restituzione anche alla giuria. E poi se il premio prevede anche una somma in denaro. In quest’ultimo caso, dovrebbe restituire la somma con gl’interessi maturati dal 2002 e i proventi, anche loro con interessi, del difficile calcolo dell’incremento delle vendite del libro, frutto della pubblicità ricevuta dal premio. Sospetto che… col cavolo che restituirà di fatto il tutto, cioè in definitiva, il premio!”

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