Segnalazione: Diodati su Odifreddi

Segnalo l’interessante articolo che Paolo Diodati, docente di Fisica applicata di Perugia, già in passato protagonista su questo blog (si veda Odifreddi finalmente licenziato: pronto il nuovo asino d’oro dello scorso 26 Marzo), ha riportato sull’intervento legato all’ultima crociata di Odifreddi contro il matematico Giorgio Isreael.

L’articolo, dal titolo  Odi caldi… odi freddi… lucida follia. Un IgNobel per la pace

potete leggerlo qui .

Buona lettura!

 

La cosa più incomprensibile dell’Universo

sistema solare“La cosa più incomprensibile dell’Universo è che esso sia comprensibile”

Albert Einstein

Questo pensiero è stato posto all’ingresso di una mostra di immagini e foto artistiche e spettacolari sul Sistema Solare presente al Festival della Scienza di Genova.

Proprio in questi giorni discutevo con uno studente di Fisica del come gli scienziati riescano a dire quel che dicono della Natura e della realtà che ci circonda. Come nasce una Legge Fisica? E come facciamo a capire se è valida?

Einstein, come secoli prima Galilei, avevano compreso che la Natura non è impenetrabile alla mente dell’uomo. Ma ha una struttura che, per quanto complessa, può essere decodificata, analizzata. Fino al portento di arrivare alla previsione. E’ il Fisico il vero mago: prevede l’evoluzione del moto dei corpi, prevede talvolta persino l’esistenza di particelle ancora non scoperte (e quindi, successivamente, effettivamente trovate) o di pianeti, come accadde con gli ultimi pianeti del sistema solare previsti e poi rivelati alla fine dell’800. Un trionfo.

Ma restano tante cose ancora da scoprire. Einstein ci ricorda che la mente dell’uomo può essere più grande del mistero che le avvolge. 

Settima edizione del Festival, quinto anno come Giornalista

La mia avventura di Giornalista (metto la G maiuscola come alcuni amici fanno per indicare che la mia collaborazione è avvenuta in questi anni con il quotidiano il Giornale) iniziò 4 anni fa (2005) con il Festival della Scienza di Genova. Da allora, i pezzi complessivamente pubblicati hanno superato a poco il numero di 150. In mezzo vi è anche stato il premio (assolutamente inaspettato) vinto proprio in relazione al Festival della Scienza: premio dei lettori come miglior giornalista del Festival 2007.

E così, per il quinto anno, riprendo a visitare e osservare da vicino quel che accade al Festival della Scienza di Genova. Gli articoli che scrivo sono in qualche misura diversi da quelli che si leggono sugli altri quotidiani: vorrebbero unire al rigore della Scienza quel che il visitatore del Festival sente e vive. Per questo ogni tanto mi permetto di pubblicare delle lagnanze, degli aspetti che non vanno. So che lì per lì c’è sempre qualcuno che ci resta male, ma c’è anche chi – a distanza di tempo – mi viene a ringraziare e coglie il lato costruttivo della mia critica.
La cosa strana è che mi dicono talvolta che sono solo io a scovare tutte le cose che non vanno o le lagnanze. La cosa ancora più strana è che di altri giornalisti in giro per gli stand ne incontro sempre pochissimi. Sala stampa sempre affollata, tante interviste, conferenze con i “nomi grossi” ultra seguite. Ma quando si tratta di confondersi tra la gente, tra i visitatori qualsiasi, il giornalista quadratico medio storce il naso. Io talvolta nemmeno mostro il pass da giornalista, non mi porto dietro la truppa di fotografi e telecameramen e non chiedo di parlare con il curatore della mostra se non dopo averci messo il naso di persona, come un qualunque altro visitatore. Mi avvalgo invece di molti altri occhi: amici, parenti, conoscenti… che visitano e vivono il Festival e a cui chiedo un parere schietto e genuino.

I miei articoli sono il frutto di tutto questo, cui posso aggiungere ogni tanto le mie competenze scientifiche. Avere una Laura in Fisica dovrebbe permettere di capire se si stanno sparando fregnacce presentate come del bel fumo colorato oppure se c’è davvero qualcosa di valido.

Altri segreti non ce ne sono. Se non l’ultimissimo: la passione di scrivere che osservo che proprio non vuole nè abbandonarmi né morire. Come il Festival della Scienza: sempre pronto, anche quando non tutto gira alla perfezione, di stupirci un po’ con la sua creatività, con il suo entusiasmo.

Andrea Macco

Logo Festival Scienza 2009
I primi articoli di quest’anno li potete leggere qui:
Con l’«ecodieta» si risparmia energia
Al settimo Festival il geyser non gasa, la guida non guida

Telecom: Il digitale per curarsi e tenere d’occhio la casa

I Cardinali cercano di recuperare la Farinella perduta

don Paolo FarinellaDon Farinella è come un martello. Batte sull’incudine e non la smette, finché qualcuno non lo ode. Se si fa finta di niente grida che lo si fa perché si ha la coscienza sporca, ma se qualcuno si spazientisce, allora apriti o cielo, tutti se la prendono con lui!

