Eengonyama: la gestualità africana

Vorrei approfittare di un post (Eengonyamaclicca qui) pubblicato sul Sito dei Gruppi Scout FSE di Genova per riflettere con voi di quanto possa essere ricca la gestualità africana.

Avete mai osservato una danza africana? A differenza di quanto faccia l’europeo medio – spesso impoltronito e, al più, frequentatore di qualche discoteca… ma quanto è comoda per lui la televisione! – l’africano usa tutti gli arti per esprimere ciò che sente e che ha in cuore. Il suo lessico è forse molto più povero di quello che potremmo usare noi, ma nel momento della danza, ogni muscolo parla!

Osservate in particolare i piedi, battono, scalciano, si muovono con una coordinazione da fare invidia ai ballerini di ginnastica artistica e nel contempo sono mossi da una carica emotiva straordinaria. E poi, talvolta per non dire spesso, tutto si colora grazie a scudi, lance, utensili e colori che dipingono la pelle.

E noi ce ne stiamo lì, a guardare due veline semi desnude che, come bambocci, non hanno un centesimo del sentimento che arriva a possedere l’ultima bambina o ragazzina che si unisce alla danza sul terreno caldo e incendiato da un ritmo che sembra provenire dal cuore della terra.

E allora Eengonyama a chi ancora ha nel cuore questi ritmi, Eengonyama a chi si lascia prendere, a chi osa buttarsi in questa musica del tempo, Eengonyama a chi ha il coraggio di lasciare il popolo bue del sofà, Eengonyama a chi usa mente, cuore e corpo per esprimere tutto se stesso per danzare sul grande palcoscenico del mondo la danza della gioia, il canto della vita.

Andrea

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6 commenti su “Eengonyama: la gestualità africana

  1. Ciao Andre,
    io sono stato non in Africa ma in Sud America e anche lì le danze sono molto usate e c’è una gestualità ricchissima e un uso del colore incredibile e meraviglioso a dire poco.
    Condvido in tutto il tuo appello anti-veline e anti-TV… Tra l’altro mi era piaciuta molto anche la riflessione di don Guido che avevi pubblicato qualche mese fa…

    Ciao e in gamba!
    Fra

  2. Frae, piacere risentirti su queste pagine dopo qualche settimana di assenza!
    L’articolo di don Guido era una rara pagina di analisi lucida e incontrovertibile. Il suo slogan sulla TV = Ti Vuoto va quanto mai ribadito.

    Andrea

  3. Ciao Andrea. Posso muoverti una picccola obiezione?
    Non è affatto vero che gli africani hanno lessici poveri… Ricorderò sempre che un missionario aveva fatto un esempio: in Giappone la parola “amore” si dice in un certo modo e implica sempre una dimensione di attrattiva sessuale. Invece in Swahili vi sono almeno (mi pare) nove modi diversi per dire “amore” con diverse valenze per ogni parola.
    Se intendi che il lessico è povero per indicare le ultime scoperte scientifiche o altre cose ti do ragione, ma mi aveva colpito molto quella predica, e la ripropongo qui.
    In ogni caso ti do ragione per il resto! Sai, il problema con le due veline è che chi le guarda “se ne frega” altamente del sentimento… Chi ha orecchie.

    Saluti

  4. Grande_FraTollo, grazie per la bella puntualizzazione sulla semantica africana. Le mie considerazioni andavano proprio nel senso che hai inteso tu. Dovrebbe farci riflettere molto il fatto che in Inglese c’è solo un modo per dire: “ti voglio bene” e “ti amo” (che è “I love you” in entrambi i casi) mentre in Swahili vi siano ben nove modi per caratterizzare ogni sfumatura di quella che dovrebbe essere l’azione più importante e centrale della vita di una persona: la facoltà di amare.
    Ha fatto bene Benedetto XVI a dedicare la sua prima enciclica proprio alla disamina della parola amore, disamina tutta volta a dire che Dio è amore e che l’uomo vive nell’amore e, dunque, è anche lui capace di portare amore. Chissà però quanti, intenti perlopiù a criticare, lo hanno letto davvero con attenzione?

  5. Articolo molto interessante, personalmente non guardo mai TV, tanto che a volte quasi mi dimentico di averne una (Ok, ho esagerato : ) ) e sono contrario alle veline e a casi simili.
    Anche se ho avuto poche occasioni di guardare danze africane (mai dal vivo) sono rimasto molto colpito da quanto i ballerini si concentrano sul ballo, tanto da estraniarsi da ciò che sta oltre, entrando in totale sincronia con la musica.

    C’è da dire che loro la musica ce l’hanno nel sangue, basta che pensi a come è nato il Jazz, per chi non lo sa, gli Africani importati in America come schiavi, durante il lavoro, IMPROVVISAVANO delle canzoni e delle melodie, e tutti facevano da coro a chi iniziava a cantare.

    Veramente ammirevole.

    Buona caccia

    C.A.

  6. Buongiorno a tutti sono una studentessa di un liceo e devo fare una ricerca su come comunicano gli africani, comprende sia le lingue sia i gesti che usano.. Sapete dirmi qualche significato dei gesti che utilizzano?? Anche nella danza, sapete dirmi il significato dei movimenti che ballano???
    Anche se non avete risposte da darmi, ma qualsiasi informazione che per voi può essermi utile segnatemela.. Grazie :D

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