Il coraggio di andare dove nessuno è mai andato

Se la razza umana è destinata a continuare,
dovremo avere il coraggio di andare là dove nessuno è mai andato

– Stephen Hawking –

Così uno dei più famosi Astrofisici – Fisici Teorici viventi in occasione del 50° della NASA, l’Agenzia Spaziale statunitense.

Il discorso di Hawking è stato incentrato sul perchè delle missioni spaziali, sulla loro valenza scientifica. A volte possono sembrare soldi buttati al vento… in fondo che ce ne siamo fatti di aver raccolto qualche sasso lunare? Per Hawking questa prospettiva è limitante e riduttiva.

Ecco per i lettori del blog  una sintesi del suo interessante discorso pubblicata dal Secolo XIX di Genova e che potete scaricare cliccando qui: PERCHE’ DOBBIAMO TORNARCI

Logo per i 50 anni della NASA

Logo per i 50 anni della NASA

Il Logo per ricordare 40 anni dallo sbarco sulla Luna

Il Logo per ricordare 40 anni dallo sbarco sulla Luna

13 commenti su “Il coraggio di andare dove nessuno è mai andato

  1. Che logo è? Quello prodotto in anticipo di 10 anni?
    Gli anni dallo sbarco sulla luna sono 40!
    Sei perdonato perché a quel tempo tu non c’eri. Ma io sì, e questo refuso mi invecchia troppo…
    Adriano

  2. indubbiamente è una prospettiva ricca di fascino. Ma, mi chiedo, è realmente immaginabile che l’uomo possa un giorno spingersi oltre il sistema solare? Non ho mai studiato fisica, quindi non ho un mio parere personale sulla faccenda; solo, sento sempre la Hack dire che le distanze sono enormi e la velocità della luce è un limite invalicabile. Ma lo sarebbe anche immaginando di avere a disposizione una tecnologia superiore? Rivolgo questa domanda ai fisici che frequentano il blog. Immagino che la risposta non sia semplice.

  3. Sicuramente, è una delle sfide più grandi del genere umano. Hawking si è limitato all’aspetto economico, che ora risulta fondamentale per far iniziare la corsa alla conquista di altri pianeti. Con i problemi che abbiamo sulla Terra, perché investire denaro e sforzi in qualcosa che, a breve termine, non ci permetterà di risolvere nulla? Anche se è sottointeso, è meglio un uovo oggi che una gallina domani. Hawking, invece, fa vedere che la gallina si può avere, insieme all’uovo. E in questo sta la sua grandezza. Però, bisogna riuscire ad avere questa gallina… ruspante. Per averla, le cose si complicano per via delle distanze che sono estremamente grandi con la tecnologia attuale. Una tecnologia superiore (ma quanto riusciremo a renderla superiore rispetto a quella attuale?) permetterebbe di fare un passo in avanti, ma da sola essa non basta. L’organismo umano ce la farebbe a sopportare viaggi di questo tipo? Chi si sacrificherebbe per la scienza? Perché, diciamoci la verità: ogni avventura che si rispetti ha le sue vittime. Ce ne sono state per andare sulla Luna, ce ne saranno per andare su Marte, ce ne saranno per andare ovunque.
    Sotto il primo che vuole immolarsi.
    Al di là di queste considerazioni, sono ottimista. Verrà un uomo, verrà un ente spaziale, verrà la volontà e la tecnologia che porteranno il genere umano su altri pianeti. Del resto, il pianeta Terra non potrà preservarci se non per un miliardo di anni ancora, dopodiché le temperature diverranno talmente alte che la vita si estinguerà. E se continuiamo così, un miliardo di anno è una stima troppo ottimistica.
    Sabrina

  4. Adriano, benvenuto sul blog!
    Grazie per la puntuale correzione: come avevo scritto nell’articolo, il logo inserito è quello del cinquantesimo della NASA e non dei 40 anni dello sbarco sulla Luna!
    In ogni caso ho inserito anche quest’ultimo logo e corretto la didascalia del primo!

    Spero di sentirti ancora su questo blog, voci attente come la tua sono sempre apprezzate.

    Per quel che riguarda la domanda di sarasvati ritengo che Sabrina, da provetta divulgatrice scientifica e Astronoma abbia spiegato tutto con semplicità e rigore.
    Aggiungerei solo questo a proposito della citazione della Hack:

    ” le distanze sono enormi e la velocità della luce è un limite invalicabile”.