Da tempo – lo sapete – mi occupo di don Farinella, i suoi scritti, le sue omelie, i suoi infervori, i suoi j’accuse, le sue lettere di ripudio, i suoi sermoni infuocati contro una Chiesa che disconosce ma di cui si ostina a far parte. Il farinella pensiero – l’ho già detto – mostra evidenti contraddizioni al suo interno ma se si guarda all’obiettivo a cui in fondo punta, tutto sommato si capisce la sua logica: cavalcar l’onda (emotiva) della popolarità. Non importa se nel bene o nel male, l’importante è che si parli d lui.

Non mi importa se queste righe saranno lette dai suoi fedelissimi che inizieranno a lanciare anatemi contro il sottoscritto, il Giornale (di cui sono solo collaboratore e per cui non rispondo né del pensiero del suo Direttore, né per quello della sua redazione), il Cardinale che non comprende la santità di Farinella e via dicendo. Il pensiero è il pensiero di chi cerca di seguire Cristo e la Chiesa e di essere addolorato per chi, per citare San Paolo, “lo dico con le lacrime agli occhi, alcuni si comportano da nemici della croce di Cristo”.

Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, i Cardinali maggiormente criticati da don Farinella, hanno risposto sul "Cittadino" al don.

Tarcisio Bertone e Angelo Bagnasco, i Cardinali maggiormente criticati da don Farinella, hanno risposto sul "Cittadino" al don.

Credo che sia questo lo spirito che anima l’atteggiamento (spesso silenzioso, mai di intransigente censura o di reprimenda che, invece, si sarebbe usata qualche anno fa senza troppi indugi caritatevoli) dei nostri Pastori, in particolare del Card. Tarcisio Bertone e del Card. Angelo Bagnasco che sono stati (Bagnasco lo è tutt’ora) Arcivecovi di Genova e, quindi, diretti superiori di don paolo Farinella.

Ecco dunque la lettera che gli hanno scritto e che il Cittadino – il Settimanale Cattolico di Genova – ha pubblicato nei giorni scorsi. Come sempre, pareri in merito  dai toni civili e pacati saranno accettati nei commenti.

Andrea Macco

 

Lettera dei Cardinali Bertone e Bagnasco a don Paolo Farinella

Dal Vaticano, 16 ottobre 2009
Rev.do don Farinella, dopo un tempo di dopo un periodo di silenzio e di paziente sopportazione, sento in prima persona il dovere di rispondere alle tue aspre critiche contro di me e contro il mio ministero a fianco del Santo Padre Benedetto XVI.

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Autunno. Stagione delle metafore

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d’agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest’autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

(Vincenzo Cardarelli)

foglie d'autunno - foto A.Macco

Autunno, da sempre la stagione più ricca di sorprendenti colori. La stagione stessa ti sorprende, giornate fredde ma terse e giornate cupe e uggiose, in cui le fronde sono sbattute dal vento come l’anima sembra essere sbattuta, talvolta, dagli eventi della vita.
Nell’autunno Cardarelli coglie una metafora della vita che si spegne; personalmente ci vedo il continuo mutare dell’animo umano che, errabondo, cerca nuovi colori, nuovi venti per placare la sua inquietudine.
L’aria tersa è come se suggerisse agli occhi dell’anima di guardare lontano e poi ancora più lontano… il freddo che come un brivido percorre la terra è come se invitasse a godere del calore delle persone che si hanno vicine, della presenza dell’amico che riscalda, degli affetti che puri e gioiosi ci fanno riscoprire in una risata la gioia di vivere, e non di morire.

Andrea

Inno degli Italiani: mi associo a chi lo difende

La gloriosa bandiera dell'ItaliaIl sottoscritto si associa toto corde al seguente comunicato dell’Assocciazione Culturale “Conoscere Genova” a riguardo della pubblicità (scempio) della Calzedonia che fa utilizzo di un remake (di dubbio gusto) dell’Inno degli Italiani.

Commenti e dibattito aperti nei commenti.

Andrea Macco

Il Portale web “Conoscere Genova” e la presidenza dell’Associazione Culturale “Conoscere Genova” Onlus si uniscono all’indignazione espressa dal Presidente della Provincia di Savona, dott. Vaccarezza, per il vilipendio dell’Inno Nazionale perpetrato dalla “Calzedonia” in uno spot messo in onda sulle reti nazionali in questi giorni.
La realizzazione e diffusione di una pubblicità di questo tipo è una condotta che, oltre a essere penalmente rilevante, è in spregio di quello spirito nazionale che, soprattutto nella nostra Genova dove il Canto degli Italiani fu scritto, musicato ed eseguito per la prima volta, è particolarmente sentito. Inoltre, proprio per lo stretto legame che Genova ha con l’opera di Mameli, è un grave insulto alla storia dalla nostra città.

Il Portale e la presidenza dell’Associazione desiderano invitare i consumatori genovesi a porre in essere l’unica forma di dissenso che l’azienda potrà realmente comprendere in maniera facile, e che tutte ben conoscono. W l’Italia, W Mameli, W il Risorgimento.

SEGUE LA NOTIZIA DELLA PROTESTA DI VACCAREZZA:
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Nobel premia gli inventori delle fibre ottiche e delle fotocamere digitali

Il Nobel per la Fisica 2009 premia due ricerche legate alla luce. Le fibre ottiche, che hanno permesso tra l’altro la nascita di internet, e i sensori CCD, che hanno portato alle fotocamere digitali e alle straordinarie immagini del telescopio spaziale Hubble.

Per i non Fisici questi termini suoneranno misteriosi e quasi indecifrabili. La brevissima intervista al direttore del centro MATIS di Catania a cura dell’INFM-CNR mi sembra possa aiutarci tutti a comprendere di più l’importanza di queste scoperte:

Francesco Priolo, direttore del centro MATIS di INFM-CNR a Catania e tra i massimi esperti di nanofotonica, commenta così il Nobel: È un premio meritatissimo, perché tanto le fibre ottiche che i CCD hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione e della scienza. Dalla lezione delle fibre ottiche abbiamo oggi le guide di luce, con cui creeremo circuiti misti elettronici/ottici dotati di prestazioni straordinarie e a basso dispendio energetico. L’enorme velocità della luce – la massima dell’universo – e il fatto di non generare calore sprecato, sono un incentivo fortissimo a sviluppare questa tecnologia. Questo premio è anche uno sprone importante, perché sottolinea l’importanza di queste ricerche che al MATIS svolgiamo con una dimensione e risultati di valore assoluto.”
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Il Papa della “cioia”: si è cristiani solo se la fede si fa carità

Dal Blog di Luigi Accattoli riprendo queste parole di Benedetto XVI aggiungendo una curiosità: lo sapevate che è stato fatto uno studio dei discorsi dell’attuale Papa e la parola GIOIA (o “Cioia” come ci ha abituato la pronuncia di Ratzinger) è la parola più presente in essi?

Ci sarebbe da meditare molto su ciò che invece giornali, telegiornali e radiogiornali estrapolano dai discorsi di Benedetto…

Andrea

E’ importante che il cristianesimo non sia una somma di idee, una filosofia, una teologia, ma un modo di vivere, il cristianesimo è carità, è amore. Solo così diventiamo cristiani: se la fede si trasforma in carità, se è carità” : sono parole dette dal papa stamattina in una meditazione a braccio ad apertura della prima congregazione generale del Sinodo africano. E’ un concetto – questo del cristianesimo interamente riconducibile alla carità – che egli non si stanca di ripetere. Nel blog ho segnalato tante sue affermazioni che vanno in questa direzione: vedi per esempio un post del 26 novembre 2008: “Benedetto: la fede se è vera diventa amore”. E un altro dell’8 giugno 2009 che dice: “Dio è tutto e solo amore”. A me sembrano parole preziose – centrali nella sua predicazione – e non mi stanco di riportarle.

Luigi Accattoli

L’ultima di Odifreddi: crociata contro il Matematico Israel

Riprendo questo articolo di Matteo Sacchi pubblicato qualche giorno fa su il Giornale, riguardante l’ultima genialata di Piergiorgio Odifreddi. Frattanto si avvicina il Festival della Scienza di Genova. Che ci riserverà quest’anno il Matematico impertinente che nelle scorse edizioni non ha perso occasione per parlare anzichè di scienza delle sue posizioni (dogmatiche) contro la religione?

Nei commenti dibattito aperto in merito all’articolo di Sacchi.

Andrea Macco

 

L’ultima crociata di Odifreddi: vince il “premio intolleranza”

Per l’ennesima volta Piergiorgio Odifreddi ha deciso di varcare il Rubicone che dovrebbe separare la matematica dalle idee politiche, l’eterea e perfetta scienza dei numeri dagli odi personali e dagli strali che lancia contro chi ha convinzioni diverse da quelle ateo-materialiste (cioè la maggioranza degli italiani). E come al solito l’ha fatto da par suo, ossia caricando a testa bassa e sfruttando al meglio la propria visibilità mediatica.

L’altro ieri, infatti, una mail, a firma del professore e indirizzata anche ad alcune delle più importanti testate quotidiane come La Stampa e Repubblica, ha avvisato l’associazione Subalpina Mathesis (che gestisce il premio Peano, uno dei più prestigiosi d’Italia per la divulgazione matematica) che voleva immantinente il suo nome cancellato dall’albo d’oro della medesima.
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