    Confermo tutto, ma presumo che questa citazione sulle “distanze enormi” si riferisca prima di tutto alle stelle più che ai pianeti del nostro sistema solare (che, in ogni caso, restano ad una distanza ragguardevole con le attuali tecnologie che ci portano a velocità ben ben al di sotto della velocità della luce!).

    Andrea

  5. Sì, ovviamente la Hack si riferiva alla possibilità di spingersi oltre il sistema solare e, eventualmente, entrare in contatto con altri esseri viventi.

  6. Pingback: Quanto vale il nostro futuro « TuttiDentro

  7. Ho fatto una visita sul sito della NASA: i 50anni sono stati celebrati nell’ottobre 2008, e quindi credo che il discorso di Hawkind si riferisse a quella data.
    Mi sto chiedendo come stia, di salute, dopo le notizie della sue pessime condizioni di un paio di mesi fa…

  8. Hawking ha uno spirito incredibile, quasi di un guerriero che vuole sempre andare oltre i confini di ogni cosa, che non vuole arrendersi di fronte a nessuna difficoltà. Credo che sia di buon esempio per tutti noi.
    Andare sulla Luna è stata un’impresa “fattibile” perchè il viaggio di andata e ritorno, oltre al soggiorno in sè, si sono ridotti ad una settimana circa. Le difficoltà da un punto di vista psicologico diventano superabili quando si pensa che comunque ci sarà un ritorno, che fra qualche tempo si ritornerà sulla Terra, che potremmo riabbracciare i nostri amici e la nostra famiglia raccontando loro e al mondo intero, la nostra immensa fortuna: quella di aver messo piede sulla Luna.
    Ma credo che prima di quel giorno dovremmo affrontare molti problemi, compresi i mezzi e la tecnologia per affrontare un viaggio su un altro pianeta del sistema solare.
    Comunque, chi non sogna è già morto dentro: quando abbiamo raggiunto l’oggetto del nostro piacere, puntiamo a qualcosa di più grande. E una volta raggiunto, punteremo ancora più in alto. Per questo credo che ce la faremo. Forse non entro pochi anni, ma sono convinta che il genere umano andrà lontano, oltre la Terra, a mettere il piede e la tecnologia su altri pianeti.

  9. Benvenuta Monica sul blog! Mi piace molto questo tuo pensiero:

    chi non sogna è già morto dentro.

    E grazie a Sabrina per la citazione sul blog Tuttidentro nonchè per le precise puntualizzazioni!

    Andrea

  10. Guardiamo 2001 Odissea nello spazio: quando realizzarono quel film alla fine degli anni ’60 si credeva che superato il 2000 avremmo conquistato lo spazio… a stento abbiamo conquistato il nostro Pianeta, anzi lo stiamo distruggendo, altro che spazio!

    In ogni caso interessanti considerazioni, ma secondo me è meglio restare coi piedi per terra (in senso metaforico e pure letterale!)

    Fra

  11. In effetti, Fra, hai messo in luce un punto molto interessante. Fare il confronto con quanto è accaduto in passato è naturale e spesso mi ritrovo anch’io a fare la stessa cosa. Non abbiamo fatto quei grandi passi in avanti che ci aspettavamo da quel “2001 Odissea nello spazio” e il 2001, anche se data simbolica, è passato da quasi dieci anni.
    Guardare troppo lontano sfruttando il nostro pianeta, inquinandolo oltre ogni dire, dal mio punto di vista comporterà un rischio: quello di perdere oltre a Marte e agli altri potenziali pianeti, anche la nostra cara e ospitale Terra.

  12. Gli astronauti hanno messo i loro piedi sulla luna, è stato “un grande passo”,hanno ammirato da lì la nostra terra, ma non hanno descritto altre particolari attrattive,tali da voler tornare sul nostro satellite ad ogni costo: infatti, dal 1969, dollari a parte,nessuno ha più avuto questa fretta.Penso che le particolari attrattive, superiori a quelle che ci offre la nostra terra, non ve ne siano sugli altri pianeti del sistema solare e che,al contrario, l’operazione “uomo su marte”,ad esempio, possa tradursi in una conquista tecnologica specifica rilevante e,soprattutto,vantaggiosa per risolvere le altre problematiche, materiali e biologiche, inerenti alla nostra esistenza terrena. Le attrattive di tipo “estetico”,importanti anche queste, che ci nascondono gli altri pianeti del sistema solare potranno,probabilmente nell’ambito temporale della nostra vita, essere da noi “viste e godute”,tra le altre,dalla poltrona nel soggiorno di casa nostra,mediante quelle tecnologie che già sono quasi adeguate, evitando così lo “stress marziano”.

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